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Campioni nazionali

Camila: “Non ho ancora il mio ritmo ma sono guarita”

Battuta dall’emergente ucraina Yastremska, la Giorgi ha però la consapevolezza di aver definitivamente superato i guai fisici. Ora guarda ai tornei americani per recuperare i punti dei quarti di Wimbledon 2018 che le scadranno tra due settimane

di Roberto Cozzi Lepri, da Londra | 01 luglio 2019

E’ stata ferma tre mesi per un problema al polso, è rientrata la scorsa settimana sull’erba di Eastbourne e non ha potuto far meglio che difendersi dignitosamente oggi a Wimbledon, nel match d’esordio contro l’ucraina Yastremska.

Camila Giorgi dovrà lavorare tanto per ricostruire il gruzzolo di punti che perderà all’indomani dello Slam londinese, dato che lo scorso anno era stata ottima quartofinalista. Ma la cosa più importate era la completa guarigione e questo risultato è stato conquistato, come ci conferma lei stessa.

Camila, la buona notizia è che il polso finalmente sta bene peccato che non hai potuto preparare al meglio Winbledon, avendo disputato una solo partita dopo i tre mesi di stop  

“Sì, sono guarita pienamente, ho programmato di giocare Eastbourne solamente alla vigilia poiché dovevo essere sicura di aver recuperato al 100%. Ho iniziato ad allenarmi una settimana prima del torneo però mi sto riprendendo, devo solo ritrovare un po’ di continuità e ricominciare finalmente a giocare”.

Sensazioni oggi in campo  dopo 3 mesi di stop?

“Purtroppo non sono mai riuscita ad imprimere il mio ritmo al match, sinceramente ho giocato abbastanza male”.

Quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti?

“Disputerò tutti i tornei statunitensi in programma nelle prossime settimane iniziando da Washington fino agli US Open”  

Come hai trascorso questo lungo periodo lontana dal tennis, hai fatto qualcosa di speciale?

“Sì, ho fatto cose che di solito non hai il tempo di programmare quando sei impegnata sui campi tra tornei ed allenamenti. Ogni due settimane dovevo sottopormi ad una risonanza magnetica e poi sono riuscita a trascorrere molto tempo con la mia famiglia e con le persone che mi stanno sempre accanto. Tre mesi non sono poi così tanti, sono passati in fretta”. 

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