-
Campioni nazionali

Fognini: "La top ten? Non è un chiodo fisso"

Il ligure si è aggiudicato il derby azzurro a Parigi con Seppi ed è stato virtualmente tra i primi 10 per un paio d'ore. L'inseguimento continua: al secondo turno del Roland Garros lo attende l'argentino Delbonis

di Angelo Mancuso - da Parigi | 28 maggio 2019

PARIGI - Fabio Fognini è stato virtualmente tra i top ten per un paio d'ore: nel ranking Atp live era infatti salito in decima posizione e ci è restato fino alla conclusione della sfida vinta nel pomeriggio dal russo Karen Khachanov, che lo precede in classifica, sul tedesco Cedrik-Marcel Stebe. Dietro ci sono poi altri rivali che spingono, a cominciare da Juan Martin Del Potro e Borna Coric. Insomma di strada da fare ce n'è. Comunque sia la corsa continua dopo il derby azzurro vinto in quattro set contro Andreas Seppi. "Se ci penso? Certo, non lo immagino come un obiettivo, quanto piuttosto come un sogno che può finalmente avversarsi. Ma non è un chiodo fisso e se non succede non è la fine del mondo. Di certo la sto vivendo in maniera più consapevole e matura di qualche anno fa, quando ero salito fino al numero 13. Sto attraversando un buon periodo nonostante quel piccolo problema alla gamba che mi trascino dietro da qualche settimana. Il clima non mi aiuta perché fa abbastanza freddo e c'è molta umidità. Alcuni giorni va meglio, altri peggio. A Parigi si giocano partite lunghe al meglio dei cinque set e sto facendo un trattamento con il laser. Ho vinto a Monte Carlo e le prospettive sono cambiate, è ovvio. Ma sempre restando con i piedi per terra". Intorno a lui c'è una considerazione differente: oggi ha giocato sul "Simonne Mathieu", il nuovo e bellissimo campo dell'impianto parigino, e la conferenza stampa l'ha tenuta nella sala principale affollata da molti giornalisti stranieri. "C'è tensione, certo, ma serve per andare in campo e far bene. La posta in palio è molto alta ed è giusto così".

Derby azzurro a senso unico

Il match di esordio in uno Slam è sempre delicato: bisogna adattarsi in fretta ai campi, all'atmosfera, al contesto, al clima tutt'altro che mite. Tanto più se il menu propone un derby che porta con sé sempre implicazioni mentali. Fognini e Seppi si conoscono alla perfezione, ma il ligure può vantare un momento di forma opposto a quello dell’altoatesino: vicino al best ranking, il giocatore di Arma di Taggia partiva nettamente favorito contro il tennista di Caldaro, in grande difficoltà per tutta la stagione sulla terra rossa. Il match andato in scena sotto nuvoloni grigi carichi di pioggia ha confermato le impressioni della vigilia: 63 60 36 63 per Fognini. I primi due set sono girati dalla parte del ligure in un battibaleno: lotta fino al 3-3, poi nove game di fila targati Fabio padrone assoluto del campo. "Ho avuto una mezz'ora buona in cui non facevo nessuna scelta giusta - racconta Andreas - Fabio è in fiducia e spingeva più di me". Del resto è vero che i precedenti nel circuito maggiore erano in parità (4-4), ma è altrettanto vero che Fognini aveva vinto le ultime quattro sfide tra cui quella sempre sulla terra rossa parigina del 2017. Seppi ha avuto un sussulto d'orgoglio nel terzo parziale, ma qualche colpa ce l'ha pure Fabio, calato improvvisamente di livello. "Ho reagito - dice sempre l'altoatesino - e sono riuscito a mettergli un po' di pressione. All'inizio del quarto set potevo fare qualcosa in più, ho anche avuto qualche palla break. Poi sul 4-3 ho regalato un paio di punti e la partita si è chiusa lì. In questo momento certi errori con Fabio non puoi farli, li paghi".

Secondo turno contro Delbonis

Bravo il ligure a resettare quel terzo set per ripartire come se nulla fosse accaduto. "Soprattutto il primo - sottolinea Fabio - è stato di ottimo livello. Poi Andreas ha un po' ceduto, ma dal terzo ha ricominciato a lottare. Bravo io a dare l'accelerata decisiva nel quarto e ad evitare di allungare pericolosamente il match". Sul suo tabellino si leggono 10 ace mica pochi per lui che non ha nel servizio l'arma migliore), 2 doppi falli, il 57% di prime al servizio con il 78% dei punti vinti, 36 vincenti e 49 errori gratuiti. E' anche sceso a rete con buona frequenza: 16 punti in 23 discese, un bottino niente male. Ora gli tocca l'argentino Federico Delbonis, numero 75 Atp, con il quale è in vantaggio nei precedenti 4-3. Nel 2013 ad Amburgo lo superò in finale annullando tre match point. "Ogni partita fa storia a sé, di sicuro ci sarà molto da correre". Vietato fermarsi: c'è una top ten da centrare.