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Non perdete il 'Filo': Berrettini? che testa! E Roger scalda i motori

Filippo Volandri, Direttore tecnico del settore maschile del Centro Federale di Tirrenia e commentatore di Sky, fa il punto sulla vittoria di Matteo Berrettini, numero 20 del mondo, che ha battuto lo sloveno Bedene al primo turno. E commenta l’esordio vincente di Roger Federer nel suo 21esimo anno consecutivo allo Slam londinese.

di Filippo Volandri | 03 luglio 2019

La seconda giornata a Wimbledon ci ha regalato un Berrettini che ha battuto lo sloveno Bedene con la testa più che con il tennis. Nel primo set Matteo aveva iniziato un braccio di ferro con l’avversario sulla diagonale del diritto ma Bedene ne aveva di più.
Il 23enne romano, numero 20 del ranking mondiale, ha fatto la differenza nel secondo set. Ha capito di dover fare meno a cazzotti e di dover variare di più il gioco: ha usato uno slice lento unito a un diritto velocissimo e letale, usando poi anche colpi quasi piatti.
Sono state tre variazioni di velocità e tagli che hanno messo in grande difficoltà Bedene. Matteo dunque ha vinto con la testa e con la tattica, capendo di dover cambiare il suo piano. Questo significa che, anche se è ancora molto giovane, ha una bella testa. Ma non lo scopriamo certo oggi. Ha sempre dimostrato una grande maturità. E’ un giocatore che assorbe molto anche dalle sconfitte, una gran dote.

Un ragazzo che sa gestire le pressioni

Ha saputo gestire la tensione e la pressione, si vedeva che nel primo set era nervoso. Poi ha capito che doveva cambiare gioco, tattica; una decisione che ha dato subito i suoi frutti. Solo nel quarto set ha sofferto un po’ il ritorno dell’avversario ma ha gestito bene il tie-break. Il servizio lo ha usato molto bene, ci si è affidato quasi più che al dritto. Ma la testa è ciò che davvero ha fatto la differenza.
Dopo gli ottimi risultati degli ultimi tempi adesso ci si aspetta molto da Matteo ma lui deve mantenere la sua tranquillità.
Ha le spalle larghe ma ha anche bisogno di assorbire la tensione e la pressione. Osservando il suo volto si nota questo suo lato umano ed emotivo, anche se lui cerca di farlo vedere poco. Deve imparare a farsi scivolare addosso la tensione come ha fatto contro Bedene.

Federer, una leggenda inimitabile al 21esimo anno di Wimbledon

L’altro momento clou, per me, della seconda giornata di match è stato l'esordio di Roger Federer che per il 21esimo anno consecutivo partecipa allo Slam londinese.
Bisognerà aspettare altri 100 anni per vedere uno così longevo, capace di giocare questo tennis di altissimo livello a 38 anni. Ha una classe immensa, una tecnica perfetta, leggiadria, un "punto palla" perfetto: a questa età gioca ancora a livelli stratosferici. Anche Nadal è un fenomeno, ma non so se lui a 38 anni potrà mai essere al livello di questo Roger.
Nel match contro Harris, Federer ha iniziato pianissimo, sotto ritmo. Forse pensava di gestire diversamente il gioco o forse conosceva poco il suo rivale sudafricano che gli ha strappato il primo set. Poi però ha cambiato marcia. Ha ritrovato la velocità, gli attacchi in contro tempo, il gioco sotto rete.
La differenza l’ha fatta proprio il ritmo. Dal secondo set Roger ha cambiato non una ma due marce e Harris ha perso i riferimenti commettendo molti errori. Quando riesce a giocare con la sua velocità, è un Federer che fa male.
Ora bisognerà vedere se le condizioni dei campi miglioreranno. La palla adesso rimbalza alta e va a discapito di chi invece predilige colpirla bassa, dall'altezza della vita in giù. In questo momento sembrano essere condizioni più favorevoli a giocatori tipo Nadal. Ma occhio anche Djokovic: l’ho visto cattivo e determinato.