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Campioni internazionali

Martina la contestatrice

Navratilova, fra politica e gioventù: "Contesto Trump, i giovani continuano a deludere”

di Vincenzo Martucci | 11 luglio 2019

Martedì sera, Martina Navratilova ha dovuto togliersi il cappellino con su scritto “Impeach”, mentre giocava il torneo delle leggende di Wimbledon insieme a Cara Black, contro Anne Keothavong-Arancia Sanchez. Ce l’aveva col presidente Usa, Donald Trump, ed è incorsa in una del regole più ferree dei Championships che impone, fra i limiti del vestiario il divieto di “mostrare dichiarazioni politiche”. La 62enne mancina ceca naturalizzata statunitense che detiene il primato di singolari vinti ai Championships, con nove trofei, si è giustificata così: “Scusatemi, mi ero dimenticata di averlo su”.

Sorpresa Coco, delusione Naomi

Martina, parliamo di tennis: lei è rimasta folgorata da Coco Gauff, qui a Wimbledon.
“Qui a Wimbledon è nata una stella. Non avevo mai visto nessuno venir fuori così prepotentemente al primo Slam. Ho la sensazione che trascenderà il gioco: lo desidera, vive per questo, è nata per questo”.

Invece Naomi Osaka sembra essersi eclissata.

“A Parigi erano tutti pronti a impallinarla, volevano tutti battere la numero 1, incoraggiati dal fatto che ci giocavano sulla terra. Che è la sua peggior superficie. Io penso che può giocare dappertutto, il problema è che non è più arrivata nemmeno una finale. Sembra che abbia ben digerito la separazione da coach Sascha (Bajin), ma poi a Wimbledon ha perso di nuovo con Putintseva”.

Serena è sempre lì

Anche Anisimova ha perso presto, e Bianca Andreescu è ancora ferma per i problemi alla spalla.
"Ogni volta che diciamo: 'Questa è quella giusta', poi, o non ha il gioco o non ci crede o le mancano le gambe. E ci dice che abbiamo torto. Bianca era venuta fuori all’improvviso, ha belle mani e combattività, spero di rivederla presto sviluppare il suo gioco”.

E alla fine viene sempre di nuovo fuori Serena.
“Ha giocato Parigi senza partite prima, praticamente dopo gli Australian Open ne aveva giocate solo quattro. Ma è l’unica che può arrivare a uno Slam impreparata, venir fuori alla distanza e vincere il titolo”.

Parliamo sempre di over 30.
“Quand’avevo io trent’anni continuavamo a chiedermi come facessi a giocare ancore e quando mi sei ritirata. Ora che ne hanno 31 e più sono tutti a elogiarli: è bello che la longevità si estenda così tanto. Giocano di meno, si prendono maggior cura dei loro corpi, viaggiano su aerei privati… Io, la prima volta che andai in Australia, volai per 40 ore! Vediamo quanto forte i giovani spingeranno e miglioreranno, e quindi quanto busseranno davvero alla porta”.