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Delpo out. Avanti Rafa

Nadal, alle prese da qualche giorno con un virus intestinale, all'esordio sui campi della "Caja Magica" supera il 18enne Auger-Aliassme: negli ottavi trova l'altro Next Gen Tiafoe. Il rientrante argentino manca 1 match point e cede 7-5 al terzo a Djere, Alexander Zverev non lascia scampo al veterano Ferrer al passo d'addio della carriera

08 maggio 2019

RAFA SUPERA L'ESAME AUGER-ALIASSIME - Dopo Novak Djokovic e Roger Federer, è positivo anche l’esordio di Rafa Nadal al “Mutua Madrid Open”, quarto torneo ATP World Tour Masters 1000 stagionale, con un montepremi di 6.536.160 euro, in svolgimento sui campi in terra battuta della "Caja Magica". Era il 18enne canadese Felix Auger-Aliassime, numero 30 Atp (suo best ranking) e in gara con una wild card dopo l’exploit nel “1000” di Miami (semifinale), che si è aggiudicato al primo turno il derby Next Gen con l’amico Denis Shapovalov, numero 20 della classifica mondiale, il primo banco di prova per il campione spagnolo, numero 2 del ranking mondiale e del tabellone. Il mancino di Manacor, anche se ha dovuto fare i conti negli ultimi giorni con un virus intestinale (da domenica, sulla base di quel che ha detto parlando con i media), non ha corso rischi con il talento di Montreal, in questa stagione finalista nel “500” di Rio de Janeiro sul rosso. Nella prima frazione Rafa - cinque volte vincitore di questo torneo - nel 2005, 2010, 2013-2014 e 2017 – gli ha strappato la battuta all’ottavo game, sfruttando cinque errori di diritto di Auger-Aliassime, poi nel secondo set è andato avanti di due break, ne ha dovuto restituire uno, ma ha saputo chiudere al sesto match point dopo un’ora e 37 minuti, aggiornando il suo eloquente bilancio fra partite vinte e perse (48-8). Giovedì a contendergli l’accesso ai quarti di finale lo spagnolo – reduce dagli stop in semifinale a Montecarlo e Barcellona e a caccia del primo titolo 2019 - troverà un altro Next Gen, lo statunitense Frances Tiafoe, numero 37 del ranking, sconfitto nei quarti degli ultimi Australian Open per 63 64 62.

DELPO MANCA 1 MP E CEDE A DJERE - Un altro dei momenti più attesi dagli appassionati nella giornata che definisce il quadro degli ottavi di finale (compresi anche gli avversari di Nole e “King Roger”, che saranno entrambi francesi, ovvero Jeremy Chardy e Gael Monfils) era il rientro nel tour di Juan Martin Del Potro, numero 8 del ranking e settima testa di serie. Il 30enne di Tandil dopo la frattura della rotula del ginocchio destro ad ottobre a Shanghai in questa stagione aveva giocato appena 3 match a Delray Beach in febbraio, dovendo però rinunciare ad Australian Open prima e poi a difendere il titolo nel “1000” di Indian Wells. E questa desuetudine alle partite si è sentita nel momento della verità, visto che contro uno dei giocatori più in forma del 2019, ovvero il serbo Laslo Djere, salito al numero 32 della classifica mondiale dopo aver conquistato il primo titolo Atp a Rio in febbraio e aver raggiunto le semifinali il mese scorso a Budapest, “Palito” è arrivato al match point sul 5-4 del terzo set, ma non è riuscito a piazzare il colpo del ko, finendo per cedere con il punteggio di 63 26 75, dopo due ore e 22 minuti. Se non ci saranno ripercussioni sull’articolazione dopo lo sforzo, comunque, un test da cui trarre indicazioni di fiducia in prospettiva futura.

ZVEREV NON LASCIA SCAMPO A FERRER, CHE SALUTA – Stavolta non gli è riuscita l’impresa di rimandare ancora un po’ l’addio al circuito. David Ferrer, attualmente numero 144 Atp e in tabellone con una wild card (ha raggiunto nove volte i quarti di finale a Madrid) dal momento che proprio in questo torneo a 37 anni chiude la sua carriera dopo ben 19 stagioni da grande protagonista nel tour, dopo aver estromesso il connazionale Roberto Bautista Agut, numero 21 Atp, nell’incontro di chiusura di programma sul Centrale “Manolo Santana” si è dovuto inchinare alla potenza e freschezza atletica del tedesco Alexander Zverev, numero 4 della classifica mondiale e terzo favorito del tabellone. Il 22enne di Amburgo, memore di quanto accaduto meno di due mesi fa sul cemento di Miami (finì 26 75 63 per “Ferru”), non ha lasciato scampo al veterano iberico, ex numero 3 del mondo, imponendosi 64 61 in un’ora e 10 minuti. Il valenciano ha dunque lasciato per l’ultima volta la sua bandana sul campo, ricevendo un lungo e caloroso applauso dal pubblico durante la cerimonia organizzata in suo onore, un meritato tributo ad un esempio, come hanno giustamente sottolineato colleghi e colleghe.

VERDASCO SGAMBETTA KHACHANOV - Appassionati iberici che si sono comunque rifatti da lì a poco grazie all’affermazione di Fernando Verdasco, numero 38 Atp, che ha giocato un tiro mancino, nel vero senso della parola, al russo Karen Khachanov, numero 13 della classifica mondiale e 11esimo favorto del seeding, piegato in rimonta per 67(4) 61 75, dopo quasi due ore e mezza di lotta, guadagnandosi la chance di affrontare il greco Stefanos Tsitsipas per un posto nei quarti.

NISHIKORI-WAWRINKA VALE I QUARTI Risultati secondo turno: Jeremy Chardy (FRA) b. Diego Schwartzman (ARG) 61 62, Laslo Djere (SRB) b. (7) Juan Martin Del Potro (ARG) 63 26 75, (15) Gael Monfils (FRA) b. Marton Fucsovics (HUN) 16 64 62, (10) Fabio Fognini (ITA) b. John Millman (AUS) 62 62, (8) Stefanos Tsitsipas (GRE) b. (LL) Adrian Mannarino (FRA) 62 75, Fernando Verdasco (ESP) b. (11) Karen Khachanov (RUS) 67(4) 61 75, (q) Hubert Hurkacz (POL) b. Lucas Pouille (FRA) 75 61, (3) A. Zverev (GER) b. (wc) Ferrer (ESP) 64 61, (6) Kei Nishikori (JPN) b. (q) Hugo Dellien (BOL) 75 75, Stan Wawrinka (SUI) b. Guido Pella (ARG) 63 64, Frances Tiafoe (USA) b. Phillip Kohlschreiber (GER) 64 36 63, (2) Rafa Nadal (ESP) b. (wc) Felix Auger-Aliassime (CAN) 63 63