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Campioni nazionali

Paolini: Top 100? arrivo

"So di avere il livello per competere con giocatrici di classifica superiore, e spero di dimostrarlo presto", ha detto la toscana dopo il titolo conquistato nel '60 mila dollari' di Brescia, l'ottavo in carriera nel circuito Itf. Il riavvicinamento alle prime 100 porta con sé nuova fiducia, in vista della seconda parte di stagione

di redazione | 13 giugno 2019

Jasmine Paolini torna a far parlare di sé per un titolo, il secondo della stagione e l'ottavo in carriera. Per la seconda volta nel giro di quattro anni, gli Internazionali femminili di Brescia vedono una giocatrice italiana come regina del Castello, con la lucchese che domina la finale del 60 mila dollari contro la lettone Diana Marcinkevica, sconfitta per 6-2 6-1 dopo un'ora e sette minuti totalmente a senso unico. Troppa la differenza tra le due, nell'occasione, e punteggio non dissimile da quello maturato nell'unico precedente del 2016, quando la toscana si impose con un periodico 6-2. Probabile che la 26enne di Riga, reduce da una maratona durissima in semifinale, abbia pagato anche un po' di stanchezza, ma la sensazione è che l'azzurra fosse troppo superiore, a prescindere dalla condizione fisica di giornata. E questo apre orizzonti nuovi.
Sto cercando di giocare più vicina alla riga di fondocampo, per spingere maggiormente e mettere in difficoltà le mie avversarie. A Brescia questo atteggiamento aggressivo ha pagato

Più aggressiva, più vincente

“Sono contenta – ha spiegato Jasmine – perché ero andata a Brescia per arrivare in fondo, ma poi giocare con questo obiettivo non è mai semplice. Stavolta sono stata brava a gestire i momenti delicati. Come all'inizio della finale, contro un'avversaria che durante la settimana aveva mostrato un ottimo tennis".

"Non saprei dire - ha spiegato - se sono più aggressiva oggi rispetto al passato, ma di sicuro cerco di giocare più vicino alla linea di fondocampo, e questo mi permette di mettere più pressione alle avversarie. Adesso cercherò di concentrarmi sui prossimi obiettivi: so di avere il livello per competere con giocatrici di classifica superiore, e spero di dimostrarlo presto”.

Obiettivo top 100

Oggi Jasmine è numero 151 del ranking Wta, seconda italiana dopo Camila Giorgi, e non lontano dal record personale di numero 130, fissato due stagioni fa. In più, la ragazza nata a Castelnuovo di Garfagnana è la più giovane tra le prime cinque azzurre, con i suoi 23 anni. Dunque di tempo per emergere ne ha ancora parecchio. Cresciuta a Tirrenia, e ora sotto l'occhio attento di Renzo Furlan (ex numero 19 Atp), la toscana è dotata di colpi che non sfigurerebbero al cospetto di chi sta più in alto. Un servizio incisivo, soprattutto se parametrato alla sua altezza, due fondamentali che pesano e alcune variazioni interessanti. Ora che i colpi sono più efficaci e robusti rispetto al passato, c'è da lavorare sulla continuità, limando gli errori e le pause.

Brescia da Fed Cup

Per Brescia si tratta, come detto, della seconda vittoria in quattro anni per le azzurre, dopo il titolo conquistato nel 2016 da Karin Knapp. La terza in assoluto da quando esiste la competizione, contando pure il successo dell'italo-svizzera Lisa Sabino nella prima edizione del 2008. Oltre alle nuove certezze su Jasmine Paolini, questa settimana ha detto che il tennis italiano femminile non è affatto in difficoltà a questo livello. Tutte e tre le giocatrici giunte in semifinale al Forza e Costanza sono giovani, dai 22 anni di Deborah Chiesa ai 25 di Martina Trevisan, passando per i 23 della vincitrice. Tre ragazze che devono ancora fare esperienza, ma che hanno i mezzi per salire, e non di poco, nel ranking mondiale. “Per il torneo – spiega Alberto Paris, direttore dell'evento – è stato motivo di orgoglio avere tre italiane in semifinale, risultato che rappresenta un buon segnale per il futuro del nostro movimento. Così come è stato un piacere ospitare Sara Errani, una giocatrice che è stata numero 5 al mondo e ha contribuito a riscrivere la storia dello sport italiano. Il fatto che sia uscita al primo turno non cambia la sostanza”.