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Ok Federer, Nadal prepara lo show con Kyrgios

I risultati della seconda giornata di Wimbledon al maschile. Lo svizzero cede il primo set ma contro Harris non c'è è partita. Lo spagnolo elimina Sugita, Kyrgios sfodera il meglio e il peggio di sé ma batte al quinto Thompson. Fuori Thiem e Shapovalov

di Alessandro Mastroluca | 02 luglio 2019

Roger Federer lascia un set, ma il debutto sul Centrale non è mai davvero in discussione. Lo svizzero chiude 36 61 62 62 contro il sudafricano che non aveva mai giocato a Wimbledon né sull'erba nel circuito maggiore. Federer affronterà la wild card di casa Jay Clarke. Il ventenne britannico, al secondo match in carriera ai Championships, ha rimontato un set a Noah Rubin e chiuso 46 75 64 64. Anche Nadal parte piano contro Yuichi Sugita che vince i primi dieci punti del match sul campo 2. Ma è un'illusione: il maiorchino chiude 63 61 63.

 

Una palla break costa a Federer il primo set. Harris si regala un primo set che solo l'incoscienza della gioventù e un Federer non troppo reattivo di piedi possono spiegare. Il Centrale, con Kate Middleton tornata a illuminare il Royal Box, mormora inquieto. Ma presto torna calmo e placido come il Piave al passaggio dei fanti il 24 maggio. Un isolato tifoso urla "LLoyd sei il mio eroe!": chissà se l'aveva mai sentito nominare prima di questo match.


Un senso di inevitabilità scende sulla cattedrale del tennis. Federer fa sembrare semplici soluzioni difficili per chiunque, chiude il secondo 61 con un gran dritto nell'angolo, e scivola verso una vittoria mai davvero in discussione, la sua 96ma a Wimbledon. Lo svizzero, che vince il terzo 62 nonostante il 28% di prime in campo, non ha più perso al primo turno di uno Slam dal Roland Garros 2003 contro Luis Horna.

Harris si fa strettamente fasciare il polpaccio sinistro alla fine del terzo set, ottiene un altro paio di game. Federer si concede qualche carezza, qualche lampo di magia, e veleggia verso il secondo turno.

 

 

Nadal domina Sugita

Sugita è un buon giocatore a tutto campo, svelto di gambe, ma non ha le armi degli avversari che hanno sorpreso Nadal nei primi turni a Wimbledon come Rosol, Brown o Kyrgios. 

Nadal scivola e si rialza, fa il pugnetto anche se vince un punto contro il numero 274 del mondo e non rischia mai sul serio di incassare la prima sconfitta al primo turno a Wimbledon dal 2013. Mai battuto da un avversario così in basso in classifica in uno Slam, Nadal cercherà al prossimo turno contro Nick Kyrgios la sua cinquantesima vittoria a Wimbledon.

Sugita si è qualificato per la quarta volta in ventinove tentativi per il main draw di uno Slam. Sull'erba però quest'anno ha raggiunto al massimo il secondo turno al Challenger di Surbiton, Nottingham e Ilkley. E la differenza con un Nadal sempre più al centro della scena si vede. Lo spagnolo comanda il gioco, riconduce Sugita a un ruolo di seconda fila. Insegue, rincorre, spesso invano. Tanto che la palla break in suo favore all'inizio del terzo set è accompagnato dall'entusiasmo speranzoso di chi almeno vuole assistere a una partita. Ma il giapponese non ha una sola via per mettere Nadal in difficoltà. Vulnerabile al servizio, aggredito sistematicamente nello scambio di ritmo con i colpi di inizio gioco, Sugita è sotto pressione in ogni turno di battuta. Anche perché Nadal al servizio non concede nulla e veleggia verso l'atteso secondo turno contro Nick Kyrgios.

Il meglio e il peggio di Kyrgios

Uno spettacolo surreale, ai confini della realtà. Nick Kyrgios interpreta se stesso in tutte le contrastanti versioni e batte Jordan Thompson 76 36 76 06 61. Il punteggio certifica l'andamento ondivago del match ma non racconta tutto.

Il primo set è un trionfo di volée da fermo e tweener, ma c'è spazio anche per una discussione con un tifoso in prima fila che parla a voce troppo alta. Thompson, che di pittoresco ha solo i baffi da sparviero ma squaderna un tennis solido, aggressivo e basico, vince il secondo. Kyrgios, che ha perso due dei primi quattro derby giocati nel circuito maggiore, chiede un medical time-out per quelli che sembrano problemi all'anca o alla parte bassa della schiena. Lo spettacolo, però, deve ancora cominciare.

La sfida numero 308 fra due australiani in uno Slam nell'era Open, si accende. Kyrgios piazza il break a zero e serve per chiudere il set sul 6-5, ma decide di servire da sotto sul primo set point. Non proprio il momento adatto. Manca anche una seconda occasione poi, sulla seconda chance di controbreak, improvvisa una palla corta di rovescio a due mani che nemmeno arriva a rete. Il tiebreak che ne segue è uno show surreale di esultanze teatrali, quasi forzate e scelte al più casuali. Guardarlo giocare, buttarsi a terra dopo un punto vinto o correre a ginocchia e braccia alzate per essere arrivato all'ultimo, decisivo, set point è come guardare una star del cinema muto che in scena deve esagerare le reazioni e le espressioni perché si possano capire anche senza le parole. Un atteggiamento simile, che raramente o forse mai si vede in uno Slam, diverte Kokkinakis che posta smiley divertiti su Twitter ma scompone Thompson, nervoso non solo per aver dovuto rigiocare un punto su un set point contro. 

Nel quarto Kyrgios praticamente non gioca. Trova però il tempo di litigare ancora con un tifoso che parla durante i punti: "Sei uno spettatore o una parte del suo team?" gli urla. Si rimette a tirar vincenti di dritto, però, e firma la sesta vittoria in carriera su otto partite al quinto set. Battuto al primo turno a Wimbledon solo nel 2017, potrebbe ritrovare Rafa Nadal che aveva sconfitto negli ottavi del 2014: era allora il più giovane a battere un numero 1 del mondo in uno Slam dal successo di Andrei Olhovskiy su Jim Courier ai Championships nel 1992.

 

Querrey sorprende Thiem

La prima sorpresa dei Wimbledon 2019 la firma Sam Querrey, numero 65 del mondo. Dominic Thiem, testa di serie numero 4, ha tenuto il servizio per i primi sedici turni di battuta di fila poi cede di schianto. Sam Querrey infila quattro break di fila e chiude 67 76 63 60. Thiem ha mancato due set point nel secondo ma la sua partita è di fatto finita con i sei punti consecutivi persi nel tiebreak successivo.

Querrey ha messo in campo il meglio del suo approccio, raccontato a febbraio per l'ATP dal suo ex coach Craig Boynton. "Querrey è dedicato, senza esitazioni. Il principio è: capisci la situazione e quello che stai cercando di ottenere, impegnati e poi pensa al punto successivo. Così riesce a essere leggero e avere l'inerzia dalla sua".

Così si qualifica per il secondo turno a Wimbledon per il sesto anno di fila. Finalista a Eastbourne una settimana fa, Querrey ottiene così la terza vittoria contro un top 5 in uno Slam, peraltro ai Championships come le altre due (contro Novak Djokovic nel 2016 e Andy Murray nel 2017. Al prossimo turno affronterà Andrey Rublev o Christian Garin che l'ha sconfitto in semifinale a Houston quest'anno.

Nishikori facile, fuori Shapovalov

Bernard Tomic resta in campo appena 58 minuti. Il tempo di incassare 50 mila sterline e perdere in tre set contro il francese Tsonga. Cade anche Denis Shapovalov, tredicesima testa di serie eliminata al primo turno. Ricardas Berankis domina il tiebreak del primo set 7-0 e vince 76 64 63. Raggiunge così il secondo turno a Wimbledon per la prima volta dal 2015.

Senza problemi, Kei Nishikori completa su Thiago Monteiro la sua 90ma vittoria Slam. Il giapponese chiude 64 76 64 con 36 vincenti a 22 e 33 gratuiti a 22, e raggiunge le 12 vittorie su 13 incontri contro qualificati negli Slam (unica sconfitta contro Daniel Evans al primo turno dello US Open 2013). Nishikori, che quattro volte in passato aveva perso contro avversari classificati come il brasiliano o peggio, ma mai dopo i quarti di Newport del 2012, ha vinto l'ottava partita delle ultime nove contro un mancino. Ha raggiunto così il secondo turno per l'ottava volta in undici partecipazioni a Wimbledon, dove l'anno scorso si era spinto ai quarti, suo miglior risultato ai Championships. Affronterà Cameron Norrie che ha battuto Denis Istomin 62 64 64.

Marcos Baghdatis rimanda l'addio al tennis. Il cipriota, all'ultimo torneo in carriera, si toglie la soddisfazione di superare al primo turno il canadese Brayden Schurr 62 64 64. Convinto che il tennis stia diventando "troppo professionale, un po' noioso", che debba essere divertimento prima che ricerca della vittoria, dimostra per un ultimo evento che lo sport è importante ma può non essere l'unica cosa che conta nella vita di un atleta.

Non sorprende nemmeno il successo di Dan Evans che batte 63 76 63 il mancino argentino Federico Delbonis, ancora senza nemmeno una vittoria in carriera a Wimbledon. Il britannico continua così il momento positivo dopo le vittorie nei Challenger di Surbiton e Nottingham. E prosegue una sorta di redenzione dopo che l'anno scorso gli avevano rifiutato la wild card per la squalifica dovuta alla positività alla cocaina del 2017.

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