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Eventi Internazionali

Djokovic facile, Auger-Aliassime stupisce ancora

Il numero 1 del mondo domina Pella e ottiene la novantesima vittoria sull'erba. Il canadese supera il francese Corentin Moutet nel derby della Next Gen. Reilly Opelka batte al quinto Wawrinka. Khachanov rimonta un set a Feliciano Lopez. Verdasco sfiderà Fabbiano

di Alessandro Mastroluca | 03 luglio 2019

 

Di futuri numeri 1 annunciati è piena la storia del tennis. Felix Auger-Aliassime, primo nato negli anni Duemila a passare almeno un turno in uno Slam in singolare maschile, sta percorrendo a passi decisi la sua strada verso la gloria. Di primati di precocità ne ha già firmati diversi. Ha un tennis e un fisico già maturi e formati, con prospettive di miglioramento non sempre facili da individuare e misurare. Fa già tutto molto bene e su ogni superficie. Il francese Corentin Moutet, mano elegante ma tennis ancora discontinuo, vince solo un set. Auger-Aliassime, più giovane, è però più giocatore e chiude 63 46 64 62. Sfiderà ora Marcel Granollers o Ugo Humbert per un potenziale ottavo contro Novak Djokovic.

Moutet ha evidenziato talenti e limiti che Toni Nadal ha sintetizzato in questi giorni all'Equipe. L'ha visto allenarsi per una settimana alla fine dell'anno scorso, quando il francese meditava di entrare a far parte della sua accademia a Maiorca. "Ha un grande occhio, una evidente facilità di colpire. E' un talento, sicuramente, ma non IL talento. Quello è un altra cosa, è un tutto: vuol dire capire il gioco, aspettare la palla giusta". Gli manca quella costanza per fare la differenza che invece dimostra di aver già maturato Auger-Aliassime. "Se fossi il suo allenatore" ha detto sempre Toni Nadal, "direi a Moutet di giocare più veloce, di chiudere i punti prima visto che è svelto ma non è così alto. E più lo scambio si allunga, più il campo si allarga".

Il futuro batte il neoclassico. Non si smentisce Karen Khachanov, sempre almeno al terzo turno a Wimbledon. Il russo va in difficoltà per un set contro Feliciano Lopez che lo mette in crisi con palle senza peso sul dritto ma alla fine vince 46 64 75 62. Rafa Nadal resta così l'unico mancino capace di batterlo nei major.

Campione al Queen's in singolo e doppio con Andy Murray, Lopez imposta meglio il primo set mentre Khachanov ottiene poco, servizio a parte. Gradualmente, però, il russo guadagna campo. Il dritto in topspin esce alto e profondo, gli permette di comandare il gioco e aprirsi il campo verso l'angolo destro.

Lopez, accompagnato dalla futura moglie sempre molto partecipe, regala lampi di serve and volley che illuminano di nostalgia gli sguardi di chi rimpiange gli schemi da lawn tennis. Salva due match point il mancino già direttore del torneo di Madrid, dentro un ultimo game che spreme emozioni e desideri in 13 minuti di intensi chiaroscuri. Il tempo però non torna indietro e la modernità di Khachanov fa la differenza.

Gli manca ancora una vittoria per confermare l'ottavo di finale raggiunto l'anno scorso, quando è diventato il più giovane russo al quarto turno ai Championships dai tempi di Mikhail Youzhny nel 2002. Lopez, alla settantesima presenza consecutiva nel main draw di uno Slam, manca per il terzo anno di fila la qualificazione al terzo turno a Wimbledon.

Lo show di Opelka

Negli scacchi, la torre può muoversi solo in orizzontale e verticale. Sul campo 2 di Wimbledon, la torre Reilly Opelka, il top 100 più alto del circuito, con 23 ace e 72 discese a rete cambia la storia. Non aveva mai raggiunto il terzo turno in uno Slam, né aveva mai vinto un match al quinto set. Il 75 36 46 64 86 su Stan Wawrinka apre una strada diversa. Opelka affronterà per la prima volta Milos Raonic. Il canadese, al terzo turno per il sesto anno di fila, ha sconfitto 76 75 76 l'olandese Robin Haase che non batte un top 20 negli Slam da 18 partite, dal successo su Ivan Ljubicic all'Australian Open del 2008.

Opelka ha vinto il 72% di punti con la prima e il 66% con la seconda, ha chiuso con 59 vincenti a 44 e solo otto gratuiti in più, 38 a 30. Ha ottenuto cinque punti in meno, 151 a 156, ma ha fatto quello più importante, per giunta in risposta. Cresciuto col mito di Delpotro e della squadra NBA dei Chicago Bulls, non aveva mai vinto un match negli Slam prima dell'Australian Open di quest'anno. Non può che contare sul servizio per inseguire l'ambizione del miglior risultato in carriera in uno Slam. Ex campione junior a Wimbledon, fresco di prima vittoria sull'erba nel circuito maggiore al primo turno su Stebe, per tutto il primo set è intoccabile con la prima. Ma lo schema monocorde non è semplice da mantenere contro un avversario che assorbe, restituisce e varia. Ancor più su un erba che Benoit Paire, grande amico di Wawrinka, ha riconosciuto più lenta dell'anno scorso. La palla rimbalza più alta e ci si appoggia meglio da fondo.


Wawrinka sente la possibilità di invertire la direzione della partita. Il rovescio lungolinea, giocato con continuità, diventa l'arma chiave che permette allo svizzero di ribaltare il match. Ma quando la presa sulla partita pare ormai definitiva, Opelka piazza sul 5-4 il break che decide il quarto set e allunga al quinto. Lo svizzero, che ne ha vinti 27 su 49 ma solo uno su sei a Wimbledon prima di questo incontro, incassa un ultima, devastante risposta. Poi c'è spazio solo per la gioia di Opelka che a Wimbledon si eleva e fiorisce.

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Verdasco sfiderà Fabbiano, Goffin fa 250

Non sono bastati due set e un break di vantaggio a Kyle Edmund, che inseguiva la centesima vittoria nel circuito maggiore. Il britannico, tradito dai dolori alle due ginocchia e da una certa mancanza di convinzione nei momenti importanti, cede 46 46 76 63 64 a Fernando Verdasco. 

Terzo spagnolo con più vittorie negli Slam (109) dietro Rafa Nadal (261) e David Ferrer (145), completa la sesta rimonta da sotto due set in carriera e il 25mo successo al quinto set. Sarà l'ex numero 7 del mondo il prossimo avversario di Thomas Fabbiano che potrebbe riscattare la sconfitta di Dubai di quest'anno.

David Goffin espone il valore delle geometrie complesse contro Jeremy Chardy, numero 81 del mondo, che si sveglia quando è tardi per evitare la quinta sconfitta di fila contro un top 30 sull'erba. Il belga chiude 62 64 63 sull'ultimo errore di rovescio del francese, dimentica l'eliminazione al primo turno dell'anno scorso e festeggia la vittoria numero 250 in carriera nel circuito maggiore, la ventesima quest'anno.

Mai oltre gli ottavi a Wimbledon, il suo Slam meno positivo in termini di match vinti e piazzamenti, Goffin affronterà Daniil Medvedev, che centra la trentesima vittoria del 2019. Alexei Popyrin, qualificato australiano, sperava di emulare il suo mentore Pat Cash, che vinse il titolo su Ivan Lendl nel 1987 e per festeggiare scalò il Royal Box. Cash lo sta infatti seguendo per la stagione sull'erba. Ma dopo un incoraggiante primo set, è emersa la superiorità del russo che ha chiuso 67 61 64 64. Il belga avrà l'occasione di riscattare la sconfitta in tre set, sempre al terzo turno, all'Australian Open di quest'anno.

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