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Campioni nazionali

Matteo inesauribile: avanti anche in doppio

Dal trionfo di Stoccarda al primo turno di Halle, dove ha eliminato Basilashvili, n.17 del mondo: l’azzurro (n.22) affronta anche il torneo di doppio insieme allo specialista olandese Rojer. Non starà esagerando?

di Enzo Anderloni | 28 giugno 2019

Vinci a Stoccarda: cinque match in sette giorni. Il tuo primo successo sull’erba, in un torneo importante, coronato nella domenica clou da una finale tirata con un emergente fortissimo, Felix Auger Aliassime, più avanti in classifica di te. E subito voli ad Halle dove martedì ti attende un osso duro come Nikoloz Basilashvili, n.17 del mondo e testa di serie n.6. Batti pure lui. Finalmente poi, un giorno di riposo. Macchè.

Matteo Berrettini oggi gioca il primo turno del torneo di doppio ad halle. Non solo: lo fa in coppia con Jean-Julien Rojer, olandese, uno dei più forti del mondo nella specialità. Dunque non va in campo con l’idea di tirare due pallette rilassanti: hanno battuto Radu Albot e Karen Khachanov in due set. Dunque pare intenzionato andare avanti nel tabellone.

E’ qualcosa che non si vedeva da anni: chi punta a vincere il singolare ormai il doppio non lo gioca più. Né c’è casistica recente di forti doppisti che vincano qualche partita in singolare. Giocare su entrambi i fronti è troppo impegnativo, anche per i fenomeni. E dunque Berrettini che sta facendo? Non starà esagerando, lui che sta cominciando oggi a vincere ad alto livello?

Dubbi da osservatore appassionato dei grandi e rapidi progressi del 23enne azzurro: abbiamo posto il quesito direttamente a Vincenzo Santopadre che è ad Halle insieme a Umberto Rianna per guidare il suo pupillo nella scalata alle vette del tennis mondiale.

“La domanda è legittima. Ed è l’occasione per raccontare che Matteo sta facendo un percorso di crescita che ha tra gli obbiettivi quello di stare in campo “con leggerezza”. – spiega il coach – Allentare la pressione, giocare sciolto. Un atteggiamento, uno spirito che lo aiuterà se vuole andare lontano, arrivare in alto. Il doppio in questo senso aiuta molto: c’è un compagno con cui dover andare d’accordo, bisogna saper gestire le energie, non sprecarle pur tenendo alto il rendimento. In questo momento sono esperienze preziose. E’ ovvio che non giocherà il doppio a Wimbledon, perché ci sono altri fattori da considerare in quel caso. In questo momento in tornei come Stoccarda e Halle, il doppio può essere utile per fare qualcosa di più anche al servizio, in risposta e a rete. Quindi è sembrato giusto farlo. Certo, da fuori, chi non conosce certi meccanismi nella crescita di un giocatore può pensare: questo è un pazzo a mettersi a fare pure il doppio! Invece è una scelta ponderata che lo può aiutare in singolare sia sul piano mentale che su quello tecnico-tattico”.

Insomma possiamo stare tranquilli, Matteo fa il doppio lavoro ma “con leggerezza”. Con l’idea di fare metà fatica. Per il gusto di affinare le sue armi e godersi il viaggio ancora di più. Noi lo seguiamo volentieri.