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Campioni internazionali

Kiki tradita: “Big Sascha” le preferisce Kim

Coach Bajin dopo sei mesi di lavoro con la Mladenovic, rilanciata nel gioco e in classifica, passa ad allenare l’ex n. 1 del mondo Clijsters in vista del ritorno nel 2020: “Potevamo raggiungere ancora tanto insieme, ma non posso cambiare la sua opinione”

di Vincenzo Martucci | 23 ottobre 2019

“Come può preferire lei a me? Io ho 26 anni e sono la wonder woman del tennis, lei di anni ne ha 36, da 7 non gioca, non ha più una classifica, chissà come sta, chissà se mai tornerà competitiva e a che livello. Come può lasciarmi dopo sei mesi, proprio ora che sto decollando? Come può farmi questo?”. Povera Kristina Mladenovic, da quarantott’ore si sta chiedendo questo ed altro, struggendosi e versando anche qualche lacrimuccia per il repentino addio di coach Sascha Bajin. Lei, Kiki la bionda valchiria dal dritto che spacca, con quelle gambe lunghe e affusolate, lei che tiene in scacco i media di Francia, l’ex amica Caroline Garcia e il cuore del collega Dominic Thiem. Lei, proprio lei, è stata spogliata di tutte le sue nuove certezze ed è tornata una delle tante ragazze del tennis che cercano disperatamente la loro strada e ancor più disperatamente la sbagliano, e sono costrette a ripartire da zero.

L’amarezza di Kiki “tradita”

Anche lei è stata tradita come avviene nella vita di tutti i giorni a qualsiasi donna da un uomo qualsiasi, che passa ancor di più col “nemico”. Perché il compagno di intere giornate insieme, di allenamenti e chiacchierate, di sacrifici e di viaggi si allea con una rivale, non più bella, ma probabilmente più forte, in cui crede di più. Che botta per la francese di genitori slavi: a fronte di buoni risultati, dopo sei mesi di cura fisica, tecnica, tattica e, soprattutto, psicologica, si stava proprio rigenerando, e invece all’improvviso si è vista accantonare per una scommessa. “Mi è piaciuto il lavoro che abbiamo fatto insieme, abbiamo avuto delle belle vittorie e ho davvero ricominciato a credere che il mio gioco fosse pronto a decollare. Penso che avremmo potuto raggiungere ancora tanto insieme ma non posso cambiare la sua opinione”, ha protestato su twitter.

Bajin e la rottura con Osaka

Niente da fare. Sascha il bello e impossibile, 35enne tedesco di origini serbe, appena 1149 da tennista pro, che s’è fatto le ossa per otto anni come sparring partner di Serena Williams, è fatto così. Salutò bruscamente la sua famosa amica e cliente perché lei non si fidava di affidarsi a lui anche come guida tecnica. Ha fatto lo stesso tentativo con Azarenka, Stephens e Wozniacki. Ha investito per due anni sulla fiducia, con Naomi Osaka, l’ha portata a vincere due Slam e a salire al numero 1 del mondo. Ma, quando, a gennaio, ha battuto cassa, invano, subito dopo gli Australian Open di quest’anno, come dicono i più - anche se le parti interessate negano si sia trattato di vil pecunia -, umiliato ed offeso, ha lasciato di botto la nuova eroina dello sport e del mercato giapponese, e si è negato al successivo grido d’aiuto della nippo-statunitense. Che era entrata in crisi.

La nuova sfida di “Big Sascha”

Da aprile, s’è legato alla Mladenovic, riportandola dal numero 68 al 39 del mondo. Poi, evidentemente, “Big Sascha” s’è convinto che Kiki non avesse nuovi margini di miglioramento o che non potesse guarire da certi repentini e inspiegabili cali di tensione. Oppure, non ne ha potuto più del regime particolare del clan Mladenovic, con troppi familiari ex atleti a mettere becco: da mamma Dzenita (ex pallavolista), a papà Dragan (ex giocatore di pallamano) al fratello Luka (calciatore). O, più semplicemente, com’è nella sua natura, è stato stuzzicato dalla nuova sfida. Così, da subito, passa con l‘ex numero 1 del mondo Kim Clijsters per prepararla al 2020. La belga non può più contare sulla presenza quotidiana del suo mentore, Carl Maes, ora impegnato a tempo pieno nell’accademia che i due hanno insieme e che ha perso un po’ il passo col tennis professionistico. Ancor più delle donne.
Povera Kiki, sedotta e abbandonata.

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