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Eventi Internazionali

Sunday morning: Laver e Sinner da non perdere

Notizie prese al volo durante la settimana che sarebbe stato un peccato se ci fossero sfuggite: si parla di Laver Cup e di un giocatore che sarà “più forte di Panatta”

di Enzo Anderloni | 26 maggio 2019

Non so se capita anche voi, ma uno dei pensieri più frequenti della giornata è: che cosa mi sono dimenticato? Che cosa mi sto dimenticando di fare?

Qualcosa ci è sfuggito di sicuro. O ci sta sfuggendo. E non lo prenderemo mai più. Come quel passante di Boris Becker agli Us Open 1989 che era lì, in viaggio per la racchetta di Derrick Rostagno che l’aspettava a rete per chiudere il match-point, ma ha toccato il nastro, si è impennato e ciao.

Però a rete ci dobbiamo andare lo stesso, tutte le volte che possiamo, decisi a fare punto. I due punti che seguono sono presi al volo dalla settimana appena passata. Sarebbe stato un peccato farseli sfuggire

Le grandi manovre dell’Atp - La notizia che la Laver Cup entrerà ufficialmente nel calendario Atp non ha fatto particolare rumore. Il sito ufficiale dell’Associazione dei Tennisti Professionisti l’ha sparata in Homepage ma suoi giornali è scivolata senza lasciare segno. Solo Forbes l’ha acchiappata al volo: non a caso è la testata di riferimento mondiale quando si parla di soldi. Il fatto che l’associazione che gestisce il circuito professionistico abbia deciso di inserire tra i suoi tornei anche quella che era stata accolta come un’esibizione di gran lusso non deve stupire.

Federer e il suo manager Tony Godsick, che hanno ideato l’evento e creato intorno alla loro società TEAM8 un supporto di soci importanti, hanno lavorato magnificamente. Il format Europa contro Resto del Mondo, che riprende quello golfistico della Ryder Cup, è di grande appeal. L’allestimento e la regia delle prime due edizioni (a Praga e a Chicago) sono state perfette anche sul piano dell’immagine televisiva (le dirette su SuperTennis, che ne ha i diritti per l’Italia, l’hanno messo in evidenza). Un successone. E l’Atp ha colto l’occasione per sposare l’idea, in un’ottica (come ha sottolineato il chairman Kermode) di sempre maggiore promozione del tennis che abbia qualità per attrarre e soddisfare i fans.

La decisione è però un’altra chiara mossa nel Grande Risiko del tennis mondiale, dove si combattono battaglie di potere senza esclusione di colpi. La nascita della nuova Coppa Davis, con i capitali (e la relativa ingerenza) della società Cosmos del calciatore Piqué, con i suoi potentissimi partner economici, ha sconvolto equilibri già molto delicati. La mossa dell’ITF di cambiare il format, creando questa sorta di Campionato mondiale a squadre annuale, in autunno in sede unica, è entrata in trotta di collisione con le idee di evoluzione del calendario da parte dell’Atp. All’interno della quale oggi pare evidente che a comandare siano i big della racchetta ancora in attività. In particolare Novak Djokovic e Roger Federer. Il primo esercita una leadership politica dall’interno: ad ogni occasione pare voler dare un’ulteriore sterzata nella direzione di un maggior controllo da parte dei giocatori, a discapito dell’altra componente, gli organizzatori dei tornei.

Contestualmente Nole è in campo per difendere gli interessi dell’Atp dalle ingerenze esterne: non a caso ha fatto sapere che non giocherà la nuova Davis e invece supporta la nuova Atp Cup, gara per nazioni che si inaugurerà in Australia il prossimo gennaio (palese concorrente della Davis alla Piqué. Interessante notare che la Federazione australiana, Tennis Australia, è partner sia della Atp Cup, sia della Laver Cup). Sicuramente ha il suo benestare la decisione di accogliere la Laver Cup nel circuito (blindando così quella data di fine settembre che gli organizzatori della nuova Davis avevano già adocchiato come possibile sviluppo futuro al posto della collocazione novembrina attuale che non piace tanto ai giocatori).

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1E’ in atto una grande battaglia per conquistarsi le fette più grosse della torta del tennis mondiale: i principali attori sono quelli storici: Atp, Itf e le Federazioni che detengono i quattro Slam. L’Italia con la sua Federazione intanto è la vera nuova grande entità tennistica a livello internazionale, quella che ha messo a segno i colpi più grossi degli ultimi anni: prima il lancio delle Next Gen Atp Finals a Milano, ora l’organizzazione a Torino delle Atp Finals per il quinquennio 2021-2025. Da questa inedita posizione di forza possiamo scrutare l’orizzonte e aspettare i prossimi eventi.

Jannik Sinner più forte di Panatta – Tra tutti gli articoli usciti sulla stampa nazionale in settimana quello che non deve sfuggire è la bella intervista al coach Massimo Sartori di Francesco Barana sul Corriere del Trentino. Si parla di Jannik Sinner, il 17enne altoatesino che ha impressionato tutti in questo inizio di stagione e al momento è l’under 18 con la miglior classifica Atp al mondo.

In questi casi i commenti normali sono: lasciamolo tranquillo, speriamo che non si perda, non mettiamogli pressione. Sartori, storico allenatore di Andreas Seppi e oggi anche partner di Riccardi Piatti nella Accademia di Bordighera dove sta crescendo Sinner, fa tutto il contrario. E dice nell’ordine:

“Non ho mai visto uno così in vita mia. Jannik è forte e ne è consapevole. Le pressioni? Sono normali. Deve saperci convivere”.

“Lui sente la pressione mediatica. Sta a noi fargliela vivere in modo corretto e lui a saperla gestire“.

“Jannik ha testa, è intelligente, ascolta e impara in fretta. Nel giro di 2 anni sarà nei primi 20”.

“Farà una grande carriera. La qualità del suo gioco è già quella di Tsitsipas (n.7 del mondo)”.

“Federer che ci si è allenato ha detto: Sentiremo parlare di lui, Piatti lo migliorerà anche come persona e questo farà la differenza”.

”Alleno da 25 anni, se Jannik non farà quello che sto dicendo significa che non ho mai capito nulla di tennis”.

Alla domanda finale di Francesco Barana, “Può diventare il più grande italiano di sempre?” ha chiuso secco: “Sì, più di Adriano Panatta”.

Ora, se non conoscessi bene Massimo Sartori da più di 15 anni, se non avessi seguito passo dopo passo la sua splendida avventura a fianco di Andreas Seppi, correrei a informarmi sul suo stato di salute mentale. Invece siccome so benissimo che lui e Riccardo Piatti sono molto lucidi, sanno di cosa parlano perché hanno visto crescere da molto vicino alcuni dei più forti giocatori del mondo e sono sempre molto attenti alla sana crescita dei loro atleti, accolgo queste dichiarazioni come una notizia da condividere con voi che, se non abitate in Trentino, questo articolo non lo avete letto: habemus top player. Se Sartori si è esperesso così, Sinner non è una semplice speranza. Come non era una speranza Djokovic quando a 7 anni diceva di voler diventare il n.1.

Come non era una speranza quella di Richard Williams quando delle sue bambine in età scolare disse: saranno la n.1 e n.2 del mondo. E quella più giovane sarà la più forte. Il mondo rise. Ma sappiamo bene poi come è andata….

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