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Queen's, Murray torna da vincitore

"E' stato bellissimo" ha detto lo scozzese. In doppio con Feliciano Lopez hanno battuto i numeri del 2019 Canal e Farah. "Mi sento un po' più britannico" ha commentato lo spagnolo. Tsitsipas e Auger-Aliassime si sfideranno in un quarto che può segnare il futuro del tennis su erba

di Alessandro Mastroluca | 20 giugno 2019

Ha aspettato un lungo applauso Andy Murray. Poi si è avvicinato ai microfoni per l'intervista a bordo campo col sorriso sollevato e l'orgoglio ben in vista. "E' stato bello, mi sono divertito tanto". E' tornato in campo a cinque mesi dall'ultima volta, in doppio con Feliciano Lopez al Queen's. Hanno battuto 76 63 i colombiani Cabal e Farah, la coppia migliore del 2019. "All'inizio ero un po' lento, ma poi le cose sono andate meglio. Sono molto fortunato a poter essere in campo ancora. Oggi mi sentivo molto rilassato, poi però mentre camminavo verso il campo il nervosismo l'ho sentito".

Le farfalle nello stomaco ci sono ancora. Non è tanto per il risultato, per la quinta vittoria in doppio al Queen's, per un secondo turno che mancava nella specialità dal 2010. E' per il senso dell'evento che Feliciano Lopez ha sintetizzato meglio di tutti. "Oggi mi sento un po' più britannico anche io" ha detto. "Questa partita non me la dimenticherò mai. La cosa importante è che Andy sia di nuovo in campo". Di nuovo capace di giocare i suoi rovesci fulminanti, di nuovo capace di generare quel suono al servizio che sa creare solo lui.

Si è goduto ogni minuto, come se fosse la prima volta. "Ho imparato molto stasera" ha detto. "Mi aspettavo di essere il peggiore in campo, di non sentirmi particolarmente bene e forse è stato così nel primo set. Ma poi ho cominciato a giocare meglio, a servire e rispondere meglio. Sono contento". Non ha sentito dolore all'anca dopo la partita, ha aggiunto. "Se avessi giocato così l'anno scorso, adesso sarei qui pieno di dolori, sicuro di star male domani. Ora sono ottimista per il futuro, anche se non so quanto tempo ci vorrà per tornare a quel livello".

Intanto ha annunciato che sarà anche a Wimbledon. Farà coppia con Pierre-Hugues Herbert, che pure non aveva pensato di giocare in doppio ai Championships. "Nelle ultime settimane ho parlato col suo coach, è una bella opportunità" ha detto Murray. E' un'anomalia, una distrazione. Un dovere del destino. Un discorso sospeso da riprendere. Perché Murray merita un diverso finale.

Sul prato di uno dei club più antichi, dove più forte è l'aria del lawn tennis d'antan, crescono le speranze del tennis che verrà. Stefanos Tsitsipas e Felix Auger-Aliassime giocano due partite in un giorno ma centrano i quarti al Queen's. Sono destinati a incontrarsi per un posto in semifinale, per scrivere un futuro diverso anche sull'erba.

"Ho sempre sognato di giocare al Queen's, lo guardavo da bambino. Mi piace questa parte di stagione anche se sull'erba abbiamo pochi campi in Grecia" ha detto Tsitsipas dopo il 63 75 a Kyle Edmund, ancora non ripreso del tutto dall'infortunio. Costretto al doppio impegno per la pioggia, si è preso per un set una discreta lezione dal francese Jeremy Chardy, che ha mostrato anche un passantino di rovescio stretto in slice non proprio banale.

Il francese, battuto al primo turno nelle prime quattro partecipazioni al Queen's prima di raggiungere il secondo turno due anni fa e la semifinale l'anno scorso, non ha mezze misure. Va a servire per il set, salva una palla break con un dritto sulla riga, ma infila tre ace nel game e chiude 6-4. Chardy interpreta meglio il tennis su erba, colpisce più pulito di dritto, va a servire per il match ma non chiude. Tsitsipas domina 7-0 il tiebreak, sale in vantaggio di un break nel terzo ma non azzanna la partita. Chardy ha un'ultima chance di evitare la sesta sconfitta su sei contro un top 10 sull'erba, la sesta in assoluta in carriera. Ma se non ne batte uno da Miami 2018 ci sarrà un perché: Tsitsipas vince 46 76 76.

L'ultimo top 10 battuto da Chardy è Grigor Dimitrov, che rischia di uscire dai primi 50 dopo il 64 64 subito contro Felix Auger-Aliassime. Il canadese vince poi un match non banale con Nick Kyrgios, 67 76 75 senza perdere il servizio. E' la sua sesta rimonta in stagione, il suo decimo successo stagionale in 14 partite al terzo set. Aliassime, che ha raggiunto i 95 ace nelle ultime cinque partite, non ha concesso nemmeno una palla break. 

Kyrgios, che se l'è presa con se stesso per aver giocato ai videogame fino alle tre ieri mattina, aveva sconfitto 76 63 il lucky loser spagnolo Roberto Carballes Baena, entrato in tabellone dopo il ritiro di Mannarino. L'australiano, che ha vinto solo 5 partite su 13 dal titolo conquistato ad Acapulco a marzo, ha trovato modo di protestare contro il giudice di linea che non avrebbe segnalato il doppio fallo dello spagnolo sul set point. "Ma che hai preso? La palla era fuori di tanto così, non scherziamo. Che stai a fare qua? Mi rifiuto di giocare". Nemmeno il warning di Murphy lo ferma. "Non potrebbe essere più fuori di così. Per te non era fuori la sua seconda? Dai, non scherziamo. E' ridicolo come il tuo cappellino. Non c'è nemmeno il sole".


L'erba ringiovanisce Nicholas Mahut passato dalle lacrime del Roland Garros alla gioia per la rimonta su Stan Wawrinka che gli vale la ventesima vittoria nel torneo. Finalista nel 2007, battuto da Andy Roddick, ha chiuso 36 75 76(2) contro lo svizzero appena rientrato in top 20 per la prima volta dal marzo 2018. Mahut, che aveva vinto l'unico scontro diretto nella finale ‘s-Hertogenbosch del 2013, primo dei suoi quattro titoli sull'erba, affronterà Gilles Simon che ha battuto sei volte su otto. Completa la partita con sei vincenti in più di dritto (19 a 13) ma 14 in meno in totale (30 a 44), con 13 forzati in meno (26 a 39) e 33 punti su 44 discese a rete.

Continuano però le disavventure con le ballgirl. Contro Tiafoe ne aveva travolta una non riuscendo a frenare in tempo nella rincorsa di una palla dal lato del rovescio. Stavolta, dopo un turno di battuta, esegue un servizio a gioco fermo e ne colpisce una in volto: Mohamed Lahyani gli assegna un warning, Wawrinka la consola mentre viene accompagnata fuori dal campo.

Una lodevole varietà di soluzioni, il 79% di punti con la prima (13% più della media stagionale) e il 68% con la seconda, consentono a Schwartzman di eliminare 64 64 il campione in carica Marim Cilic. Il croato recupera da 1-3 a 4-4 nel primo set ma non ribalta la partita e si incarta nella nona sconfitta in 19 partite stagionali. Pesano i 30 gratuiti, di cui 19 di dritto, che lanciano il Peque verso la 21ma vittoria del 2019 e il primo quarto di finale ATP in carriera sull'erba.