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Campioni internazionali

Taylor Fritz, tutto sua madre?

La mamma del n.2 d'America, Kathy May, erede di una famiglia ricchissima, è stata numero 10 del mondo nel 1977. Ha raggiunto tre quarti Slam e sposato l'ex top 10 Brian Teacher. Ha avuto tre figli dai successivi due mariti. Che storia...

di | 10 dicembre 2019

A 17 anni, Kathy May chiamava le amiche per giocare a tennis. Sembra una scena comune, pomeriggi come tanti per una ragazza come tante. Ma il campo è nel giardino sul retro della villa dove abita a Beverly Hills. E non lontano c'è quella di Kirk Douglas, il padre di Michael. E le amiche si chiamano magari Billie Jean King o Rosemary Casals, la sua compagna di battaglie e di doppio. Di comune, nella vita di Kathy May, la madre di Taylor Fritz, c'è davvero poco.

 

Suo padre, David May, era tesoriere e vicepresidente della May Department Stores Co., il colosso dei grandi magazzini d'America. L'aveva fondato il bisnonno di Kathy, che si chiamava David pure lui, nel 1877. Da allora ha continuato a espandersi comprando magazzini locali e creando una rete di divisioni statali e regionali come entità autonome, tutte con a capo un membro della famiglia May. Fino al 2005, quando si fonde con i Federated Department Stores, oggi Macy's.

Ha iniziato a prendere una racchetta in mano a tre anni e mezzo; a sei colpiva anche di notte contro il muro di casa. Insieme ad Anita, la sorella di due anni più grande, ha preso lezioni con Carl Earn all'Hillcrest Country Club. Earn l'ha seguita per dieci anni, poi sono arrivati Pancho Segura e Tony Trabert, campione a Wimbledon e agli US Championships nel 1955, che la segue quando è già di capitano di Coppa Davis della nazionale Usa. "Tony mi aiuta a individuare i punti deboli nel gioco delle mie avversarie. Mi mostra le impugnature da usare, dove colpire la palla. Mi ha insegnato tanto" ha raccontato al Los Angeles Times.

 

Avere il campo nel giardino sul retro della villa è stato un vantaggio, ha ammesso Kathy, che ha vinto otto titoli nazionali prima di diplomarsi. Il padre ha accettato all'inizio di costruirlo perché costava meno che curare il prato. E poi, così, lei e Anita guadagnavano anche uno spazio per andare sul triciclo.

Kathy ha lunghi capelli color nocciola, un gioco a tutto campo, buone volée e colpi accurati. All'inizio, da junior, era più piccola delle avversarie. Poi in un anno è cresciuta di botto, di una ventina di centimetri. E per un po' questo le ha fatto perdere agilità; così Trabert le ha consigliato di correre qualche chilometro al giorno sotto la supervisione del coach della squadra di atletica di UCLA. Dopo la scuola, va a correre per tre quarti d'ora poi gioca una partita di allenamento con Tony o con giocatrici professioniste, quasi mai con atlete junior".

 

Preferisce le partite agli allenamenti. Si definisce come una ragazza calma, riservata. E qualche volta, durante le partite, l'impassibilità passa per scarso impegno. "Dalla sua faccia non capiresti se sta vincendo 6-0 o perdendo 6-0". Gioca meglio, spiega, "contro le avversarie di cui sono amica. Non mi piace affrontare giocatrici con cui non vado d'accordo: quando mi capita, penso più alla persona che ho di fronte e perdo concentrazione sulla palla".

Finito il liceo, desidera giocare più che andare al college. "Perché una ragazza bella, ricca e famosa prova ad avere successo nel tennis professionistico?" si chiede nel 1978 l'Annison Star, pubblicando un articolo che Charles Maher aveva scritto per il Los Angeles Times.

 

"Quando mi vengono dei dubbi, mio padre mi dice che potrei smettere col tennis se volessi. Ma dico di no. Mi piacerebbe fare dei soldi di mio, dimostrare che posso ottenere qualcosa nella vita di mio. E il tennis è quello che mi riesce meglio" spiega Kathy, come riporta l'Hartford Courant sempre all'inizio del 1978.

 

E' il momento migliore della sua carriera. Nel 1976, a vent'anni appena compiuti, vince il settimo, ultimo e più importante titolo della sua carriera, a Indianapolis. In finale supera la sudafricana Brigitte Cuypers 6-4 4-6 6-2. Porta a casa un assegno da 6.000 dollari, più del doppio di quanto aveva vinto dall'inizio della stagione (il torneo si gioca ad agosto).

 

Nel 1977 aveva raggiunto per la prima volta i quarti di uno Slam, al Roland Garros. Quell'anno a Parigi paga i tanti errori contro Janet Newberry che undici giorni prima aveva vinto gli Internazionali d'Italia. La partita, riportano le agenzie di stampa dell'epoca, è caratterizzata da un tennis difensivo e di bassa qualità.

 

Sale al numero 10 del mondo, il suo best ranking, nel luglio del 1977. L'anno successivo, nel 1978, centra due 'quarti' Slam. Al Roland Garros si ferma contro la campionessa in carica Mima Jausovec. Allo Us Open sorprende Betty Stove, testa di serie numero 7, e finalista a Wimbledon nel 1977, poi cede contro Wendy Turnbull, l'australiana che un anno prima a Forest Hills aveva giocato e perso la prima delle sue tre finali Slam in singolare (ha vinto nove major, 4 in doppio e 5 in doppio misto).

 

All'epoca, Kathy è fidanzata con Brian Teacher che ha avuto una grande carriera universitaria a UCLA (All-America quattro volte di squadra), chiusa prima di laurearsi, e sta scalando le classifiche del tennis maschile. Si conoscono da quando sono bambini. "Abbiamo giocato un torneo sull'erba per dilettanti in Pennsylvania quando avevo sedici anni circa e abbiamo iniziato a uscire insieme" racconta Kathy. Si sono persi di vista quando Teacher, di un anno e mezzo più grande, è andato al college. Ma si sono ritrovati.

 

"Cerchiamo di organizzare le nostre programmazioni in modo di essere a casa nello stesso periodo. Poi se perdo presto in un torneo, magari posso andare a vedere lui giocare e viceversa. In qualche modo, funziona" racconta. Se dovesse sposarsi e creare una famiglia, dice nel 1978, smetterebbe di giocare. "Se mi sposassi, vorrei stare tutto il tempo con mio marito. Se poi avessi dei figli, non potrei giocare".

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Ed è praticamente quello che succede. Nel 1979 centra gli ottavi allo Us Open, ultimo risultato di rilievo in carriera, e sposa Brian Teacher. Il matrimonio, però non dura molto. Quando mancano una decina di giorni a Natale, Teacher perde la finale del New South Wales Open a Sydney contro Fritz Buehning al tiebreak del terzo set. Chiama sua moglie, le vuole raccontare che ha mancato un match point, ma Kathy lo interrompe: “Voglio il divorzio”. Eppure l'ultima volta che si erano sentiti al telefono, avevano parlato di comprare una casa più grande, di creare una famiglia. D'istinto si cancella dall'Australian Open, che inizia una settimana dopo. Poi riceve un'altra telefonata. È David, il padre di Kathy. “Non tornare a casa per ora, non ti farebbe bene e non servirebbe” gli dice. Allora cambia idea, gioca l'Australian Open a Kooyong e lo vince. È il suo primo e unico Slam in singolare.

Kathy sposa un pompiere, Dom Paben, nel 1981. Ha due figli. Poi divorzia e si sposa di nuovo, con Guy Fritz, che è stato anche coach di CoCo Vandeweghe ed è il padre di Taylor, cui ha dato le prime lezioni a due anni.
Molti ex atleti non vorrebbero che i figli facessero il loro stesso sport, andando così incontro alla pressione del confronto con i successi dei genitori. Guy invece ha spinto Taylor verso il tennis. "Ma sarebbe andato bene anche se avesse scelto il baseball o il golf o qualunque altra cosa. Volevo solo che fosse felice" ha detto al Desert Sun nel 2013.

 

Taylor sviluppa un servizio potente e un rovescio a due mani affidabile, un tennis moderno opposto rispetto allo stile del padre. La mamma racconta che Taylor fosse molto dedito e concentrato al tennis già a otto anni, conosceva i meccanismi di punteggio. "Quando aveva 12 anni, avevo capito che fosse speciale" ha detto il padre.
A quell'età gioca un torneo Pro-Am con mamma Kathy che si fa male. Lui la convince a continuare a giocare, nonostante non potesse praticamente camminare e il torneo non fosse certo così importante. Ma con due genitori così, la voglia di vincere non sorprende. Taylor ha preso molto da mamma Kathy.

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