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Campioni internazionali

Rivoluzione Bianca: Andreescu regina di personalità

La canadese di origini rumene, classe 2000, è arrivata come un tornado sulla stagione del tennis femminile: con le vittorie a Indian Wells, a Toronto e agli Us Open ha dimostrato di essere pronta a recitare da protagonista a lungo. Mentre fuori dal campo, sui social e nella vita, dimostra personalità da vendere.

di Lorenzo Andreoli | 03 novembre 2019

Un anno da record per lasciarsi scoprire da tutto l’universo del tennis. Il ritiro dalle Wta Finals di Shenzhen per un problema al ginocchio accusato nel match con Karolina Pliskova lascia l’amaro in bocca a Bianca Andreescu, senza cancellare però una stagione strepitosa (qui una gallery). Giovane, ambiziosa e già incredibilmente matura, la canadese è pronta a dominare il circuito.

Personalità da vendere

Bianca Andreescu nasce il 16 giugno del 2000 a Mississauga, in Ontario, da papà Nicu (ingegnere) e mamma Maria (supervisore capo per una società di investimenti), romeni emigrati in Canada nel 1994. All’età di sei anni Bianca torna in Romania con la madre ed è lì che un anno più tardi prende in mano la racchetta per la prima volta, sui campi di un circolo di Pitesti. La piccola “Bibi” sprizza energia da tutti i pori e, almeno inizialmente, nella sua vita c’è spazio per altri sport come ginnastica e pattinaggio. Il cuore, però, batte per il tennis e compiuti dieci anni entra a far parte del Regional Training Center di Tennis Canada, a Toronto, dove i tecnici federali decidono di puntare su di lei per il futuro. Archiviati gli studi con il diploma di scuola superiore, conseguito on line alla Bill Crothers Secondary School di Unionville, è ora di far parlare il campo.

Lasciare il segno

I successi in prestigiosi tornei giovanili come Orange Bowl e Les Petits As, cui si aggiungono diversi ottimi piazzamenti Slam, proiettano presto la teen-ager canadese sul gradino più basso del podio del ranking Junior. Sul finire del 2016 è Simona Halep, punto di riferimento per Bianca insieme a Kim Clijsters, a spingerla al passo decisivo verso una carriera da professionista: il resto è storia. Tra il 2017 e il 2018 arrivano quattro titoli Itf, prima della definitiva consacrazione in un 2019 da incorniciare nonostante diversi infortuni.

Gli US Open (primo Slam per una giocatrice canadese), due Wta Premier (Indian Wells e Toronto), le mani sulla quarta posizione della classifica mondiale e tanto, tanto altro. In grado di adattarsi bene a tutte le superfici il suo è un tennis imprevedibile, ricco di colpi potenti, tagli, smorzate e variazioni. “Riesco a sognare ogni giorno – ha dichiarato in passato –, vorrei diventare numero uno del mondo e vincere più Slam possibili. Mi piacerebbe cambiare lo sport e fare qualcosa di importante per il tennis femminile, lasciando il segno”. Talento e carattere.

L'esplosione social

“Make it happen”: “Rendilo possibile”. Sono queste le prime tre parole nelle quali ci si imbatte visitando il profilo Instagram della canadese. Niente di cui stupirsi, tutto sommato, dopo aver ammirato la rapida scalata al successo della diciannovenne di Mississauga. Un exploit da fantascienza, sottolineato da una vistosa crescita dei followers su tutti i social. Ne è passata di strada dal primo post, pubblicato il 25 settembre del 2014 da una ragazzina pronta ad affacciarsi nel tennis dei grandi.

Le arance dell’Orange Bowl, gli auguri di buon compleanno al papà, qualche attimo di relax tra un torneo e l’altro: in campo e con lo smartphone, Andreescu è sempre pronta regalare un sorriso a tutti i suoi fan. Tennis, ovviamente, ma anche sport a tutto tondo. Immancabili alcuni scatti alla Scotiabank Arena per le gare interne dei Toronto Raptors di Nba, al Roger Centre per i Blue Jays di baseball e al Saputo Stadium per il big match calcistico tra i Montreal Impact e il Toronto Football Club. Poco più di 195 mila i seguaci su Twitter, spesso utilizzato da Bianca per lasciare il doveroso spazio agli sponsor e per simpatici botta e risposta con alcuni colleghi. Imprevedibile su tutta la linea.

Il segreto? La testa

Sette vittorie nei primi sette incontri con top 10, gioco spumeggiante e personalità da vendere. Il segreto? Tanto lavoro sul campo con coach Sylvain Bruneau e la meditazione. “Un anno fa mi deprimevo e mi venivano spesso pensieri negativi – le sue parole dopo il trionfo di Flushing Meadows –, rompevo racchette, anche in allenamento, ma ho visto che non funzionava comportarmi così. Ho chiesto aiuto e consiglio ad altre persone, e ho imparato ad avere una visione positiva anche nelle difficoltà. Faccio spesso meditazione, cercando di immaginare e visualizzare situazioni che potrebbero capitare nei match, e immagino come potrei risolverle. A questo livello tutte sanno giocare bene a tennis, la cosa che separa le campionesse dalle altre è l’attitudine mentale”.

Bianca Andreescu vince e convince, in campo e fuori. Nei suoi occhi e nelle sue parole si intravede già la maturità della veterana, una veterana di appena diciannove anni. Il presente è scintillante, il futuro ancora tutto da scrivere. “Nella vita non avrai mai solo fasi positive, devi sempre continuare a lottare per i tuoi sogni, insistere, e credere che ci potranno essere momenti migliori in seguito, questo ti può far superare le difficoltà”.

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