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Campioni nazionali

Parla Sonego: "Federer?  Come sfidare un computer"

A volte le sconfitte possono insegnare più delle vittorie. E' con questo spirito che Lorenzo ha preso il ko rimediato contro "King Roger" nel suo match d'esordio al Roland Garros.

di Angelo Mancuso - da Parigi | 26 maggio 2019

PARIGI - "Federer? E' come giocare contro un computer". La frase è di Lorenzo Sonego, reduce dal prestigioso palcoscenico del nuovo Philippe Chatrier dove si è arreso al fenomeno svizzero in tre set: 62 64 64. Per il 24enne torinese era la prima volta nel main draw del Roland Garros e non poteva desiderare battesimo migliore: sfidare quello che molti considerano il tennista più forte di tutti i tempi. 

"Cosa ho pensato quando ho visto il sorteggio? Che bello giocare contro Federer, anche se magari sarebbe stato meglio al secondo o terzo turno. Non è stato facile davanti al centrale pieno di pubblico - ammette l'azzurro -. Lui è partito benissimo, io ero teso e ho stentato ad entrare in partita. Quando ti scappa Federer gioca ancora meglio, rende facili le cose difficili, in certi momenti ci capivo poco. Poi quando sono riusciti ad agganciarlo, a stargli più vicino nel punteggio, è andata meglio. Ho cominciato a servire in maniera più incisiva variando molto e quando gli ho strappato il servizio nel secondo set in cui ero andato sotto 4-0 ho cominciato a sperare di poter rientrare - ha aggiunto -. Federer però sa gestire i momenti importanti, alza il livello e non c'è nulla da fare"

Una sfida che al di là del risultato resterà tra i suoi ricordi più belli, anche se la sua carriera è appena agli inizi. "Cosa ho imparato? Che è meglio non stuzzicarlo sul diritto. E che contro un avversario come lui che gioca così vicino al campo la palla corta non è una grande idea".
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