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“Nonno” Lopez gioca da re al Queen’s

Il veterano spagnolo, 38 anni a settembre e prossimo al ritiro, piega in rimonta il Next Gen Auger-Aliassime e torna in finale sull’erba londinese due anni dopo l’ultimo titolo. Sulla sua strada trova Simon, che sorprende Medvedev

di Gianluca Strocchi | 22 giugno 2019

AUGER-ALIASSIME NON IMITA BECKER AL QUEEN’S– Il futuro è tutto dalla sua, però stavolta il 18enne Felix Auger-Aliassime, il Next Gen che sta bruciando le tappe, ha dovuto inchinarsi a un rivale che ha più del doppio dei suoi anni, Feliciano Lopez, 38 anni il prossimo 20 settembre (il secondo più anziano tra i “best 4” del torneo, dopo Pancho Gonzales: a 44 anni nel 1972 giunse al penultimo atto). Ha visto infatti prevalere il mancino spagnolo, numero 113 Atp e in gara con una wild card, l’intrigante confronto generazionale andato in scena nelle semifinali del "Fever-Tree Championships", torneo ATP 500 con un montepremi di 2.081.830 euro in dirittura d’arrivo sui campi in erba dello storico Queen's Club di Londra, uno dei tradizionali appuntamenti in avvicinamento a Wimbledon. E dunque può dormire sogni tranquilli Boris Becker, che nel 1985, a 18 anni appunto, vinse questo torneo per poi trionfare subito dopo anche a Wimbledon.

 

IL VETERANO LOPEZ VOLA SULL’ERBA - Sotto gli occhi di uno spettatore d’eccezione come Josè Mourinho il mancino di Toledo - protagonista pure in doppio questa settimana al fianco del rientrante Andy Murray -, che a fine stagione dovrebbe appendere la racchetta al chiodo e passare a tempo pieno dall’altra parte, come direttore del Masters 1000 di Madrid, ha fatto valere la sua attitudine al serve and volley per imporsi con il punteggio di 67(3) 63 64 in due ore e 16 minuti sul ragazzo di Montreal, numero 21 del ranking mondiale e ottava testa di serie, il più giovane semifinalista dai tempi di Lleyton Hewitt (nel 1999 a 18 anni). Sarà la 18esima finale in carriera per Lopez, che ha messo in bacheca sei trofei, il più importante e l’ultimo dei quali proprio sui prati londinesi della Regina due anni fa battendo quattro Top15 (tre centri sono arrivati sull’erba).

 

PRIMA FINALE NEL 2019 PER SIMON – Da un veterano, anche se ancora competitivo a dispetto della carta d’identità, a un altro che proprio ragazzino non è più ma è arrivato all’ultimo atto del torneo, a dire il vero piuttosto a sorpresa. Il francese Gilles Simon, numero 38 Atp, 35 primavere il prossimo 27 dicembre, dopo aver saputo imporre l’alt negli ottavi al sudafricano Kevin Anderson, numero 8 Atp e secondo favorito del seeding, al rientro nel circuito dopo l’infortunio al gomito destro che lo ha costretto a saltare tutta la stagione su terra, e aver fatto sua la maratona da 3 ore e 21’ con l’amico Nicolas Mahut, numero 191 Atp, proveniente dalle qualificazioni, ha colto un altro successo in rimonta: 67(4) 64 63 il punteggio con cui l’ha spuntata, dopo due ore e 38’, sul 23enne Daniil Medvedev, numero 13 della classifica mondiale e quarta testa di serie, il primo russo nell’Era Open (da aprile 1968) a raggiungere il penultimo atto nel torneo che si disputa al Queen’s Club dal 1890. Per il giocatore di Nizza si tratta della prima finale stagionale – dopo essersi fermato in “semi” a Pune, Sydney e Marrakech -, la 22esima complessiva in carriera, con un bottino di 14 titoli conquistati, l’ultimo in ordine di tempo lo scorso anno a Metz.

Sarà l’ottavo confronto diretto fra Simon e Feliciano Lopez, in vantaggio per 5 a 2, con quattro successi colti proprio sui green.

 

RISULTATI SABATO – Semifinali: (wc) Feliciano Lopez (ESP) b. (8) Felix Auger-Aliassime (CAN) 67(3) 63 64, Gilles Simon (FRA) b. (4) Daniil Medvedev (RUS) 67(4) 64 63.