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Campioni internazionali

Herbert e Mahut, amici come prima

Dopo il successo all'Australian Open a inizio anno, l'amicizia tra i due francesi si rompe. Herbert vuole dedicarsi al singolare, poi accetta l'offerta di andare in doppio a Wimbledon con Murray. Mahut la prende malissimo. Dal torneo di Vienna, però, sono tornati a giocare insieme.

di Alessandro Mastroluca | 13 novembre 2019

Il trionfo all'Australia, il "tradimento", il perdono, il ritorno, l'attesa di un lieto fine. Nicolas Mahut e Pierre-Hugues Herbert hanno iniziato le ATP Finals con due vittorie su Cabal e Farah e su Krawietz e Mies, i tedeschi vincitori a sorpresa del Roland Garros. Il 2019 della coppia francese ha i colpi di scena del grande cinema. 

Se fosse un film, la storia di questi due amici che si sono perduti e ritrovati, inizierebbe a Melbourne con la festa per la conquista dell'Australian Open: è proprio grazie a questo titolo Slam che i due francesi si sono garantiti un posto alle ATP Finals. Il regolamento infatti prevede la possibilità di partecipazione per una coppia che abbia vinto uno Slam nell'arco della stagione ma non sia tra le prime otto a fine anno.
La gioia, però, ha breve durata. Herbert a Marsiglia batte Denis Shapovalov e Tomas Berdych, che ha ufficializzato il suo addio al tennis, e sale al numero 36 del mondo. Gli si aprono prospettive inattese: un piccolo passo e potrebbe diventare testa di serie negli Slam. Sembra incredibile. Così, comunica a Mahut, all'amico, al fratello Mahut, che vuole provare a dedicarsi di più al singolare. "Ho pensato: in fondo ho 27 anni, se non ci provo adesso, non lo faccio più". Il piano però non va come previsto. A Indian Wells, il coach Fabrice Santoro gli annuncia che inizierà a lavorare con il canadese Milos Raonic. "Lo capisco, per lui era una grande opportunità come allenatore. Però in quel momento è stato come darmi una mazzata sui piedi".

Il film ideale di questa stagione prosegue con la scena chiave, alla Caja Magica di Madrid. Jamie Delgado, coach di Andy Murray, avvicina Herbert durante il Masters 1000 di Madrid. Gli dice che lo scozzese sta cercando un compagno di doppio per Wimbledon. Il primo pensiero di Herbert è di dirlo a Mahut. "L'avevo messo nei casini quando avevo deciso di non giocare il doppio, ho pensato: facendo coppia con Murray, potrebbe fare un'esperienza eccezionale". Ma c'è un retro-pensiero. Lo scozzese potrebbe giocare solo per vedere l'effetto che fa, Mahut può puntare a vincere il titolo: e infatti, in coppia con Roger-Vasselin perderà solo in finale al termine di un match straordinario.

Allora, Herbert accetta. Giocherà con Murray, che intanto la settimana prima di Wimbledon vince il Queen's in coppia con Feliciano Lopez. Tutta la Gran Bretagna omaggia il suo rientro e invoca addirittura il suo trionfo ai Championships. 
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La questione si fa seria. Anche perché Mahut quella decisione dell'amico, che l'ha abbandonato per giocare il singolare e poi ha deciso di tornare in doppio con un altro partner, non la accetta proprio. I rapporti restano tesi. Un giorno si ritrovano sullo stesso campo d'allenamento, e Mahut comincia a tirare fortissimo, confessa Herbert all'Equipe. "Me lo ricordo bene, è stato terribile" ha detto. Durante il torneo non si incontrano. Mahut però continua a non volergli parlare, a non guardarlo nemmeno in faccia. Gioca con il figlio d'arte Edouard Roger-Vasselin. Suo padre Cristophe riuscì a battere Jimmy Connors nei quarti del Roland Garros 1983. Perse contro Yannick Noah, che avrebbe vinto il titolo. Erano i primi francesi in semifinale nello slam di casa dal 1972, quando ci arrivò Patrick Proisy, il cognato di Noah. Mahut e Roger-Vasselin, dopo la finale a Wimbledon, vincono il titolo a Tokyo, centrano la finale a Metz e la semifinale a Shanghai. L'amicizia, però, è un sentimento difficile da eliminare. Il tempo spesso cancella i ricordi negativi e salva tutto il buono che c'è stato. Se è abbastanza forte, tanto basta per poter ricominciare.

Ed eccola, l'ultima sequenza. Se fosse un film, adesso il regista porterebbe lentamente gli spettatori dentro la Wiener Stadthalle, dove si gioca l'ATP 500 di Vienna. Herbert e Mahut tornano a giocare insieme. Il filo di un'amicizia durata quattro anni e interrotta per più di quattro mesi si riannoda. "Ci abbiamo messo poco a tornare noi stessi, a rivivere le stesse sensazioni in campo e fuori. Abbiamo ritrovato il nostro livello e sono arrivati anche i risultati". Hanno vinto il titolo a Parigi Bercy e iniziato le ATP Finals con una vittoria all'esordio. "Qui bisogna essere al massimo già dalla prima partita" ha detto Mahut. "Singolo e doppio" spiega Herbert, "sono due specialità totalmente diverse. Se giochi solo in singolare non sviluppi i riflessi a rete, perché non ti trovi a renta centimetri dal nastro con l'avversario che copisce a tutto braccio".

Ma i risultati, ha all'Equipe Herbert che adesso è seguito da Benjamin Balleret, non sono tutto. "Sono felice di aver ritrovato Nicolas. Ci siamo parlati, chiariti, e abbiamo ritrovato quella complicità che era la nostra forza in campo. Siamo pronti a dare tutto l'uno per l'altro". 

GIRONI E CLASSIFICHE

GRUPPO BJORKMAN - (vittorie - set vinti/persi - game vinti/persi)

R.Klaasen/M.Venus 2/0 4/0 24/14

L.Kubot/M.Melo 1/1 2/3 18/22

R.Ram/J.Salisbury 1/1 2/3 17/21

I.Dodig/F.Polasek 0/2 2/4 19/21

 

GRUPPO MIRNYI - (vittorie - set vinti/persi - game vinti/persi)

P.Herbert/N.Mahut 1/0 2/0 13/8

K.Krawiets/A.Mies 1/0 2/1 12/12

J.Rojer/H.Tecau 1/1 3/3 24/21

J.Cabal/R.Farah 0/2 1/4 17/25

 

RISULTATI E PROGRAMMA

mercoledì 13 novembre

(6) Jean-Julien Rojer/Horia Tecau (NED/ROU) b. (1) Juan Sebastian Cabal/Robert (COL)62 57 10-8

(1) Rafael Nadal (ESP) b. (4) Danil Medvedev (RUS) 67(3) 63 76(4)

(3) Kevin Krawietz/Andreas Mies (GER) c. (7) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA)

(6) Stefanos Tsitsipas (GRE) c. (7) Alexander Zverev (GER)

 

martedì 12 novembre

(5) (4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR) b. (8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK) 36 63 10-6

(3) Roger Federer (SUI) b. (8) Matteo Berrettini (ITA) 76(2) 63

(5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) 63 64

(2) Novak Djokovic (SRB) c. (5) Dominic Tiem (AUT)

 

lunedì 11 novembre

(3) Kevin Krawietz/Andreas Mies (GER) b. (6) Jean-Julien Rojer/Horia Tecau (NED/ROU) 76(3) 46 10-6

(6) Stefanos Tsitsipas (GRE) b. (4) Daniil Medvedev (RUS) 76(5) 64

(7) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) b. (1) Juan Sebastian Cabal/Robert (COL) 63 75

(7) Alexander Zverev (GER) b. (1) Rafael Nadal (ESP) 62 64

 

domenica 10 novembre

(5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR) 63 64

(2) Novak Djokovic (SRB) b. (8) Matteo Berrettini (ITA) 62 61

(2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) b. (8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK) 46 64 10-5

(5) Dominic Tiem (AUT) b. (3) Roger Federer (SUI) 75 75

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