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Campioni internazionali

Krawietz e Mies, il ballo dei debuttanti

I tedeschi hanno vinto quest'anno il Roland Garros alla prima partecipazione. Esordienti alle ATP Finals, si giocheranno la qualifixazione alla semifinale contro Cabal e Farah.

di Alessandro Mastroluca | 14 novembre 2019

Un mese così può cambiare la vita. In poche settimane, Kevin Krawietz e Andreas Mies sono passati dal successo al Challenger di Heilbronn al trionfo al Roland Garros. Alla prima partecipazione, sono diventati la prima coppia tedesca a vincere uno Slam in doppio maschile nell'era Open. In stagione, avevano già conquistato il primo titolo ATP a New York su Jean-Julien Rojer e Horia Tecau, l'unico duo presente al Masters che abbia già vinto il torneo in passato.

 

Dopo Parigi, il contraccolpo della popolarità si è fatto sentire. Hanno vinto solo due partite su dieci fino allo Us Open. L'ultimo Slam dell'anno avvia un finale in crescendo: semifinale a Flushing Meadows e a Parigi Bercy, terzo trofeo del 2019 ad Anversa in finale si Rajeev Ram e Joe Salisbury.

Krawietz, 27 anni, aveva già vinto uno Slam, a Wimbledon 2009 da junior con Pierre-Hugues Herbert. Ha incontrato Federer, il suo idolo, al ballo di gala; ha lasciato Coburg, dove è nato, per Monaco di Baviera dove si è allenato fino al 2017 alla Tennisbase Oberhaching. Tifoso del Bayern Monaco e di Dirk Nowitzki, stella tedesca che ha fatto epoca in NBA ai Dallas Mavericks, si definisce una persona con cui è facile andare d'accordo. Gli è più difficile, però, prendere decisioni.

 

Mies, 29 anni, ha iniziato a giocare a sei anni ispirato dal fratello, poi ha continuati guidato negli anni dall'ammirazione per Boris Becker, Tommy Haas e Roger Federer. Nel 2010 ha scelto di trasferirsi Negi Usa. Si è laureato in economia internazionale alla Auburn University, ma si interessa anche di aspetti psicologici. Ha raccontato, sul suo profilo per il sito ATP, di aver particolarmente apprezzato un classico della psicologia dello sport, “Il gioco interiore del tennis. Come usare la mente per raggiungere l'eccellenza” di Timothy Gallwey. E di aver amato il film “Le ali della libertà”, la storia dell'amicizia fra due detenuti, con il volto di Tim Robbins e Morgan Freeman, considerato dall'American Film Institute fra i 100 migliori film statunitensi di ogni epoca.

 

Ambizioso e impaziente, Mies ha avuto diversi infortuni che lo hanno convinto a dedicarsi soltanto al doppio. Ha giocato tanto con Oscar Otte, che per un certo periodo sembrava imbattibile tra Futures e Challenger ma non ha poi mantenuto le promesse nel circuito maggiore. Nel 2018, quando Otte decide di concentrarsi sul singolare, ha iniziato a giocarlo con Krawietz, che però nutriva ancora ambizioni di far carriera “da solo”. E' riuscito anche a entrare due volte nei tabelloni Slam, ma a fine anno i due hanno raggiunto la settima finale Challenger a Eckental e sono entrati in top 100 nel ranking di doppio. La decisione di abbandonare il singolare viene naturale.

 

Dopo l'Australian Open giocato con partner diversi, a New York conquistano il primo titolo ATP su Santiago Gonzalez e Aisam-Ul-Haq Qureshi. Il Roland Garros è una svolta. Battono al secondo turno Nicolas Mahut e Jurgen Melzer, teste di serie numero 13. E al terzo Oliver Marach e Mate Pavic, quarti favoriti del tabellone. In una finale fra due coppie non teste di serie, battono Jeremy Chardy e Fabrice Martin.

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Dopo quel trionfo, ha ammesso Mies a Sportschau, “ci siamo messi addosso troppa pressione”. Hanno avuto bisogno di un po' di tempo per abituarsi alla maggiore attenzione, alla richiesta di conferenze stampa dopo le partite nei grandi tornei, alle dozzine di ragazzini che li hanno fermati a Halle per un autografo o una foto. “Giochiamo a tennis per questo, per ispirare i giovani a provare il doppio”.

 

In un anno e mezzo, a parte una piccola discussione durante un allenamento a Ginevra per un suggerimento di Mies che Krawietz ha mal interpretato, dicono di non aver mai litigato. Si completano, sono ghiaccio e fuoco. Kevin è più rilassato, Andreas più emotivo. Hanno stili diversi anche in campo, ma l'attrazione degli opposti funziona.

 

Al Masters hanno iniziato con una vittoria su Rojer e Tecau al match tiebreak, per poi cedere contro Pierre-Hugues Herbert e Nicolas Mahut. Seconda coppia tedesca alle ATP Finals dopo Jurgen Fassebender e Hans Pohmann nel 1975, si giocheranno la qualificazione alla semifinale contro Cabal e Farah, i numeri 1 del mondo che hanno perso le prime due partite di questa edizione. Per passare da debuttanti al gran ballo a futuri maestri.

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