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Campioni internazionali

Roger ma lo sai? E se lo sai che cosa farai?

A Renens, in Svizzera, è in corso il processo d’appello a 12 attivisti ambientalisti che lo scorso 22 novembre sono entrati vestiti da tennis in filiali del Credit Suisse a Ginevra, Losanna e Basilea per protestare contro gli investimenti nell’energia da combustibili fossili. E per chiedere a Federer, testimonial della banca, di fare qualcosa

di | 08 gennaio 2020

Il loro slogan è: #sirogersavait,, ossia “se Roger sapesse…”. Sono gli attivisti nella lotta contro i cambiamenti climatici e la salvaguardia del futuro del pianeta terra che hanno cominciato a manifestare pacificamente all’inizio dello scorso anno, alla conferenza stampa di presentazione della Laver Cup, con striscioni che inneggiavano al loro idolo, Roger Federer, affinché prendesse posizione al loro fianco. E non accettasse più la sponsorizzazione di Credit Suisse, la potentissima banca svizzera che sponsorizza la Laver Cup e che investe ancora tantissimo sull’energia da combustibili fossili.

Dopo la visibilità in quel primo evento mediatico, gli attivisti del collettivo Breakfree Suisse, ne hanno inventata un’altra delle loro, ancora più in chiave tennistica ma sempre non violenta e anche spiritosa. Vestiti da tennis hanno invaso gli atrii di tre agenzie del Credit Suisse a Ginevra. Losanna e Basilea.

E hanno inscenato una teatrale partita tennistica, senza palla, ispirandosi probabilmente al grande mino Jacques Tati. O alla leggendaria scena finale di Blow-Up di Michelangelo Antonioni. VIDEO

I banchieri e i bancari non l’hanno presa bene. Hanno chiamato la polizia che ha preso e caricato sui blindati i pacifici dimostranti che sono stati processati e condannati per violazione di domicilio, rifiuto di obbedire agli ordini di un pubblico ufficiale e per manifestazione non autorizzata.

A ognuno dei 12 manifestanti, di età compresa tra i 21 e i 34 anni, è stata comminata una multa da 600 franchi (convertibile in 20 giorni di reclusione) e una seconda sanzione da 900 franchi (sospesa per due anni) oltre all’iscrizione nel casellario giudiziario.

Gli attivisti sono ricorsi in appello e il processo si sta svolgendo proprio in questi giorni a Renens. In ballo non c’è solo il riconoscimento della loro innocenza, ma il principio se sia o meno lecito infrangere le leggi per protestare contro qualcosa che lede l’interesse generale.

E’ questo che sostengono i loro 13 avvocati, che agiscono ‘pro bono’, cioè a titolo gratuito. Lo fanno per “convinzione personale” e perché sul piano legale ritengono che i loro assistiti abbiano agito in stato di lecita necessità. Si tratta di un’eccezione giuridica che rende legale un atto normalmente punito dalla legge se giustificato dalla salvaguardia di interessi generali.

Per il momento Federer non si esprime in alcun modo. Ha dato la sua adesione alla esibizione del 15 gennaio a Melbourne per raccogliere fondi da devolvere agli interventi di emergenza a supporto della popolazione australiana colpita dagli incendi devastanti di questi giorni.
Ma non si mai espresso su tematiche ambientali a differenza del suo collega Dominic Thiem che si spende per ‘4ocean’ un’iniziativa no-profit che vuole combattere il fenomeno dell’inquinamento da plastica negli oceani.

Gli attivisti sostengono che Credit Suisse abbia investito, solo tra il 2015 e il 2017 ben 7.825 milioni di dollari. Vorrebbero che Federer si muovesse, o per chiedere a Credit Suisse di cambiare indirizzo agli investimenti. O per cambiare sponsor, dando un segnale forte.

Una bella questione sulla quale riflettere per il fuoriclasse svizzero, che sicuramente non ha problemi economici.

Intanto lo slogan è cambiato: l’associazione francese Youth for Climate ha lanciato #RogerWakeUp Now. Roger svegliati adesso! E ha postato sulla sua pagina Facebook l’immagine di Roger mentre consegna un pacco regalo ai bambini che la sua Fondazione segue in Africa, accompagnata dalla considerazione: e se il regalo più grande da fare ai milioni di bambini africani fosse un futuro senza caos climatico?

Che cosa risponderà Roger?

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