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Campioni internazionali

Il boss e la matricola

Roger ha scelto Sasha. Tra i giovani pronti a succedere ai Fab Four del tennis mondiale, Federer ha preso sotto la sua ala il biondo Zverev. E’ nella sua scuderia manageriale e, dopo Nadal, il più frequente compagno di esibizione

di | 28 dicembre 2019

Sarà l’età, sarà l’istinto, sarà il naturale desiderio di lasciare una traccia, sarà anche interesse, di certo, molti campioni dello sport quando intraprendono il viale del tramonto si avvicinano a un giovane rampante.

Non scomodiamo il più celebre sorpasso dell’allievo sul maestro, con Giotto e Cimabue, ma anche nel tennis la connessione umana e professionale si ripete, nel tempo. Da Ivan Lendl e Pete Sampras di fine anni 80, a Roger Federer-Sascha Zverev di oggi.

Allora, “Ivan il terribile” invitò nella sua casa-fortino nel Connecticut per spiegargli sul campo, durante la preparazione invernale, che il talento tennistico non basta per dominare, occorrevano - e occorrono sempre più - fisico bestiale, tenuta mentale e dedizione assoluta. E contribuì, nove mesi dopo, all’esplosione di “Pete The Pistol”, agli Us Open del ’90.

Quello fra il burbero cecoslovacco, così duro anche con se stesso, e il taciturno californiano, cresciuto col complesso di Andre Agassi ed allevato al tennis lontano da casa, da un amico di famiglia, non poteva essere un rapporto giocoso. I sorrisi erano merce rara. E ancor meno sono state le dichiarazioni e le apparizioni pubbliche comuni. Anche perché già a quei famosi Us Open, l’allievo mise in pratica i dettami del maestro domandolo nei quarti, in cinque set.

Ivan e Pete avevano undici anni di differenza, e chiusero i loro testa a testa ufficiale sul circuito Atp col 5-3 a favore del più giovane, Roger ha sedici anni più di Sasha ed è appena stato raggiunto e scavalcato 3-4 nel bilancio col tedesco di ceppo russo.

Fatte le debite differenze alla volée, tecnicamente parlando, Ivan & Pete erano più vicini nel loro uno-due servizio-dritto di quanto lo siano nel tennis moderno il tennis-champagne di Federer e il solito martellamento da fondo di Zverev, un canovaccio che poi forse, chissà, scaturisce nella volée, ma più spesso trova prima il punto risolutivo, di mera potenza.

Che cos’è che unisce allora questi due personaggi del tennis di vertice che vediamo continuamente spuntare fuori dal web? Sicuramente, la macchina mediatica, cioè i social media attivati dal furbo manager di Roger, socio in affari anche nella gestione del fortunato torneo-esibizione Laver Cup e dell’agenzia di marketing Team8, contribuisce in modo massiccio. Per lanciare il cliente numero 2 del gruppo, proprio Zverev, che è già salito al numero 3 del mondo (oggi è 7), ed è l’unico al di fuori dei famosi Super3 - Federer-Nadal-Djokovic - ad essersi aggiudicato già tre tornei Masters 1000 a cominciare da Roma 2017.

Zverev che, insieme a Rafa, è il secondo compagno abituale di Roger anche nelle esibizioni. L’ultima in Sud America, con l’eclatante record assoluto dei 42mila spettatori per il match di Città del Messico. Ed è sempre pronto ad ascoltare i consigli del maestro. Perché percepisce che ne guadagna tanti benefici. Come testimonia l’ultimo sprint sulla scia della Laver Cup, dopo una stagione così e così.

Abbiamo visto il giovane Sascha che palleggia nei posti più impensati col mitico Roger, sempre in Sud America,  che gigioneggia in campo da consumata “spalla” del Magnifico, che ride e scherza insieme al campione svizzero. E poi l’abbiamo visto che consola il Magnifico che ha avuto un crollo emotivo dopo la cancellazione dell’esibizione in Argentina a causa del coprifuoco imposto in città dalle proteste e dagli scontri in piazza.

Il filmato di ESPN con Roger che scoppia in lacrime negli spogliatoi per aver deluso i tifosi e Zverev che lo conforta è diventato virale. E stiamo vedendo i batti e ribatti scherzosi fra i due a proposito dell’ultimo premio vinto da Roger, ancora e sempre il più elegante tennista del decennio, secondo la rivista GQ. Con Sascha che racconta di aver votato più volte per lui.

E il Magnifico che se la ride beato e rilancia la sua scommessa sull’allievo, prossimo a firmare un torneo dello Slam. Anche se finora sulla distanza lunga del tennis, match al meglio dei cinque set e due settimane di torneo, s’è sempre arenato in fretta.

Come Lendl & Sampras anche la coppia Federer & Zverev è legata a doppio nodo dalla stima reciproca. Nel caso di Sascha anche da un episodio di una decina d’anni fa, quando il pargolo degli Zverev - papà Alexander senior e il fratello Mischa sono stati entrambe tennisti professionisti - era la grande promessa al seguito, e chiese timidissimo un autografo al grande Federer. Una pietra miliare nella evoluzione del bambino d’oro, come ha rivelato lui stesso in un’intervista: “Roger mi disse: “Se lavori duro, un giorno potremmo giocare l’uno contro l’altro da qualche parte”.

Il lavoro nobilita l’uomo, anche se ha le stimmate del campione.

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