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Eventi Internazionali

Silenzio, parla Roger

L'attesa dei tifosi e dei giornalisti, la passione dello svizzero per Roma. L'allenamento con Seppi e la conferenza stampa della vigilia rivelano quanto gli appassionali italiani aspettassero di rivederlo al Foro

di Alessandro Mastroluca | 14 maggio 2019

Non oggi dice uno dei protagonisti nella battuta forse più iconica del Trono di Spade. Sì, oggi, è la battuta del giorno nel Trono di Racchette. Il Game of Thrones di Roma si accende, Roger Federer dopo tre anni torna al Foro Italico. Si allena con Seppi, poi tiene la prima conferenza stampa. E sembra un film.
 
Prima sequenza: "attenzione attenzione, annunciazione annunciazione" si direbbe come negli sketch della Smorfia. Il Colosseo dall'alto, l'appuntamento fissato, "chi è contento di venire a Roma?" scrive su Instagram. E giù un castello di parole fatte apposta per lui. Roma lo aspetta, Roma lo ama. Confusa e felice di rivederlo dopo tre anni. Stacco.

Seconda sequenza: Roger e le fettuccine della vigilia, e stavolta il nuovo sponsor non c'entra. Poi l'allenamento delle nove di mattina. Un'ora insolita, che però non toglie la cornice di pubblico affannato e silente, quasi in ammirata deferenza. Non basta la sigla, non basta l'annuncio. I tifosi vogliono vedere per credere. Anche la sala stampa via via si riempie delle stesse attese, certo più composte. E alla fine arriva Roger. Silenzio, parla Federer.

Polo blu scura, pantaloni bianchi, riga di lato. Un ciao e un sorriso accennati. E' rilassato, non del tutto disteso. Serio ma non serioso, meno istrione del solito. Una mattina in ufficio, niente di più. Dà risposte pacate, articolate, ma con pochi slanci.

Pronti via, si parla di Sinner. "Mi sono allenato con lui ieri e con Seppi oggi. E' un bravo ragazzo, sta facendo bei miglioramenti. Ci conosciamo da tanto con Seppi, lo rispetto. Piatti sta facendo un bel lavoro nello sviluppo della persona, non solo del giocatore".
Allenarmi con 5 gradi in Svizzera non è il massimo. Giocare a Roma è molto più divertente

Roma, ripete, gli piace. "Ero davvero felice quando sono atterrato ieri. "Mi piace essere a Roma, da junior credo di aver giocato più tornei in Italia che in qualunque altra nazione. Giocare più partite sul livello del mare può farmi bene" spiega. "Poi in questi giorni quando mi sveglio ci sono 5 gradi fuori in Svizzera, non è certo il massimo allenarsi in queste condizioni. Preferisco giocare in questo periodo, e allora venire a Roma è sicuramente di divertente che andare su un campo per allenarmi in Svizzera".
Quando lascia il Centrale, dopo le interviste alle televisioni, un'onda si sparge per il Foro. Al primo "Roger, c'è Roger" dall'uscita dell'area giocatori, avverti lo spostamento d'aria. I ragazzi affacciati dal viale del Foro a vedere Wawrinka sul Pietrangeli, quelli che stanno arrivando, quelli che sentono il ritmico "Roger, Roger", si avvicinano tutti. Ammaliati dal canto delle sirene, dal desiderio di un autografo, di una foto, di un momento di emozione. Di un appuntamento con la storia. Sì, il giorno è proprio oggi. Game of Thrones al Foro può cominciare.