-
Eventi Internazionali

Sarà un altro Rafa-Nole?

Rafa Nadal e Novak Djokovic potrebbero incontrarsi in finale per l'ottava volta a Roma. Lo spagnolo dovrà completare la rivincita contro Stefanos Tsitsipas, il numero 1 del mondo dovrà battere Schwartzman, alla prima semifinale in un Masters 1000. Maria Sakkari sfida Karolina Pliskova dopo le accuse di un anno fa

di Alessandro Mastroluca | 19 maggio 2019

Un passo ancora, un'altra vittoria. Roma potrebbe ospitare il capitolo numero 54 della rivalità con più incontri dell'era Open. Già sette volte Rafa Nadal e Novak Djokovic si sono incontrati in passato al Foro Italico. Perché raggiungano l'ottava, servirà una conferma e una rivincita. Come una settimana fa a Madrid, tra lo spagnolo e la finale c'è Stefanos Tsitsipas, che alla Caja Magica ha ripreso la semifinale con l'eleganza e la personalità, con la libertà e un po' di sfacciataggine che passa per alterigia. Novak Djokovic, invece, ha vinto di tenacia la miglior partita che si sia vista a Roma negli ultimi anni. Ha spinto al limite Juan Martin Del Potro, arrivato a due punti per la vittoria, e potrebbe far piangere ancora l'Argentina sportiva. Tra il numero 1 del mondo e la nona finale a Roma c'è solo Diego "el Peque" Schwartzman, alla prima semifinale in un Masters 1000.

Se ci riesci una volta, puoi farlo di nuovo. Sarà questo il mantra di Steve the Hawk, questo il profilo Instagram in cui raccoglie pensieri profondi, cose che accadono al di sopra delle parole, foto di viaggi e paesaggi. Ma gli orizzonti da soli non possono bastare. Nadal giocherà la settantunesima semifinale negli attuali Masters 1000. Lo spagnolo incontrerà per la quinta volta in carriera il greco Stefanos Tsitsipas che l'ha battuto una settimana fa. allo stesso punto del torneo a Madrid. «E' bello essere di nuovo in semifinale, aver vinto tre partite di fila - ha detto Nadal, che ha rifilato un 6-0 a tutti gli ultimi tre avversari al Foro Italico -. E' la quinta che raggiungo quest'anno. A Indian Wells non ho potuto giocare, a Montecarlo, Barcellona e Madrid ho perso. Ma arrivare sempre a questo punto del torneo. So cosa devo fare per sconfiggerlo ma la teoria è sempre facile, l'esecuzione molto meno. Il tennis in fondo è uno sport semplice. So quello che è successo la scorsa settimana, cercherò di far meglio».

Non si dice troppo sorpreso, Rafa, della rapidità dell'ascesa di Tsitsipas. «E' normale che ci siano giovani a questo livello, non sarebbe normale il contrario. Stefanos è un buon giocatore. All'inizio di ogni anno facciamo i pronostici con il mio team su chi sarà in top 10 alla fine della stagione: io ho inserito Tsitsipas nei miei. E non l'ho detto perché sono un genio, ma è un candidato chiaro per essere in top 10. Ha iniziato la stagione anche meglio di quanto mi aspettassi, e ora merita pienamente di essere dov'è».

Tsitsipas, alla terza semifinale in un 1000, è il più giovane ad aver battuto Djokovic, Federer e Nadal. La sua ambizione di completare l'undicesima vittoria in venticinque incontri contro un top 10, l'ottava da Toronto 2018, passa per l'efficienza in risposta. I dati delle partite giocate nei Masters 1000 sul rosso di quest'anno, infatti, in maniera forse contro-intuitiva indicano che Nadal ha perso contro gli avversari che aspettavano il servizio dello spagnolo più dietro. La prudenza, dunque, paga, anche contro la seconda.

È la resistenza, invece, che ha caricato Diego “Peque” Schwartzman verso la prima vittoria contro un top 6 (Kei Nishikori) e la prima semifinale in carriera in un Masters 1000. Il livello si alzerà ancora. Si misurerà col numero 1 del mondo, quel Djokovic che l'ha battuto due volte, allo Us Open del 2014 e al Roland Garros del 2017, e in quest'ultima l'argentino è stato anche avanti due set a uno. Schwartzman è terzo per rendimento in risposta nelle ultime 52 settimane nel circuito ATP. Djokovic, però, è in top ten anche al servizio (settimo) e nei momenti di pressione (terzo). Qualità che l'hanno portato alla cinquantesima vittoria a Roma, la nona nelle ultime dieci sulla terra. Ha dovuto lottare appena più di tre ore in un trionfo di potenza, resistenza, elasticità contro Del Potro. La semifinale premia la costanza, la lucidità nel giocare con più efficienza i punti importanti, nel mettere il potere della mente al di sopra della stanchezza del corpo.

Le semifinali femminili

Maria Sakkari non si ferma. La greca rimonta Kiki Mladenovic e alla seconda partecipazione centra la sesta semifinale in carriera, la terza sul rosso. Forte di 12 vittorie su questa superficie, può ancora eguagliare il miglior risultato per una qualificata nella storia degli Internazionali BNL d'Italia, la finale raggiunta dalla francese Alize Cornet nel 2008. Ci sarà la rivincita con Karolina Pliskova, che si ritroveranno a Roma dopo le storie molto tese dell'anno scorso, quando la ceca la accusò di averle rubato un punto e perse testa e partita.

Più indecifrabile, ma non per questo meno intrigante, la semifinale femminile della parte alta. Da una parte la campionessa di Madrid, Kiki Bertens, dall'altra una Johanna Konta che si è regalata per il compleanno la semifinale di maggior prestigio da Wimbledon 2017. Salì al numero 4 del mondo, allora, la britannica nata in Australia, che due settimane fa a Rabat è tornata a giocare una finale WTA a quasi un anno dall'ultima volta. Da allora ha sempre galleggiato intorno alla cinquantesima posizione, ma con questo risultato potrebbe anche essere testa di serie al Roland Garros. «Sarebbe molto bello se succedesse, è come una pacca sulla spalla per le partite che ho vinto. È sempre positivo non affrontare subito le top player ma come abbiamo visto negli ultimi tornei non ci sono partite scontate nemmeno nei primi o nei secondi turni» ha detto la britannica.

Konta si è spinta in semifinale anche grazie alla sua seconda vittoria contro una top 10 sul sul rosso (Sloane Stephens al secondo turno). È migliorata la sua condizione atletica complessiva, ha detto in conferenza stampa, e proprio la mobilità nella copertura del campo in orizzontale può diventare il suo atout in termini di vantaggio competitivo.

 

c95d16de-a7b1-423f-83f0-6f46abed6d79
Play

La superficie premia Bertens, che ha vinto 70 partite su 86 sul rosso dal 2016. L'olandese, arrivata in semifinale a Roma anche due anni fa, ha vinto più partite di tutte sulla terra battuta in stagione, anche se all'esordio Amanda Anisimova l'ha spinta fino a due punti dalla sconfitta. Seconda per numero di ace, Bertens ha la prima più efficiente del circuito. E questo può fare la differenza.