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Campioni nazionali

Matteo: "Sconfitta che brucia, ma servirà"

Una sconfitta inattesa quella che Berettini ha rimediato da Ruud al secondo turno del Roland Garros ma il 23enne romano dimostra maturità ammettendo che è anche da queste partite che si può imparare

di Angelo Mancuso - da Parigi | 29 maggio 2019

PARIGI - "Le sconfitte che più bruciano sono anche quelle che più servono per crescere e migliorare". Matteo Berrettini ha solo 23 anni, è ormai più che una promessa del tennis azzurro, ma nonostante la giovane età colpisce per la grande maturità, la genuinità, la capacità rara di analizzare con serenità anche i momenti negativi. Del resto vanta già due titoli Atp, uno conquistato a Gstaad nel 2018, l'altro a Budapest poche settimane fa seguito da una finale a Monaco, e a Parigi si è presentato per la prima volta in carriera da testa di serie (numero 29). Il suo Roland Garros in singolare si è fermato al secondo turno (in doppio è in corsa in coppia con Lorenzo Sonego). A batterlo è stato il Next Gen norvegese Casper Ruud, ventenne di Oslo figlio d’arte, numero 63 mondiale, che per la prima volta approda al terzo turno del Major francese. Il tennista scandinavo si è imposto in tre set: 64 75 63. 

Una prestazione sottotono quella di Matteo, che non cerca scuse: "Riguarderò il match - dice - la chiave tattica è stata che nei game di servizio il mio avversario mi ha sempre messo pressione facendomi male con il diritto. Questa partita l'ho persa prima di tutto sul piano nervoso, non ero carico come al solito. Ci ho pure provato sino alla fine, ma non ero brillante. In fondo la sfida si è decisa su pochi punti, bastava poco per farla girare a mio favore". 

Quindici le palle break per Ruud, di cui 4 sfruttate, solo 5 per Berrettini che ne ha trasformata solo una a inizio terzo set: "Se avessi sfruttato le due occasioni sul suo turno di servizio che ho avuto sul 3-3 del secondo set, poteva cambiare tutto. Bravo lui a mettere a segno un ace di seconda e un bel diritto vincente. Io invece nei turni di battuta ceduti ho commesso qualche errore di troppo. Due volte ero avanti 40-15 e ho sprecato il vantaggio".

Poi aggiunge: "Nelle ultime settimane ho giocato molto affrontando tanti avversari forti: Zverev, Schwartzman, Kohlschreiber, Pouille. A Roma ho raggiunto il terzo turno e per noi italiani è un appuntamento molto sentito, è un torneo che ti porta via tante energie. Il risultato è che oggi avevo poca benzina, soprattutto dal punto di vista mentale. Ma ripeto, da queste sconfitte bisogna imparare e poi ripartire"