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Rafa: “Roger n.2 tabellone? Solo a Wimbledon...”

A pochi giorni dal via del terzo Slam stagionale Nadal critica il modo di attribuire le teste di serie tenendo conto dei successi sull’erba e non solo del ranking: “Non è buono che usino solo lì quel criterio. Non rispettano lo status della classifica, ottenuto giocando bene su tutte le superfici”

di Gianluca Strocchi | 25 giugno 2019

NADAL E LE TESTE DI SERIE A WIMBLEDON - Non gli piace il modo in cui vengono scelte le teste di serie da parte degli organizzatori di Wimbledon e Rafa Nadal non lo nasconde di certo. A pochi giorni dal via del terzo Slam stagionale  il campione spagnolo, numero 2 della classifica mondiale, con la sincerità che lo contraddistingue ha criticato il sistema adottato dai Championships londinesi, che favorisce i risultati ottenuti da un giocatore sull'erba senza rispettare in pieno il ranking Atp, come accade invece negli altri Major.

 

I RISULTATI SU ERBA ASSEGNANO IL N.2 A FEDERER - L'applicazione di questo coefficiente, in abbinamento alla classifica mondiale, dovrebbe così finire per relegare il maiorchino, un mese fa vincitore del Roland Garros per 12 volte (record assoluto), al terzo posto nel seeding alle spalle di Novak Djokovic – campione in carica - e Roger Federer, al momento numero 3 Atp ma vincitore domenica per la decima volta del torneo di Halle sui prati tedeschi, con il rischio di un tabellone più complicato all'All England Lawn and Tennis Club e la possibilità che il sorteggio lo collochi nella stessa metà di draw del serbo, quindi con eventuale incrocio in semifinale.

 

“ROGER N.2 DEL SEEDING? IN NESSUN ALTRO TORNEO...” - “Penso che sia tutto come prima. Wimbledon è l'unico torneo dell'anno in cui fanno quel che ritengono opportuno in questo senso. E’ un criterio, certo. Però l'unica cosa in questa storia che non mi sembra buona è che solo Wimbledon lo fa - le parole di Nadal nell'intervista concessa a ‘Vamos’ sul canale televisivo spagnolo Movistar - Non si tratta solo del mio caso particolare, è successo molte volte che alcuni giocatori, per i loro meriti, perché hanno giocato bene tutto l'anno su tutte le superfici, hanno ottenuto un certo status di classifica. Lì invece non rispettano questa posizione nel ranking e in questo modo impongono sorteggi più complicati. In ogni caso, che sia numero due o tre del tabellone, dovrò giocare al mio miglior livello per poter tenere fede alle mie aspirazioni. Certo, è vero, è meglio essere secondi che terzi, ma accetterò questa decisione e mi batterò per cercare di vincere le partite che mi toccano".

 

I CANDIDATI ALLA VITTORIA A CHURCH ROAD - Rafa, vincitore sull'erba londinese nel 2008 e 2010, ha anche risposto a una domanda sui favoriti per il successo sui prati di Church Road. "Immagino che i principali pretendenti alla vittoria siano Federer, Djokovic ... e ci sono alcuni giovani che stanno giocando bene e sono curioso di vedere come possono essere competitivi. Wimbledon è un torneo speciale, diverso dagli altri. Penso che ci siano più possibilità per delle sorprese. Questo lo rende un torneo unico. E un po' più incerto. Feliciano Lopez? E‘ sempre un candidato per fare cose importanti sull’erba. Sono molti anni che gioca bene su questa superficie e quando è a posto fisicamente, è uno di quei giocatori che possono essere considerati specialisti sull’erba. Sono contento per lui, per questa settimana magica che ha avuto al Queen’s e per il fatto che ha colto una vittoria del genere proprio nel momento in cui ne aveva bisogno”.

 

“SONO USCITO DAL PERIODO NERO” Il 32enne di Manacor torna anche sugli infortuni con cui si è trovato ancora una volta a convivere. “Ho avuto problemi fisici e quando non ci si può allenare e competere nel modo che piace a me, arriva un momento in cui diventa difficile ed è normale che si abbia anche quell'usura mentale. Ho comunque intrapreso la strada della perseveranza, del sacrificio e della lotta per tutto quel che sarebbe venuto, in particolare la stagione sulla terra, che per me è qualcosa di speciale. Al di là della vittoria al Roland Garros - conclude Nadal - in termini di forza interiore e di fiducia penso di aver già recuperato molto".