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Campioni internazionali

i record e i grandi campioni: cosa resterà del 2019

Le 275 settimane da numero 1 di Djokovic, i trionfi del tennis italiano con Fognini, Berrettini e Sinner protagonisti della stagione. I 100 titoli di Federer, i guadagni da primato di Ashleigh Barty.

di Alessandro Mastroluca | 31 dicembre 2019

Il mondo del tennis si lascia alle spalle un anno di prime volte, di speciali ricorrenze, di momenti capaci di spiccare nel flusso inesausto di colpi, partite, torneiche riempiono le settimane del calendario degli appassionati. Ne abbiamo selezionati alcuni che hanno caratterizzato gli ultimi dodici mesi.

Federer raggiunge i 100 titoli e le 1200 vittorie

A Dubai, Roger Federer vince il titolo numero 100 della sua carriera nel circuito ATP. "Mi sono goduto ogni minuto di questo viaggio" ha detto lo svizzero, il secondo giocatore dopo Jimmy Connors a toccare questo traguardo. Connors gli resta davanti per numero di partite vinte nel circuito maggiore. Federer, che ha chiuso la stagione con 103 tornei e 1237 partite, per eguagliare "Jimbo" deve vincere sei titoli e 37 incontri.

Fognini, Berrettini, Medvedev, Bautista Agut debuttano in top 10

Nell'estate del 2017, agli Internazionali BNL d'Italia, Fabio Fognini batteva nettamente un giovane Matteo Berrettini. Nel 2019 diventano il terzo e il quarto azzurro a entrare in top 10 dopo Adriano Panatta e Corrado Barazzutti.

Fognini, che è anche il più anziano a debuttare in questa elite dello sport, ci arriva il dieci giugno, un mese dopo il trionfo di Pasqua a Montecarlo, primo Masters 1000 conquistato da un azzurro. 

Matteo Berrettini ci riesce il 28 ottobre, dopo la storica semifinale allo Us Open e prima della partecipazione di altrettanto significato alle ATP Finals: resta il primo italiano ad aver vinto una partita nel torneo di fine anno, ha fissato uno standard che sarà importante mantenere e se possibile migliorare l'anno prossimo, quando crescerà la concorrenza e gli avversari saranno ancora più motivati a studiarlo e batterlo.
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Vale lo stesso anche per Daniil Medvedev, che nel 2019 ha vinto più incontri di tutti nel circuito ATP. L'ingresso in top 10 ha lanciato la sua estate con sei finali consecutive, compresa la prima in uno Slam allo Us Open. Solo dodici mesi prima, era numero 61 del mondo.

Il debutto tra i primi 10 del ranking, a metà agosto, scandisce il finale di stagione di emozioni forti per Roberto Bautista Agut che nell'ultima settimana dell'anno perde il padre gravemente malato dopo una caduta da cavallo, torna a Madrid per aiutare la Spagna a trionfare in Coppa Davis e poi si sposa. La felicità diventa una reazione, una risposta al dolore per una morte che lo lascia orfano a un anno dalla perdita della mamma.

Djokovic tocca le 275 settimane da numero 1

Novak Djokovic ha iniziato il suo quarto periodo in vetta al ranking ATP il 5 novembre 2018. Rimane in testa fino al 3 novembre 2019. Le settimane complessive al numero 1 diventano 275: nell'ultimo anno supera, nella classifica all-time, Jimmy Connors (268 settimane) e Ivan Lendl (270). Davanti gli restano solo Pete Sampras (286) e Roger Federer (310).

Cilic e Wawrinka festeggiano le 500 vittorie

Vincere 500 partite ATP non è un risultato banale. E' il segno di una continuità ad alto livello che richiede integrità e dedizione. Sono soltanto dieci i giocatori in attività che possono vantare almeno 500 successi nel circuito maggiore. "Il livello è altissimo, devi soffrire tanto per arrivarci" ha detto Wawrinka, che ha festeggiato il successo numero 500 durante il Roland Garros contro Grigor Dimitrov.

Marin Cilic ha aspettato 13 anni per entrare nel ristretto gruppo di giocatori attivi con 500 successi: tanto è passato dal primo successo al 500mo, a Mosca contro Ivo Karlovic lo scorso 17 ottobre. Non è facile arrivarci nemmeno in doppio. Marcelo Melo, nel primo turno del torneo di Washington, è solo il 35mo ad arrivare a questo traguardo.

La scalata di Jannik Sinner

Determinato e ambizioso, Sinner non si accontenta. Nel 2019 è esploso agli Internazionali BNL d'Italia, ha debuttato in uno Slam allo Us Open, ha centrato la prima semifinale ATP ad Anversa e trionfato alle ATP Finals. Premiato dall'ATP come giocatore progredito di più, celebrato ai SuperTennis Awards, Sinner guarda già all 2020. "Come per la stagione passata, punto a giocare il più possibile. Conto di giocare 60 partite, ad un livello un po' più alto. Questo era l'obiettivo del 2019, e alla fine ne ho fatte anche di più. Per questo ne sono molto felice" ha detto. "Proveremo ad alzare il livello anche l'anno prossimo. Poi il ranking ci interessa poco, anche perché viene di conseguenza". 

"Per la sua età Sinner è il nostro giovane più forte e mi auguro di vederlo al più presto in Coppa Davis in modo che possa dare un contributo importante per raggiungere un grande risultato" ha detto Corrado Barazzutti, presente al Circolo New Penta 2000 di Roma per assistere al torneo internazionale giovanile Lemon Bowl. "Mi auguro che arrivino risultati importanti sia a livello individuale che come squadra, perche' in Coppa Davis possiamo ottenere traguardi prestigiosi considerando che abbiamo alcuni dei giocatori migliori al mondo".
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Il Career Grand Slam di Herbert e Mahut

Nicolas Mahut e Pierre-Hugues Herbert iniziano una stagione da film con un trionfo speciale all'Australian Open. Con la vittoria su Henri Kontinen e John Peers, campioni nel 2017, diventano l'ottava coppia di doppio a completare il Career Grand Slam, la prima dopo i gemelli Bryan a Wimbledon 2006.

E' proprio grazie a questo titolo Slam che i due francesi si sono garantiti un posto alle ATP Finals, che finiranno per vincere. Il regolamento infatti prevede la possibilità di partecipazione per una coppia che abbia vinto uno Slam nell'arco della stagione ma non sia tra le prime otto a fine anno.

In mezzo si sono persi perché Herbert ha prima annunciato di volersi dedicare al singolare, poi ha accettato di partecipare a Wimbledon in doppio con Andy Murray. Mahut l'ha visto come un tradimento: per mesi non si sono parlati. Alla fine, si ritrovano dopo lo Us Open. Ricominciano a giocare a Vienna, vincono il titolo e non si fermano. Trionfano anche a Bercy e alla O2 Arena. Sono felice di aver ritrovato Nicolas. Ci siamo parlati, chiariti, e abbiamo ritrovato quella complicità che era la nostra forza in campo" ha detto Herbert all'Equipe. "Siamo pronti a dare tutto l'uno per l'altro". 

L'anno speciale di Ashleigh Barty

Ashleigh Barty, votata giocatrice dell'anno, diventa numero 1 del mondo dopo il titolo al Roland Garros, primo Slam per un'australiana dopo il trionfo di Sam Stosur allo Us Open del 2011. Barty chiude la stagione da numero 1: è la quattordicesima giocatrice a riuscirci nell'era del ranking computerizzato, la prima che non arrivi dall'Europa o dal Nordamerica. Ha vinto quattro titoli, record stagionale condiviso con Karolina Pliskova, e incassato un prize money di 11.307.587 dollari, spinto in alto dall'assegno record di 4.42 milioni di dollari per il trionfo alle WTA Finals a Shenzhen. Nella storia, solo Serena Williams ha guadagnato di più in una singola stagione: $12.385.572 nel 2013.

WTA, potere alle giovani

Sei teenager hanno chiuso in top 100 il 2019. Guida l'elenco la "Matricola dell'anno" Bianca Andreescu, più giovane campionessa a Indian Wells dal 1999 e prima canadese a conquistare uno Slam allo Us Open. Andreescu ha iniziato l'anno da numero 152 e ha chiuso da numero 5. Seguono la numero 22 Dayana Yastremska, la numero 24 Amanda Anisimova, prima giocatrice nata negli anni 2000 a centrare gli ottavi in uno Slam all'Australian Open, la numero 61 Iga Swiatek che per la WTA ha vinto il punto dell'anno, la numero 68 Coco Gauff, a Linz diventata la più giovane campionessa WTA dal 2004, e la numero 93 Anastasia Potapova.

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