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Campioni internazionali

Lo dicono i dati: la strada di Tsitsipas verso l’Olimpo passa dalla rete

Grazie alle doti tecniche e atletiche Stefanos riesci a verticalizzare molto il gioco e nei pressi del net porta a casa molti punti. Nel 2019 lo ha fatto specialmente con i suoi ‘parigrado’ Zverev e Medvedev. Ma sta imparando anche ad affrontare gli attacchi ‘alti’ dei grandi vecchi Rafa e Nole

di | 30 dicembre 2019

Stefanos Tsitsipas ha già conquistato la scena del grande tennis. Per farlo ha inanellato una serie di risultati di primissimo ordine - su tutti la semifinale a Melbourne, la finale a Madrid e la vittoria alle ATP Finals - ed è arrivato al numero 6 del mondo. Ma il suo obiettivo per il 2020 è vincere almeno uno Slam e un Masters 1000 per entrare tra i top 3. Sarà molto difficile, ma le qualità tecniche e fisiche, così come la personalità, sono basi eccellenti.
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Quanti punti a rete

Dovrà crescere da un punto di vista mentale, trovando più calma e sangue freddo nei momenti chiave dei match. Mentre sotto il profilo tecnico, una grande qualità di Tsitsipas è la capacità di “decidere” come si giocano i punti importanti. In particolare con il dritto.

Ottimo anche il footwork: Stefanos si muove con passetti rapidi e precisi, fondamentali per ridurre il dispendio energetico. La precisione dei suoi passi e la capacità di tagliare gli angoli gli permettono anche di verticalizzare spesso il gioco, di solito attaccando il lato sinistro dell’avversario andando poi a rete.

È soprattutto in questi casi che riesce a ottenere tantissimi punti anche contro avversari destrorsi con un eccellente rovescio.

Si pensi alle sfide contro Zverev: a Madrid a rete ha vinto 24 punti su 33, a Londra addirittura 16 su 17. Spesso tende a giocare le volée in diagonale, motivo per cui può risultare prevedibile, ma la qualità e la profondità delle sue esecuzioni – aspetto sul quale sta progredendo sempre di più - lo aiutano anche contro avversari bravissimi a leggere le sue intenzioni.

Analizzando alcune sfide contro Medvedev – che da questo punto di vista ha pochi eguali – si nota come a Shanghai il greco abbia vinto 18 punti su 24 nei pressi del net, per poi fare ancora meglio a Londra con un eccellente 22 su 26.

L'OCCHIO TECNICO: IL GIOCO DI STEFANOS TSITSIPAS IN 10 IMMAGINI

I passi avanti col rovescio

Il campione di Atene va più in difficoltà quando fronteggia palle alte e cariche dalla parte del rovescio. Questo è stato uno dei motivi per cui ha faticato moltissimo nella semifinale di Melbourne contro Nadal, così come nella finale di Madrid, con i cambi alti di Djokovic che gli hanno fatto perdere ritmo e campo.

Ma sta progredendo molto anche sotto questo aspetto. Lo si è visto bene quando ha potuto riaffrontare i primi due giocatori del mondo. Nella sfida di Shanghai contro Djokovic ha tenuto benissimo gli scambi da quella parte e ha commesso solamente nove errori gratuiti, mentre contro Nadal a Londra è arrivato a quota 13 in quasi tre ore di partita.

Ancora, in quell’occasione la velocità media tenuta dal greco con questo fondamentale è stata superiore a quella dello spagnolo: 109 km/h a 108 km/h, dopo che nella semifinale di Madrid Stefanos era stato bravissimo a trovare molti cambi in lungolinea proprio con il rovescio (addirittura nel 58% dei casi).

Nonostante abbia generato solamente sei colpi vincenti, in quell’incontro Tsitsipas è riuscito a neutralizzare l’avversario proprio sulla diagonale sinistra, aiutato anche dalla gittata non sempre profonda dei colpi dello spagnolo.

Nella finale con Thiem, invece, ha dovuto concedere un vantaggio all’austriaco, dotato di un “punch” superiore a quello del greco (115 km/h a 99 km/h in favore di Thiem).
Sarà importante vedere se riuscirà ad acquisire ulteriore pesantezza di palla nel palleggio da fondocampo e se saprà utilizzare maggiormente il backspin diventando meno prevedibile.
Il servizio lo aiuta a comandare il gioco, ottenendo tantissimi punti e raggiungendo ottime velocità. Nel 2019 ha vinto il 76,3% dei punti con la prima (14° posto assoluto) e l’85,4% dei suoi turni di battuta (12°). Inoltre, varia le traiettorie in modo tale da non dare grossi punti di riferimento all’avversario, nemmeno se si tratta di Djokovic, che da questo punto di vista ha avuto grosse difficoltà di lettura nelle due sconfitte patite a Toronto nel 2018 e a Shanghai nel 2019.

Analizzando i dati ATP relativi al 2019, si nota che da destra Tsitsipas va esterno nel 51,9% dei casi (73,5% di rendimento). Quando prova la soluzione piatta, invece, ottiene l’81% dei punti in entrambe le metà campo.

Buona resa anche con lo slice sulla T da sinistra, che prova circa una volta su due (49,2%) vincendo il 76,6% dei punti. Ancora, da quella parte qualche volta il greco prova la soluzione al corpo (11,2%), vincendo circa due punti su tre (65,6%).

Le cifre aumentano se si considerano i dati relativi alla stagione sulla terra rossa, nella quale ha provato il servizio centrale nel 15,4% dei casi, avendo un rendimento pari all’81,5%. Sull’erba, invece, il numero di tentativi aumenta sensibilmente (28,1%), ma cala la qualità (55,6% di punti vinti).

Da destra, invece, nel complesso ha tentato questo servizio solo 3 volte su 100, peraltro con il medesimo rendimento registrato nell’altra metà campo.

Nonostante un rendimento complessivo pari al 52,9%, con la seconda può ancora migliorare in termini di velocità – mediamente non supera quasi mai i 155 km/h - e profondità.

Questo può rappresentare un punto di debolezza notevole contro i suoi avversari principali.

Si pensi a Djokovic, che a Parigi-Bercy ha saputo approfittare di una percentuale di prime palle non altissima del greco (57%, a Shanghai era arrivato al 72%). Sulle palle break, però, la percentuale di punti vinti da sinistra quando non riesce a trovare un angolo è pari al 38,7%, mentre complessivamente non va oltre il 43,1% (dati ATP). E da quel lato c’entra pure il lancio di palla.

LA RISPOSTA, UN CROCEVIA PER IL FUTURO

Sarà importante, per Tsitsipas, lavorare sull’efficienza in risposta, indicatore statistico in cui figura solo al 52° posto. In particolare, avrà bisogno di progredire nel rendimento in ribattuta sulla seconda palla, dove è 63° per punti vinti sulla seconda (47,2%). In particolare, il greco dovrà migliorare nella risposta di rovescio, con cui fatica a trovare profondità specialmente quando l’avversario prova il servizio in kick.

 

In queste situazioni, sul duro vince solo il 46,4% dei punti, mentre quando deve fronteggiare una palla centrale o sulla T ha un rendimento rispettivamente del 51% e 55%. Complessivamente da destra va ancora peggio, perché in nessuna zona di campo riesce ad andare oltre il 49%, arrivando addirittura al 44,1% quando risponde a una seconda di servizio centrale, non superando la metà campo nel 30,6% dei casi.

Per avere un metro di paragone, nella medesima situazione Thiem vince il 50% dei punti, non riuscendo a superare il rettangolo del servizio solamente nel 15,8% dei casi, mentre sui servizi esterni da sinistra ha una resa del 53,3%.

Sarà interessante vedere quanto il greco riuscirà a progredire su questo aspetto, magari apportando anche qualche variazione per togliere riferimenti agli avversari, come tante volte ha saputo fare Federer.

In tal senso potrebbe provare a utilizzare maggiormente il back di rovescio anche in ribattuta, a differenza di quanto accade attualmente.

Per esempio, nella finale di Madrid contro Djokovic ha provato questa soluzione solamente nell’1% dei casi, mentre a Londra contro Federer e Nadal è arrivato rispettivamente al 10% e 15%.
Le sue possibilità di vittoria nei grandi tornei dipenderanno anche dai progressi che saprà compiere in tal senso. Tuttavia, l’ambizione, la determinazione e la capacità di apprendimento che ha dimostrato sono segnali fin troppo chiari per non essere tenuti in considerazione. I Big Three sono avvisati.

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