-
Eventi Internazionali

Serena si salva. Kerber ko. Barty avanti facile

La campionessa uscente battuta dalla statunitense Davis, n.95 del mondo. L’australiana numero 1 del mondo impiega solo 55 minuti per liquidare la bel Van Uytvank. La ceca batte Kiki Mladenovic ruggendo

di Enzo Anderloni | 04 luglio 2019

Il duello a distanza tra l’attuale, fresca n.1 del mondo, l’australiana Ashleigh Barty e la detentrice del titolo ai Championships, la tedesca Angelique Kerber, n.5 del ranking Wta era il tema di giornata a Wimbledon. Come la verifica delle condizioni di altre potenziali pretendenti al titolo come la ceca Petra Kvitova, n. 6, opposta alla francese Kiki Mladenovic o la statunitense Sloane Stephens, n.9 del mondo, che sulla strada del terzo turno trovava la cinese Yafan Wang.

Per gli inglesi contava molto il risultato di Johanna Konta ( che ha battuto in due set, 6-3 6-4 , la ceca Siniakova) mentre gli amanti del grande classico aspettavano sul campo n.1 Serena Williams.

Interessante era vedere anche la risposta di Amanda Anisimova, 17enne americana di origini russe, a Cori Gauff. La posta in palio era l’attenzione mediatica che viene naturalmente calamitata dalle teenager di successo.La bionda teenager di origini russe, semifinalista a Parigi, è crollata davanti alla polacca Magda Linette. La rimandiamo a settembre. Agli Us Open.

IL TABELLONE DEL TORNEO FEMMINILE SEMPRE AGGIORNATO

Serena deve rimontare

Ha chiuso con un ace Serena Williams (e con un urlo da regina orgogliosa) una faccenda che all’inizio sembrava preludere al dramma. Per un set la giovane slovena Kaja Juvan, 18 anni, l’ha presa a pallate. E lei, improvvisamente sembrava una vecchia grande giocatrice un po’ sovrappeso. Si muoveva poco e male. Era sempre in ritardo sulla palla.

Dall’altra parte della rete la ragazzina bionda, che tre anni fa era arrivata in finale al Trofeo Bonfiglio, i campionati internazionali d’Italia juniores che si disputano al Tennis Club Milano, correva scioltissima, leggera e picchiava tutto con decisione.

Poi la regina si è pian piano snebbiata, come tutti i giocatori un po’ avanti negli anni ha cominciato a sciogliersi ma soprattutto ha deciso che quello non era il giorno e nemmeno il luogo giusto per farsi buttare fuori malamente da una sbarbatella, per quanto simpatica e colta (è nota per le sue letture filosofiche, Socrate e Cartesio, nel tempo libero).

Ha preso a servire da serena Williams. A ruggire da Serena Williams e ha ribaltato il campo n.1 come la clessidra del tempo. Anche il risultato si è capovolto. Fino al 5-1 al terzo set per Serenona. Che a quel punto ha rifiatato, prima di chiudere 6-4, con l’ace di cui sopra.

La campionessa in ginocchio

Non era nelle attese: la statunitense Lauren Davis era approdata al tabellone come lucky loser, cioè fortunata perdente ripescata dal torneo delle qualificazioni. N. 95 del mondo rendeva 90 posizioni ad Angelique Kerber, n.5, campionessa uscente: in una partita bruttina in cui le contendenti si sono strappate il servizio 10 volte nei primi due set, la Davis le ha cancellato la possibilità di difendere il titolo.

Sembrava avere anche seri problemi fisici l’americana che alla fine del primo set ha chiesto un medical time-out dalla quale è uscita con bendaggi al ginocchio e alla caviglia sinistra.

Non si è fatta però condizionare e ha continuato a picchiare forte. Alla fine ha sbagliato più della tedesca ma anche raccolto una quantità di vincenti incomparabile con quelli dell’avversaria: 45 contro solo 13. E’ curioso che lei, fortunata perdente, abbia avuto più mentalità vincente di una campionessa in carica. Ma questo era l’andazzo oggi cul campo n.2 di Wimbledon. E la testa coronata è caduta. Rovinosamente.

Barty e Stephens, gara di velocità

Hanno fatto quasi a gara Ashleigh Barty e Sloane Stephens, sui campi 2 e 3, per vedere chi finiva prima. Fatto curioso le loro avversarie diversissime per origini e aspetto fisico (rossa di capelli con il viso pieno di efelidi la belga, classica cinese mora la ragazza di Nanjing) avevano la stessa età, 25 anni, ed erano collocate una dopo l’altra in classifica: n. 57 Yafan Wang, n.58 Alison Van Uytvank.

Il duello se lo è aggiudicata, sul filo del rasoio la Stephens che ha lasciato solo due giochi all’avversaria (6-0 6-2) e ha chiuso in 54 minuti. L’australiana ha ceduto il doppio dei game (6-1 6-3) impiegando solo un minuto in più: 55 in tutto. Niente più che un riscaldamento ufficiale in previsione dei prossimi impegni.

Il ruggito di Petra

E’ partita male la due volte campionessa su questi prati Petra Kvitova. Nell’ennesima sfida con la francese Kiki Mladenovic (la nona in carriera) si è trovata sotto 3-5 e ha dovuto ruggire per salvare tre set points. A quel punto il match però è girato e, grazie anche al servizio (8 ace), la ceca è filata via. 
Al prossimo turno potrebbe trovare la pimpante americanina Anisimova: un altro test interessante sulle sue possibilità di vivere ancora Wimbledon da protagonista assoluta.