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Campioni nazionali

Fognini, risparmio energetico

L’azzurro con i motori al minimo per sbrigare la pratica Radu Albot. Il calore del pubblico, un angolo ad alto tasso tencico/famigliare e la nuova divisa di Armani bastano a fare la differenza

di Alessandro Re | 16 maggio 2019

Spalti gremiti e bagno di folla per l’esordio di Fognini sul suo campo preferito. Tra la gente accalcata sulla tribune del Pietrangeli non passa nemmeno uno spillo e anche Fabio avverte un certo senso di claustrofobia, “Siamo troppi” dice al pubblico. Nell’angolo amico, tutti presenti i cuori più vicini Corrado Barazzutti, la moglie Flavia Pennetta, papà Fulvio e mamma Silvana leggermente in disparte.

Armani cambia d’abito il Fogna che fa la sua passerella con un completino prevalentemente bianco rifinito da dettagli neri con skyline di Roma. Sul retro della maglia, altezza fondoschiena campeggia in grande una scritta da toponomastica: Roma

La partenza è al rallentatore, forse figlia dell’ultimo confronto tra i due vinto a Miami dal moldavo. Era un altro Fognini, un Fabio minore, quello che di lì a poco avrebbe trovato la svolta stagionale vincendo il Masters 1000 di Monte Carlo.

Nel primo set perde due volte il servizio, l’avversario sbaglia poco, mette a referto qualche vincente e non disdegna dropshot e back.
La svolta arriva sul 4-2 Albot. Dopo aver tenuto un game importante il ligure chiama il fisioterapista per fasciare il quadricipite femorale e inizia una nuova partita: “Fogna” gioca profondo, la palla schiocca pesante ed il moldavo non tiene più il ritmo. Il pubblico entra in partita ed arriva il break, figlio di una discesa a rete suicida del nativo di Chisinau.
Sembra fatta, il pubblico chiede autografi a Flavia Pennetta. Siamo sul 6-5 ma c’è un tie-break thriller da giocare. Un’autentica altalena in cui Fognini salva un set-point con una saetta di dritto e porta a casa il gioco decisivo grazie al nastro, oggi più azzurro che mai.

Le insidie sono dietro l’angolo e arriva il primo vero passaggio a vuoto del taggiasco che incassa un parziale di 3 game a 0. Il blackout però, per fortuna dura poco. E quando ‘Fogna’ ridiventa il principe di Monte-Carlo, non c’è più partita.
Doppio fallo di Albot, 4-3 e servizio Fognini, il moldavo scaraventa la bottiglietta a terra e aizza la folla. Fischi assordanti, game set and match.

Fognini vince pur non offrendo il suo miglior tennis ma con questo Albot non era necessaria una prestazione d’autore. Fabio forse si è risparmiato per il doppio turno che lo aspetta.
In chiusura di programma sul Pietrangeli avrà la rivincita di Stoccolma 2018 con Stefanos Tsitsipas. Il greco ci ha negato il più bel derby generazionale del momento eliminando la stellina Jannik Sinner.
La sensazione però è che il pubblico dovrà metterci di nuovo del suo per scatenare il Fognini migliore. E’ l’unica versione del n.1 azzurro che può sperare di confondere il campione più caldo del momento.