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Dov'erano Osaka e Barty un anno fa?

Dodici mesi fa sui prati inglesi delle West Midlands Naomi e Ashleigh non erano nemmeno teste di serie: in questa edizione del "Nature Valley Classic” sono le favorite insieme a Karolina Pliskova. Che salto le donne da un anno all'altro

di Vincenzo Martucci | 17 giugno 2019

Aspettando i Next Gen, al vertice, il tennis maschile esalta i grandi vecchi Federer, Nadal e Djokovic (in ordine d’età). Che monopolizzano la scena, da titolari dei grandi tornei e delle prime tre posizioni della  classifica mondiale. Invece il panorama femminile è molto più variegato, giovane de scoppiettante. Come testimoniano le tanti vincitrici diverse sul circuito Wta, addirittura 18 in altrettanti tornei consecutivi, finché Petra Kvitova non ha siglato la prima doppietta il 28 aprile a Stoccarda. Con tre nuove compionesse adolescenti, Bianca Andreescu (nata il 16 giugno 2000), Amanda Anisimova (31 agosto 2001) e Dayana Yastremska (15 maggio 2000), la più bassa età media delle regine Wta dal 2006 e la 19enne Marketa Vondrousova, neo finalista al Roland Garros.

Mentre il tennis maschile è autenticamente spaccato in due, fra protagonisti dei maggiori tornei (Majors e Masters 1000), sempre ad appannaggio dei soliti noti, e “500” e “250” equamente distribuiti fra gli altri giocatori, quello femminile è ugualmente ben rappresentato. Con le prime della classe che cercano la forma anche nel prove di seconda fascia. E crescono quindi in modo veloce, da un anno all’altro, cambiando faccia alla classifica. Anche per il contemporaneo tramonto delle sorelle Williams e di Sharapova, che non demordono, ma fanno sempre più fatica a restare competitive.

Le tre più forti al via

Ecco quindi che il torneo di Birmigham, al via oggi, propone tutt’e tre insieme le prime tre della classifica, Naomi Osaka, Ash Barty e Karolina Pliskova. La ceca ha 27 anni ed è al vertice da tre-quattro stagioni. Ma, appena dodici mesi fa, la 21enne giappo-statunitense numero 1 del mondo, si presentava sull’erba di Birmingham da numero 18 del ranking e la numero 2 l’australiana era 16 della classifica. La vita di Naomi è poi cambiata repentinamente col trionfo agli Us Open e il bis agli Australian Open di gennaio, così come quella di Ash è rimasta stravolta dai successi di Miami e, soprattutto, del Roland Garros.

Il panorama maschile

Esempi simili fra gli uomini? La crescita dei giovani più promettenti ha strappi di minore entità, è fatta di piccoli scalini, di stabilizzazione a un livello sempre superiore di tornei. Chi ha sprintato in modo più perentorio è stato Sascha Zverev (oggi 22enne) nel 2017, col successo al Masters 1000 di Roma che gli ha permesso di passare in una botta sola da 17 del mondo a “top ten”. Ma dodici mesi dopo non è arrivato come Osaka e Barthy ai primi due primi due posti della classifica, cui può legittimamente aspirare: la sua maturazione sta attraversando un passaggio psicologico delicato. Così come l’altro bambino prodigio, il 18enne Felix Auger Aliassime, neo 21° dell’Atp con la finale di Stoccarda (persa contro Matteo Berrettini), sorprendente maturo sotto il profilo psico-fisico, ma ancora in via di sviluppo.