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Campioni nazionali

E adesso al Roland Garros lo chiamano... "Monsieur Fabio" 

Fabio è sbarcato a Parigi da testa di serie numero nove, mai così in alto. Oggi affronta Delbonis al secondo turno e la vittoria di Monte Carlo lo ha proiettato tra i favoriti anche al Roland Garros

di Angelo Mancuso - da Parigi | 30 maggio 2019

"Comincia da dove sei, usa quello che hai, fai quello che puoi", amava dire Arthur Ashe. Intanto Fabio Fognini ha cominciato con il tenere a bada il Mister Hyde che talvolta prende il sopravvento sul Dottor Jekyll. Potrà non piacere e talvolta ha atteggiamenti sopra le righe, ma la qualità del suo tennis non si discute. Con buona pace di tutti i se e i ma che da anni lo accompagnano. Potrebbe vincere di più? Certo. Ma a guardare sempre ciò che non ha fatto si rischia di dimenticare il valore di ciò che ha fatto e potrà ancora fare. I prossimi obiettivi? Un posto tra i top ten (il sogno è lì a un passo, più concreto che mai) e magari una finale Slam. In famiglia c'è già la vincitrice degli US Open, la moglie Flavia Pennetta. Perché non raddoppiare con il piccolo Federico in tribuna ad applaudire il papà?

L'ASTICELLA SI E' ALZATA

Magari già dal Roland Garros dove oggi incrocia da favorito l'argentino Federico Delbonis. Intorno a lui c'è una considerazione differente: a Parigi è sbarcato da testa di serie numero nove, mai così in alto. All'esordio, nel derby azzurro vinto contro Seppi, gli organizzatori lo hanno spedito sul "Simonne Mathieu", il nuovo campo dell'impianto parigino, e la conferenza stampa l'ha tenuta nella sala principale affollata da molti giornalisti stranieri. Del resto a Monte Carlo ha messo ko un certo Nadal. Se l'è cavata con le solita battute da istrione: "Bellissimo il campo, peccato che ci vogliano 20 minuti a piedi per raggiungerlo... Ho fatto due riscaldamenti". Scherzi a parte, vive il momento con consapevolezza: "C'è tensione, certo, ma serve per andare in campo e far bene. La posta in palio è molto alta ed è giusto così", ha sottolineato. Come i big del circuito passa da una tv all'altra, da un'intervista all'altra. Il peso della celebrità: la vittoria di Monte Carlo lo ha proiettato tra gli eletti anche qui a Parigi e la curiosità nei suoi confronti la si coglie dalle domande dei colleghi in sala stampa. Il sito ufficiale dello Slam parigino gli ha dedicato un lungo articolo e ieri si parlava di lui anche su "Le Quotidien", il giornale che viene quotidianamente distribuito al Roland Garros. "Monsieur" Fognini qui gioca per se stesso, ma anche per la storia. "Sto vivendo il momento migliore della mia carriera. Monte Carlo ha cambiato le mie prospettive. So bene che i risultati dipendono da tanti fattori e non soltanto da l sottoscritto, ma questa volta al Roland Garros può succedere di tutto".

DA MONTE CARLO A PARIGI

Il Master 1000 nel Principato è stata la fine di un'attesa per chi in Fognini ha sempre visto quel talento puro capace di manifestarsi superando illusioni e delusioni, vittorie e sconfitte. In questo vortice hanno saputo resistere i più irriducibili, pellegrini in viaggio verso una meta, un sogno. In fondo Monte Carlo, la città che lo ha eletto nell'olimpo del tennis, lo rappresenta al meglio, lui che è nato poco distante da quel fazzoletto incantato di Costa Azzurra. Un casinò, un campo da tennis tra cielo e mare: è lì che Fabio ha puntato il numero giusto alla roulette. Un posto bello e impossibile proprio come Fabio, che in carriera ha vinto 48 match nei 44 Slam giocati sin qui e il miglior risultato è il quarto raggiunto nel 2011 proprio sulla terra rossa parigina. Numeri importanti, forse sottostimati, se uniti ai nove titoli Atp conquistati: nell'era open meglio di lui solo Adriano Panatta a quota 10. Se ha trovato sul serio la ricetta per risolvere il difetto della continuità nessun sogno è vietato.