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Campioni internazionali

I punti deboli di Canada e Usa ce li dicono i dati: eccoli

Utilizzando le statistiche della stagione siamo andati scoprire dove sono più fragili i nostri avversari canadesi e americani nel girone delle finali di Coppa Davis di Madrid. Due le chiavi da sfruttare, ma non sarà facile.

di Gabriele Ferrara | 18 novembre 2019

Prima il Canada, poi - mercoledì - gli Stati Uniti. Dopo i grandi risultati di Berrettini e Fognini, e vista la crescita di Sonego, gli azzurri possono far bene anche sul cemento indoor della Caja Magica di Madrid in questa prima, storica edizione delle finali di Coppa Davis in sede unica. Certo, superare il girone non sarà affatto facile. Però i nostri avversari qualche punto debole, da sfruttare al massimo, ce l’hanno. Almeno secondo i dati… andiamo a scoprirli.

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Felix Auger-Aliassime è stata una delle grandi rivelazioni del 2019, chiuso al 21° posto del ranking ATP dopo tantissimi risultati di alto livello (si pensi alle finali raggiunte a Rio de Janeiro, Lione e Stoccarda, ma anche alla semifinale di Miami).

Nonostante il calo di rendimento registrato da Wimbledon in poi, ha dimostrato di essere uno dei giocatori più promettenti del panorama mondiale. Ci sono dubbi sulle sue condizioni fisiche a causa della distorsione alla caviglia sinistra patita in allenamento a Vienna. La sua completezza e capacità di prendere campo è notevolissima per essere un giocatore di soli 19 anni, come dimostra il suo nono posto nell’under pressure rating.


D’altra parte, quest’anno, ha fatto registrare un basso rendimento con la seconda di servizio, per cui è 69° per punti vinti con il 48,7%, mentre è addirittura sesto per doppi falli commessi a partita con 4,7. Come emerso nella semifinale di Miami contro Isner – al momento l’incontro più importante giocato in carriera – la disabitudine a giocare partite molto importanti potrebbe creargli più di un problema, motivo per cui i nostri giocatori dovranno essere abili a riproporgli situazioni in cui potrebbe avvertire la tensione.
Denis Shapovalov ha terminato la stagione ATP in modo positivo, culminata con il titolo di Stoccolma e la finale a Parigi-Bercy. Risultati che lo hanno portato al numero 15 del mondo.

Fenomenale nel generare velocità con tutti i fondamentali e nell’impedire all’avversario di prendere l’iniziativa, il ventenne canadese sembra sempre più pronto per esplodere definitivamente.

Grazie all’inserimento di Mikhail Youzhny nel suo staff tecnico sembra aver intrapreso un percorso che lo sta portando a essere più ordinato, o perlomeno meno caotico nelle proprie scelte.

Negli ultimi dodici mesi è migliorato notevolmente nella gestione dei propri turni di servizio, che si aggiudica nell’84,3% dei casi (quindicesimo posto, dopo che nel 2018 non era andato oltre il quarantaseiesimo). Anche se è in grado di trovare diversi vincenti anche con la risposta, nel 2019 non è andato oltre il quarantottesimo posto nel return rating.

Ciò nonostante, è molto bravo a trovare profondità in ribattuta, soprattutto da sinistra, dove trova l’angolo sinistro nel 56% dei casi.

Da questo punto di vista, per esempio, sarà molto importante vedere cosa riuscirà a fare Berrettini, che da quella parte ha più problemi nell’acquisire un vantaggio competitivo quando non riesce a spostarsi per colpire di dritto.

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Ci sarà anche Vasek Pospisil, tra le fila del Canada. Ha dovuto saltare i primi sei mesi dell’anno in seguito a un’operazione chirurgica alla schiena e attualmente è numero 149 del mondo, ma nel 2014 è arrivato fino alla 25a posizione del ranking. Reduce da un ottimo mese di ottobre con le vittorie ai Challenger di Las Vegas e Charlottesville, Pospisil è dotato di un ottimo servizio (in carriera ha una media di punti vinti con la prima pari al 76%), è molto bravo a prendere campo con il dritto e nella copertura della rete.

In un contesto particolarmente stressante come quello della Coppa Davis, potrebbero emergere i suoi problemi nella gestione emotiva delle partite, come dimostra il fatto che in singolare in Coppa Davis ha vinto 9 match su 19 (anche se ha conquistato 3 degli ultimi 4).

GLI STATI UNITI

Il 2019 di Frances Tiafoe si è rivelato meno positivo del previsto, come certificato dalle sole 23 vittorie su 50 partite disputate. Dopo i quarti di finale di Melbourne e a Miami non è mai riuscito a brillare in alcun torneo.

Ciò che colpisce è la sua involuzione nel suo rendimento nei momenti importanti, come si evince dal suo calo nell’under pressure rating: è passato dal 27° posto del 2018 al 72° di quest’anno, con una diminuzione del 30% nella percentuale di incontri vinti al set decisivo (dati ATP), comparto statistico nel quale solamente sette giocatori hanno un rendimento peggiore del suo.

D’altra parte, quest’anno è 21° per percentuale di tie-break vinti (58,8%, meglio di Berrettini, per esempio). Prima di entrare nei top 100, Tiafoe aveva lavorato moltissimo proprio sulla capacità di performare sotto stress, migliorando per esempio l’efficienza della sua seconda di servizio.

Il compito degli azzurri a Madrid sarà evidenziare il suo calo di fiducia e allungare la strada della sua ripresa.

Uno degli avversari più ostici per l’Italia sarà Reilly Opelka, passato in dodici mesi dal n.102 al 33 delle classifiche mondiali. Noto per la sua grande efficienza al servizio – è terzo per serve rating, terzo per punti vinti con la prima (80,7%) e quarto per game vinti al servizio con il 94% - lo statunitense ha dimostrato anche di muoversi piuttosto bene per essere alto 2,11 metri.

In grado di far male da fondocampo soprattutto con il diritto - ma anche con il rovescio - contro di lui la gestione mentale di ogni singolo passaggio dell’incontro sarà cruciale.

Oltre a essere penultimo per game vinti in risposta con il 9,8% e ultimo per palle break convertite con il 28,8%, ha problemi in ribattuta (soprattutto da sinistra), dove si giocano la maggior parte dei punti importanti e dove non supera la metà campo nel 41,9% dei casi.

Essere precisi da quella parte potrebbe dunque essere una chiave, se si pensa per esempio che il rendimento al servizio di Fognini non supera il 60% quando non riesce a trovare un angolo con la battuta, mentre quando ciò accade vince circa il 70% dei punti.

Come gli altri suoi connazionali, Taylor Fritz è un giocatore estremamente abile al servizio. È proprio in questo modo che riesce a ottenere tantissimi punti, come dimostrato dal suo 12° posto nei punti vinti con la prima (76,5%), mentre in risposta è addirittura 75° per efficienza complessiva, con un pessimo 34,1% nelle palle break convertite.

Fritz fatica negli spostamenti laterali, specialmente verso destra dopo essere stato attaccato sul rovescio. Inoltre da destra risponde entro il rettangolo del servizio il 30,4% delle volte, motivo per cui Fognini contro di lui dovrà essere bravo a prendere campo il più possibile, mentre Berrettini potrebbe avere vita facile nella maggior parte dei propri turni di servizio.

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