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Eventi Internazionali

Federer vince, Sonego impara

L'azzurro, al debutto assoluto al Roland Garros, cede in tre set. Ha iniziato i primi due con due break di svantaggio. Nella seconda parte del match, però, ha avuto il merito di continuare ad applicare il suo piano di gioco senza lasciarsi andare.

di Alessandro Mastroluca | 27 maggio 2019

E' la tua prima partita al Roland Garros. Il campo Philippe Chatrier, rinnovato rispetto all'anno scorso, è pieno, si scalda ma ai cambi campo è attraversato dal silenzio che si alimenta di soggezione e meraviglia. Son tutti per il tuo idolo, Roger Federer, che ti gioca perfino una smorzata come risposta al servizio. Non sai cosa aspettarti, non puoi anticiparne le intenzioni. E' lo scenario in cui si immerge Lorenzo Sonego, alla prima al Roland Garros. Va come logica vorrebbe, Federer vince 6-2 6-4 6-4. Ma Sonego, dallo 0-4 nel secondo set, si sblocca e usa la partita per imparare più in fretta. 

"Grazie per l'accoglienza" dice Federer a Cedric Pioline che lo intervista a caldo rivolto al pubblico. "E' sempre bello tornare a Parigi, giocare in questo stadio. Sonego è davvero un bel giocatore, ha giocato molto bene quest'anno, è forte. Io nei primi due set, essendo avanti di due break, ho giocato più sciolto, più rilassato, ho fatto qualche palla corta in più ogni tanto. E' stato già un bel test per essere un primo turno.
 
La prima volta contro Federer, come la prima contro Nadal per ragioni diverse, per l'altezza di rimbalzo che genera col dritto, è uno shock che può abbattere. Ma se affrontato nel modo giusto può accelerare i tempi dello scatto di carriera. E' un'epifania, un'illuminazione, un parametro che illumina la strada, che indica la via e misura la distanza che ti manca per rendere quel livello di gioco contenibile, neutralizzabile.

Non c'è un gran sole sullo Chatrier. Sonego, maglia arancio e bandana blu, ci prova a colorare il match finora più importante della sua carriera. Lo scotto di affrontare il suo idolo, quel Roger Federer che torna a Parigi dopo quattro anni, è un 3-0 pesante con doppio break subito in apertura.
 
Federer, maglia sui toni del grigio e una concentrazione efficiente dal primo punto, non spende più energie del necessario. Sonego, comunque, ha il merito di non restare dietro ad aspettare. Quando può, propone un tennis d'attacco, non snatura l'indole dello showman. Anche se non gli basta per pensare di diventare il primo a battere Federer al primo turno di uno Slam dopo Luis Horna a Parigi nel 2003. Fu la seconda delle sue sole tre sconfitte contro avversari classificati come o peggio di Sonego, numero 73 questa settimana, negli Slam. Le altre le ha subite contro Mario Ancic (n.154) al primo turno a Wimbledon nel 2002 e contro Sergiy Stakhovsky, numero 116, al secondo turno di Wimbledon nel 2013.

Federer debuttava in uno Slam vent'anni fa, al Roland Garros del 1999. Non sfigurò contro Pat Rafter. C'era in tabellone Christian Ruud. Oggi, vent'anni dopo c'è in tabellone il figlio Casper, che ha battuto Gulbis. Nessuno voleva mancare sul Philippe Chatrier per abbracciare di nuovo Federer dopo i due quarti di finale di Madrid e Roma. Un Federer che ha adattato il gioco al tempo che passa, che si è messo al servizio di un'ambizione e prolungato l'emozione collettiva. "Rispetto a Sampras" ha detto Patrick Mouratoglou al sito del Roland Garros, "gioca palle con molto più effetto, più alte sopra la rete di quanto la gente possa pensare. Gioca in sicurezza, può allungare di molto lo scambio".
 

Rallenta, varia, poi accelera. L'adattamento di Sonego, solo 2 vittorie negli Slam contro le 342 dello svizzero, procede come l'allievo su una nave scuola. Galleggia, interpreta i segnali, prova a reggere col back basso di rovescio ma si scopre a destra sulle accelerazioni di dritto in diagonale.

Sonego chiude il primo set con 4 vincenti e 6 errori. Federer, che serve 7 volte su 10 al centro da destra, vince 8 punti in più (25 a 17). 
 

Il torinese, alla seconda sfida contro un top 10 dopo la sconfitta contro John isner a Miami al secondo turno, gioca il 44% dei colpi nel primo set e mezzo contro il rovescio di Federer. Nel secondo set va di nuovo sotto 4-0 ma un po' si scioglie. Si rivede quello spirito guerriero, il ragazzo che almeno cerca di far durare l'emozione il più possibile. Recupera almeno un break di svantaggio, non rinuncia affatto a cercare le discese a rete, se la prende con se stesso quando sbaglia qualche colpo che sa di avere in repertorio. Non vorrebbe accontentarsi di fare una buona figura, ma tra il desiderio e la realtà il distacco già cresce. 

L'azzurro, che ha completato sul rosso 11 delle sue 14 vittorie nel circuito maggiore, ha un tennis pulito che sbatte contro un Federer molto centrato soprattutto col dritto. Sa che deve giocare  un match difficile, se perde campo e palleggia non fa punto quasi mai. Mettere i piedi in campo contro il secondo giocatore nella storia ad aver raggiunto i 100 titoli ATP non è esattamente quel che si dice elementare.
 
A Sonego manca un po' di precisione nei colpi, fa muovere Federer in verticale ma deve prendere qualche rischio di troppo, anche al servizio. Ma la seconda non fa male. Federer invece varia benissimo con il polso la direzione del servizio senza cambiare il lancio di palla. Sonego non anticipa la direzione, fatica ad andare con continuità attraverso la palla anche se il lavoro in off season sulla risposta si vede. 

Sotto di due set in un'ora, Sonego non cerca alibi e non perde concentrazione. Serve con costanza contro il rovescio di Federer. Estroverso e vitale, sufficientemente competitivo da non accontentarsi di partecipare Sonego tiene fino al 4-5 nel terzo. Paga i 26 errori a 15, i soli due turni di battuta tenuti sui sette in cui ha concesso palle break, l'evidente necessità di giocare sopra il suo livello e di cercare soluzioni con poco margine di sicurezza. Le difficoltà nella transizione dalla difesa al contrattacco hanno fatto il resto. Ma sono proprio partite come queste che accelerano la sua transizione verso la top 50 e oltre. 

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