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Eventi Internazionali

Incredibile Giulia, quasi... Serena

La Gatto Monticone, 31 anni, torinese, al suo esordio a Wimbledon gioca un set alla pari con la Williams, che soffre le sue variazioni di ritmo. E arriva a un passo da portarla al tie-break. La più forte di sempre si deve salvare buttando in campo tutta la sua grinta

di Enzo Anderloni | 02 luglio 2019

E’ una gran bella soddisfazione quando la giocatrice più forte di tutti tempi ti serve un ace e le scappa un ruggito di grinta ed esultanza insieme. Vuol dire che tra te e lei c’è partita. Che deve tirar fuori la vera se stessa per batterti.

Questo ruggito Giulia Gatto Monticone l’ha sentito sul 3-3 30-30 nel secondo set della sua sfida sul Centre Court contro Serena Williams. La semidivinità nera, di là dalla rete, batteva e sbuffava. Doveva correre, doveva governare le variazioni di ritmo, gli impatti piatti veloci alternati ai tagli in back. E dopo aver dominato il primo set era lì spalla a spalla contro una trentunenne torinese, tosta ma solo n.161 del mondo. E al suo secondo tabellone Slam della carriera. Una carriera cominciata, a livello internazionale, davvero da poco.

E’ stata grande Giulia, a decidere di scommettere tutto su se stessa a un’età in cui di solito si comincia a pensare di smettere. E questa determinazione le ha regalato grandi soddisfazioni e l’opportunità unica di affrontare una campionessa con 23 titoli Slam all’attivo, 7 dei quali conquistati proprio su quel Centre Court di Wimbledon dove si sono affrontate oggi.

Un palcoscenico meritato - Il faccia a faccia se l’è conquistato passando attraverso il torneo di qualificazione la scorsa settimana a Roehampton. Tre partite vinte in quattro giorni contro la cipriota Serban, n.235 del mondo, la cinese Wang n. 130 e la francese Dodin, oggi n. 447 del mondo ma in passato anche n. 46.

Ha dovuto combattere e ne è uscita con un ginocchio infiammato, il sinistro, che oggi aveva vistosamente fasciato. Vederla fare passerella sull’erba insieme a un’icona come Serena ha fatto pensare a un momento indimenticabile della sua vita

Quando però Serena è volata sul 5-0 in pochi minuti, il suo solito tennis di classe e muscolo a dominare è venuto da chiedersi se non stesse arrivando una punizione pesante per il tanto ardire. Un possibile brutto ricordo.

Dopo la paura, la lotta - Invece l’incantesimo dell’impotenza a un certo punto si è rotto, Giulia addirittura ha strappato il servizio a Serena e ceduto il set con un onorevole 6-2 in 29 minuti.

Da lì è cominciata un’altra storia, questa sì indimenticabile. E da raccontare. La storia di un match alla pari tra due tenniste che di pari tra loro non hanno niente. Peso, forza fisica, titoli, esperienza. Impatto mediatico, followers sui social. Dollari in banca.

Punto a punto, game a game. Con la grande Williams a esultare sui vincenti. Urlando come una tigre che lotta per la vita dei suoi cuccioli.

Il punto che ha chiuso il match, dopo un’ora e 19 minuti, racconta tutto. Chiuso con uno scambio ravvicinato sotto rete, batti e ribatti, con Queen Serena che alla fine ha trovato la zampata giusta e ha esultato come se avesse centrato quel 24esimo Slam che insegue da oltre due anni.

Sconfitta? No, rivincita - E’ finita 6-2 7-5. Giulia ha stretto la mano alla leggenda, è andata a salutare l’arbitro, con quella faccia un po’ così di una che forse, a quel punto, cominciava a farci un pensierino. Al terzo set e a quella avversaria così grande, grossa e importante che però forse non si muoveva poi così bene.

Ha ricevuto i complimenti del Palco Reale e quelli della stessa Serena che, intervistata, ha detto di aver grande rispetto per la capacità dell’italiana“non essersi arresa fino all’ultimo punto”. Una sconfitta, quella di oggi, che per Giulia Gatto Monticone sa anche di vittoria. Di rivincita. Una bella spinta a continuare a non arrendersi. Anche perché i 50.000 euro comunque guadagnati fanno comunque morale.