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Eventi Internazionali

Anisimova, per le donne che bel futuro!

La 17enne americana conquista a Bogotà il primo titolo Wta. E le altre baby terribili Swiatek, Yastremska, Potapova e Danilovic promettono grandi cose

di Vincenzo Martucci | 12 luglio 2019

ANISIMOVA: PRIMO TITOLO A 17 ANNI E 9 MESI - Le mitiche Serena e Masha, al secolo Williams II e Sharapova, accusano il peso dell’età e delle mille battaglie, ma il tennis donne sorride beato, crogiolandosi con le sue ragazzine terribili che si accavallano l’una all’altra, assicurando  un bel presente e un radioso futuro. Tanto che la campionessa Slam, Jelena Ostapenko (n.29), a 22 anni da compiere a giugno, ringhia furiosa per non farsi sorpassare, come la coetanee Ashleigh Barty (n.9), Belinda Bencic (n. 20) e Katerina Siniakova (n.41), dalle imprese della 21enne Naomi Osaka (n. 1 Wta), e della quasi 19enne Bianca Andreescu (n. 23), anche lei di giugno, come Steffi Graf, Rafa Nadal e Bjorn Borg…. Mentre le 20enni Irina Sabalenka (n.10), Sofia Kenin (n.36) e Victoria Kuzmova (n.45) sono particolarmente pungolate nella crescita, come la 19enne Marketa Vondrousova (n.47) e la 21enne Daria Kasatkina (n.22), dall’ultimo fenomeno annunciato, Amanda Anisimova. Che, a 17 mesi, 9 mesi e 21 giorni, avanza a grandi passi, annunciata dal primo successo Wta, a Bogotà, il paese di coach Jaime Cortes. “Questa settimana ho superato tante avversità, e quindi ho realizzato un gran bell’obiettivo, che mi dà tanta fiducia. Spero di portarmi un po’ più di esperienza nella stagione sulla terra rossa che avanza. Non credo di aver mai giocato così tante partite di tre set in una sola settimana, e in molte ero sotto di un set. Questo ha aiutato davvero la mia forza mentale”.

"LA TERRA MIA SUPERFICIE PREFERITA" - Amanda, figlia di russi emigrati negli States, quindi, di scuola yankee, ha sempre vinto ed è allenata al ruolo di bambina-prodigio, sin dal 2017, con la finale under 18 al Roland Garros e il titolo agli Us Open. Ma di certo ha lasciato a bocca aperta anche le professioniste, già a gennaio, agli Australian Open, quand’è arrivata alla seconda settimana infilando Kvitova, Sabalenka e Tsurenko, arrendendosi poi alla veterana Niculescu. E insiste anche sulla terra, quantunque non ci giocasse dall’infortunio a un piede durante il Roland Garros dell’anno scorso che l’aveva tenuta fuori gioco per quasi quattro mesi. Ma quello in rosso è un campo insolitamente amico per una tennista statunitense, dopo la finale al Bonfiglio e al Roland Garros under 1. “Sì, da junior l’ho frequentata tanto, anche in Sud America, e mi ci sento forte. Anzi, direi che è la mia superficie preferita, non vedo l’ora di tornare al Roland Garros”.

LA PIU' GIOVANE YANKEE A SEGNO DOPO DAVENPORT - Per puntualizzare la diversità rispetto alle altre yankee, e quindi il record di più giovane statunitense a vincere un titolo sulla terra da Lindsay Davenport a Lucerna 1993 (a 16 anni 349 giorni). Più eccitata dall’altro record: è diventata la prima tennista Usa campionessa Wta da Serena Williams a Indian Wells 1999. E s’è presa la rivincita della prima finale sul circuito persa a settembre a Hiroshima contro la veterana Hsieh, dove veniva dalle qualificazioni. “Mentre giocavo contro Sharma, stavolta, ho ripensato a quell’altra finale, e mi sono innervosita, soprattutto nel secondo set. Ma volevo vincere talmente tanto che mi sono imposta di calmarmi”. Restituendo concretezza al suo feroce forcing da fondo campo.

YASTREMSKA, POTAPOVA E DANILOVIC IN RAMPA DI LANCIO - Con Anisimova (salita oggi al numero 54 della classifica), ci sono anche le 18enni Dayana Yastremka (n. 37) e Anastasia Potapova (n.74) e, soprattutto, Olga Danilovic (figlia d’arte del mitico cestista Predrag, per noi italiani Sasha, stella anche della Virtus Bologna). Che, l’anno scorso, a Mosca, a 17 anni 6 mesi 10 giorni, è diventata la prima giocatrice del nuovo millennio ad aggiudicarsi un titolo Wta, anche se è ancora numero 119 del mondo. Mentre fa capolino imperiosa, con la finale di Lugano, l’altra 17enne, la campionessa di Wimbledon juniores, Iga Swiatek, potente e anche fantasiosa, con tante smorzate micidiali. Che ha appena rotto il muro delle top 100, salendo all'88 Wta, alla prima apparizione diretta in un tabellone Wta dopo essere transitata quest’anno per le qualificazioni di Auckland e Budapest. “E’ una grande motivazione avere tante ragazze così giovani che si conoscono da sempre, tutte capaci di crescere e migliorare così tanto e in così poco tempo, con altre ancora che salgono. Questo mi dice che posso essere forte come loro”, chiosa Amanda Anisimova.