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Eventi Internazionali

Sunday morning: il mito di Goran e il filo d’oro di Roger

L’avvicinarsi di Wimbledon ha riportato alla ribalta il genio imprevedibile di Ivanisevic e alimentato l’attesa per l’entrata in campo di sua maestà Federer. Che avrà nuovi accessori personalizzati…

di Enzo Anderloni | 16 giugno 2019

Non so se capita anche voi, ma uno dei pensieri più frequenti della giornata è: che cosa mi sono dimenticato? Che cosa mi sto dimenticando di fare? Qualcosa ce lo siamo persi di sicuro. O ci sta sfuggendo. E non lo prenderemo mai più. Come quel passante di Boris Becker agli Us Open 1989 che era lì, in viaggio per la racchetta di Derrick Rostagno che l’aspettava a rete per chiudere il match-point, ma ha toccato il nastro, si è impennato e ciao.

Però a rete ci dobbiamo andare lo stesso, tutte le volte che possiamo, decisi a fare punto. I punti che seguono sono presi al volo dalla settimana appena passata. E’ domenica mattina e la colonna sonora per un momento pacifico di lettura poterebbe essere proprio l’attacco di ‘Sunday morning’, storica hit dei Velvet Underground.

Imperdibile Goran - L’evento mi era sfuggito: eravamo nel pieno degli Internazionali BNl d’Italia, lo scorso 19 maggio quando a Wimbledon hanno inaugurato il tetto retrattile del nuovo campo n.1. Così mi era sfuggita l’immagine che trovate qui, lo “scattomatto” di un Goran Ivanisevic ingrigito il giusto, accasciato sulla rete ma indimenticabile e sempre imprevedibile sul campo da tennis. Specie se si tratta dell’erba di Wimbledon dove, tra le tante che combinava, c’erano anche ‘ace’ con la seconda palla tirati per salvare dei match Point.

Nulla di strano dunque se i signori di Wimbledon l’hanno invitato ad esibirsi per l’evento, come hanno fatto con John McEnroe, Serena Williams, Kim Cljisters, Lleyton Hewitt, Pat Cash, Martina Navratilova, Jamie Murray. Ha scritto un pezzettino indimenticabile della storia del torneo prima perdendo due finali leggendarie, poi vincendone una altrettanto indimenticabile.

La prima delle due sconfitte storiche risale al 1992 quando Goran fu la vittima finale di Andre Agassi, che cominciò a diventare grande proprio quel giorno, vincendo quel match sul quel campo ‘sacro’ e con esso il primo Slam della carriera, lui giocatore iconosclasta con la lunga chioma bionda mechata. Che poi avremmo anche scoperto essere finta, almeno in parte, e fonte di un sacco di turbe psicologiche per l’americano.

L’altro match clou che rimane negli annali è quello tra Ivanisevic e Sampras, finalissima sul Centre Court del 1994, dopo la quale il Daily Mirror titolò: “Sampra…zzzzz”. Alludendo al fatto che l’eccezionale battaglia di servizi tra i due fuoriclasse era stata una barba solenne, da addormentarsi in tribuna. In realtà loro, Pete e Goran, erano stati di una precisione e continuità pazzesca nell’esprimere la loro specialità, cioè l’Ace. Sampras infatti dichiarò:”Io non so giocare meglio di così”. E forse neanche Ivanisevic, che gli tenne testa nei primi due set arrivando al tie-break.

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Ad ogni modo lo sfortunato Goran, dopo quelle due prime occasioni, ebbe una terza chance, anni dopo, quando ogni speranza sembrava perduta e se la giocò da par suo. Il “prof” Alessandro Mastroluca, così l’abbiamo soprannominato per la sua passione per le vecchie storie, ci racconta quella del campione croato e il suo destino a Wimbledon 2001. La domenica mattina è un buon momento per rileggersela e sfogliare l'album fotografico

Impeccabile Roger – Se il ritorno di Goran a Wimbledon ci era sfuggito, non ci lasciamo scappare invece l’occasione per anticiparvi qualche dettaglio glamour per la prossima apparizione di Roger Federer sui sacri prati dei Championships. Oltre a detenere il record assoluto di vittore nel singolare maschile a Wimbledon (8), il fuoriclasse di Basilea ha da anni consolidato un primato di eleganza che gli permette di spiccare sempre anche su un palcoscenico dove tutti si vestono nelle stesso modo: di bianco.

Ma lui è Roger e ormai quando entra in campo ti aspetti che siano i Reali d’Inghilterra a fare l’inchino. Negli ultimi lo abbiamo visto sfilare con giacche vecchio stampo, stile barone Von Cramm. Persino con i pantaloni lunghi bianchi, come i campioni degli Anni Trenta. Si trattava però di una tuta che poi si è tolto prima di giocare.

Non ci stupiremmo se un giorno i giapponesi di Uniqlo, suo sponsor attuale per l’abbigliamento, gli confezionassero una divisa bianca con pantaloni lunghi di un tessuto spaziale traspirante che gli permettesse di danzare sull’erba come un essere soprannaturale che non suda e sfida le leggi del tempo, della gravità e della balistica (con certi incrociati stretti lo sta già facendo da anni…).

Tutto questo per presentarvi in anteprima gli accessori supereleganti che la Wilson ha preparato per lui in vista dei Championships. Bianco e oro, ormai troppo anche per un papa, su di lui stanno da dio. Per lo meno a me pare. Date un’occhiata qui accanto e fatevi una prima impressione. Vedremo poi che effetto farà sul Centre Court.