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Barty per la storia, Serena per il record. Giorgi mina vagante?

Riuscirà Wimbledon a fare chiarezza su una stagione femminile che ha visto finora tante meteore ma anche l’incoronazione di una talentuosa quanto inattesa numero uno? Sorteggi non proprio fortunati per le due azzurre: Camila trova la Yastremska mentre la Gatto-Monticone affronta Serena

di Tiziana Tricarico | 28 giugno 2019

La prossima edizione del torneo femminile di Wimbledon che scatta lunedì - la prima che potrà beneficiare di ben due campi coperti - dovrà fare chiarezza su parecchie cose. Innanzitutto se Ashleigh Barty, che su questi prati nel 2011 si è aggiudicata il titolo junior (a soli 15 anni), può davvero ambire a dominare il circuito rosa: la 23enne di Ipswich a Parigi ha firmato il suo primo Slam, a Birmingham ha conquistato lo scettro mondiale, a Wimbledon cerca la consacrazione puntando ad un trofeo che all’Australia manca dal 1980 (Evonne Goolagong). Poi se quella di Naomi Osaka è solo una crisi passeggera - non vince più un torneo dagli Australian Open (meglio: dalla separazione da coach Sascha Bajin) - o qualcosa di più di un momento di rilassamento dopo la straordinaria scalata del ranking. E infine se Serena Williams sarà in grado di aggiudicarsi finalmente quel 24esimo trofeo Slam - che sembra quasi stregato per lei che non vince un torneo da Melbourne 2017, quando già era in dolce attesa della piccola Olympia - eguagliando così il record di Margareth Court

Ashleigh

La Barty è la giocatrice del momento, e non solo perché si è appena accomodata sul trono mondiale. Se essere in vetta, al ranking come nel tabellone, non le darà le vertigini dovrebbe iniziare a preoccuparsi soltanto dal terzo turno (che rappresenta il suo miglior risultato ai The Championships ottenuto lo scorso anno) dove dovrebbe trovare la spagnola Garbine Muguruza, che su questi prati ha trionfato nel 2017. Quindi ottavi contro la Bencic e quarti contro una a scelta tra Serena Williams, 7 volte regina di Wimbledon (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015, 2016) e finalista in altre tre occasioni (2004, 2008 e lo scorso anno), ed Angelique Kerber, campionessa in carica. Quello tra la statunitense e la tedesca è sicuramente l’ottavo più affascinante del tabellone: basti pensare che nel 2016 e nel 2018 è stato il match che ha assegnato il titolo (una vittoria per parte). Serena debutta contro l’azzurra Giulia Gatto-Monticone, alla sua prima presenza nel main draw dello Slam british dove è passata attraverso le qualificazioni, mentre al terzo turno dovrebbe trovare la Goerges. Terzo turno impegnativo anche per “Angie” che rischia di trovare dall’altra parte della rete Maria Sharapova - la russa è appena rientrata nel tour dopo quattro mesi e mezzo di stop per l’operazione alla spalla destra - regina di Wimbledon ben 15 anni fa.

Kiki

Lo scorso anno per la prima volta la Bertens, numero 4 del ranking e del seeding, si è spinta fino ai quarti dimostrando di riuscire ad adattare il proprio gioco anche all’erba. Per la 27enne di Wateringen tabellone piuttosto comodo fino ai quarti dove la situazione può diventare complicata con una tra Stephens e Kvitova. Dopo il trionfo a New York del 2017 e la finale a Parigi dello scorso anno Sloane è ripiombata nel limbo, con risultati molto al disotto del suo potenziale: già l’esordio contro la svizzera Bacsinszky non è dei più soft, per non parlare del terzo turno contro la beniamina di casa Johanna Konta, semifinalista due anni fa. E poi l’ottavo contro la Kvitova, anche se la condizione della ceca è tutta da verificare. Petra, campionessa nel 2011 e di nuovo nel 2014, rientra infatti nel circuito dopo il problema all’avambraccio sinistro che l’ha costretta a rinunciare al Roland Garros e ai successivi tornei sull’erba. Il tabellone non si presenta affatto comodo per la 29enne di Bilovec: esordio contro la tunisina Jabeur, semifinalista ad Eastbourne, poi probabilmente la Mladenovic e terzo turno contro la “baby terribile” Amanda Anisimova, semifinalista a Parigi. 

Karolina

La Pliskova, numero 3 del ranking e del seeding, nello Slam british ha giocato “benino” solo lo scorso anno quando ha raggiunto gli ottavi, lei che nelle sei precedenti partecipazioni non era mai andata oltre il secondo turno. Per la 27enne di Louny strada spianata - almeno sulla carta - fino al terzo turno dove dovrebbe trovare Su-Wei Hsieh (gli ottavi del 2018 il miglior risultato della tennista di Taipei) il cui tennis vario può essere molto pericoloso sui prati. Negli ottavi per la Pliskova ci potrebbe essere il derby ceco con la finalista di Parigi Marketa Vondrousova. L’altra protagonista di questo spicchio di tabellone, almeno guardando la classifica, è Elina Svitolina, che dopo lo stop per l’infortunio al ginocchio destro, rimediato nella trasferta di marzo sul cemento nordamericano, sembra essersi dimenticata come si fa a vincere. In più secondo alcuni “rumors” sembrerebbe finita anche la “liason” con Gael Monfils…. Ad ogni modo per l’ucraina, che in questo torneo vanta gli ottavi del 2017, primo impegno “tosto” contro l’australiana Daria Gavrilova mentre non è detto che una volta arrivata negli ottavi trovi la Sevastova, visto che in sei partecipazioni ai The Championships la lettone ha vinto un unico match, nel 2017.

Naomi

Accidenti che sorteggio per la Osaka, numero 2 del ranking e del seeding. Nel quarto di tabellone presidiato dalla ex regina appena spodestata sono capitate Halep, Keys, Kasatkina, Sabalenka, Wozniacki, Garcia e Kenin, giusto per gradire. La nipponica debutta contro la kazaka Putintseva, una che non ti regala un “15” neanche morta, quindi l’emergente polacca Swiatek e poi un’altra giocatrice candidata al premio “miss simpatia” come la Kenin. A meno che Camila Giorgi, rientrata ad Eastbourne dopo il lungo stop per l’infortunio al polso destro, non ritrovi la condizione che dodici mesi fa le ha permesso di spingersi fino ai quarti (l’azzurra debutta contro l’ucraina Yastremska). Negli ottavi poi Naomi dovrebbe trovare la danese Wozniacki, fresca sposina, che però pare aver perso lo smalto dei giorni migliori (anche per la forma di artrite reumatoide con la quale deve fare i conti da quasi un anno). L’altra protagonista di questo settore è Simona Halep che a Wimbledon vanta una semifinale (2014) e due quarti (2016 e 2017): per la rumena terzo turno già impegnativo contro la russa Kasatkina (quarti lo scorso anno) prima degli ottavi contro una Sabalenka abbastanza in crisi. Interessante in questo spicchio di draw il confronto generazionale nel derby a stelle e strisce tra Venus Williams, 39 anni, cinque volte regina di Wimbledon (2000, 2001, 2005, 2007 e 2008) ed altre quattro volte finalista (2002, 2003, 2009 ed ancora nel 2017), e Cori “Coco” Gauff, 15 anni, promossa dalle qualificazioni. Ovvero la “vecchia” Williams e molto probabilmente quella “nuova”….

Ottavi ipotetici

Questi gli ottavi in linea teorica secondo l’ordine del tabellone:
(1) Barty-(13) Bencic
(11) S.Williams-(5) Kerber
(4) Bertens-(15) Q.Wang
(9) Stephens-(6) Kvitova
(8) Svitolina-(12) Sevastova
(16) Vondrousova-(3) Ka.Pliskova
(7) Halep-(10) Sabalenka
(14 Wozniacki-(2) Osaka

 

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