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Campioni internazionali

Ruud-Kyrgios, botta e risposta

"In campo si comporta come un idiota", dice il Next Gen norvegese tornando sull'episodio agli Internazionali BNL d'Italia. "La prossima volta dimmelo in faccia", twitta l'aussie ribelle

di Vincenzo Martucci | 25 ottobre 2019

Lui dirà che è stato provocato. Lui farà spallucce e sparerà l’ennesimo sorrisetto sardonico. Lui, Nick Kyrgios, non riuscendo ad imporsi con continuità col suo tennis, ci sta prendendo gusto al ruolo di “bad boy” che miete nuovi adepti fra i ribelli, gli scontenti, i polemici a prescindere, soprattutto i giovanissimi a caccia di esempi. Ma deve stare attento. Appare sempre più come un bullo da strada, uno di quelli grandi e grossi che una volta rubavano la merendina ai compagni di classe e oggi spogliano di cellulari e snickers i coetanei in metropolitana. Perché Casper Ruud, il norvegese diligente e ordinato, tanto simile al primo della classe perfettino dei nostri giorni a scuola, sbaglia quando rispolvera i fattacci di maggio a Roma, e sbaglia ancor di più quando, commentando quel 6-3 6-7 2-1, dice: “Quando mi incontrò fece davvero il pazzo. Fu bello vincere. Se ho fatto festa dopo la vittoria, sinceramente non mi importa per niente. E’ un problema d Kyrgios se in campo si comporta come un idiota”. Ma riassume il pensiero comune. Ed è difficile dargli torto.

Perché, cinque mesi fa, l’australiano, schiacciato dalla pressione di quel gioco ripetitivo e solido da fondocampo, contro un avversario che arrivava su tutte le palle e lo costringeva a scambi sempre più lunghi, sulla complicata terra rossa, al culmine di proteste, urlacci, ammonizioni e frustrazione, lanciò una sedia in campo e fu squalificato. Rimediando l’ennesima multa. E dando ragione alle parole dell’avversario: “Ho letto in giro che ha criticato come ho festeggiato la vittoria. Ok, è stato squalificato, ma agli atti rimane che, vincendo la partita, ho preso 90 punti in classifica e ho guadagnato 50mila dollari. E se guardo ai testa a testa fra noi due, vedo che stiamo 1-0 per me. Perché non avrei dovuto festeggiare?”.

La risposta di Kyrgios, magnifico interprete dei social media ai quali è incollato giorno e notte da bravo adolescente Doc, è ruvida e violenta come lui. Primo cinguettio: “Hey @CasperRuud98, la prossima volta che hai qualcosa da dirmi mi piacerebbe lo facessi guardandomi in faccia. Sono sicuro che poi non muoveresti più tanto la bocca. Fino ad allora io continuerò a guardare la vernice che si asciuga mentre giochi a tennis, noioso come sei”. Secondo cinguettio: “Però capisco perché tu debba ancora parlare di me, la gente non sa neanche che giochi a tennis. Buona fortuna per Milano, campione“.

Ruud, che compie 21 anni il 22 dicembre, ed è numero 61 del mondo, si è infatti qualificato fra i magnifici 8 per le Next Gen Finale del 5-9 novembre al Palalido di Milano. Mentre Kyrgios, che di anni ne ha 24, ed è 30 della classifica, è fermo per infortunio dal ko di fine settembre a Zhuhai con Seppi e dovrebbe rientrare in gara a novembre in coppa Davis con la sua Australia. Ma, dopo le critiche all’Atp: “E’ corrotta”, contestando la multa di 100 mila dollari rimediata a Cincinnati per aver insultato un arbitro ed aver rotto le solite racchette, aveva indotto la commissione disciplinare a infliggergli 16 settimane di squalifica con la condizionale, che scatteranno immediatamente in caso di nuove violazioni. Con l’obbligo di farsi seguire da uno psicologo per il controllo della rabbia.

Questa nuova reazione, sia pur provocata, può riaprire la pratica e procurargli nuovi guai? I toni e le parole della risposta sono sicuramente forieri di guai: che succederà quando i due si incroceranno la prossima volta a un torneo?

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