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Campioni internazionali

Lui è Roger, ce l’ha detto 100 volte…

Con una prestazione delle sue Federer riesce a spuntarla su un eccellente Kei Nishikori. E’ la sua centesima partita vinta nel torneo che ha centrato più di chiunque altro: 8 volte. Ma è anche la 13esima semifinale: un altro record. E venerdì ci sarà la 40esima edizione del classico “Fedal”

di Enzo Anderloni | 10 luglio 2019

Quando Roger si piega in avanti, rigirando ritmicamente la racchetta in mano e ti guarda con gli occhi a fessura, non sta preparandosi a rispondere al servizio. Sta cercando la falla che c’è dentro di te, il punto debole del tuo gioco, la maglia che non tiene. Guarda, affilato. Gioca, corre, aspetta. Cerca.

E prima o poi lo trova quello spiraglio dove non sei coperto, anche se stai giocando benissimo come Kei Nishikori oggi sul Centre Court di Wimbledon.

E’ partito fortissimo il giapponese, che tante volte ha dimostrato, quando è in giornata, di poter mettere in difficoltà 'il Più forte di Sempre'. Non a caso l’ha battuto 3 volte nelle 10 sfide precedenti a questi quarti di finale dei Championships. E oggi era in giornata.
Ha strappato subito il servizio a Federer e poi ha pressato, spinto forte. Ha condotto il gioco sembrando più veloce, più reattivo. In un attimo si era 2-0 e 0-40 sulla battuta dell’otto volte vincitore del torneo, record storico.

Poi il dinosauro bianco con racchetta nera, si è dato una scrollata. Ha srotolato i dischi vertebrali e piazzato 5 punti di fila, riuscendo a tener stretta quella battuta.

Da lì è cominciata la partita vera. Nel primo set si è trattato di una caccia: quella ricerca del punto dove affondare il coltello del gioco, per recuperare terreno. Nishikori davanti, veloce, aggressivo propositivo. Federer spesso a rincorrere ma gradatamente sempre più vicino alla preda.

Un partitone, su un campo per la prima volta più brandizzato Giappone che Wimbledon: i contendenti vestono sì in bianco, ma con lo stesso marchio sulla maglia, che spicca scritto su fondo rosso, di abbigliamento casual del Sol Levante. Un’anomalia nel mondo degli specialisti sportivi, che rende davvero unica la situazione.

Non ce l’ha fatta il predatore a salvare il primo set (Nishikori l’ha incamerato 6-4) ma da quel momento sulla battuta dello Swiss Maestro non si è giocato più. E come accade in questo casi, quella dell’avversario diventa più debole.
Nella rincorsa, parzialmente vana, Federer aveva trovato il varco per rimettere la testa davanti. Per imporre il suo ritmo variabile al posto di quello sempre uguale ma ossessivo e troppo veloce per lui, del 29enne di Shimane.

Così la seconda partita non era una partita: 6-1 Svizzera in una manciata di minuti.

Si ripartiva nel terzo set, con maggiore equilibrio. Più facilità per Federer nel tenere il servizio, tante occasioni anche per strapparlo all’avversario che però si salvava sempre molto bene, specie con il servizio esterno da sinistra, spesso in versione 'ace'. Ma il cacciatore di Basilea era in agguato e sul 3-3, nel classico settimo game, quello che di solito decide l’inerzia del set, il menù è stato il seguente: tre 'rispostone' (due di diritto, una di rovescio) e una meraviglia assoluta sulla palla break: risposta tagliatissima di rovescio incrociata e clamoroso lungolinea di diritto, colpito di controbalzo che ha lasciato fermi tutti, impietriti. Non solo Nishikori.

Arrivava così, dopo un’ora e 54 minuti il 6-4 che portava Federer in vantaggio . E lo stesso copione, splendido, altalenante, avvincente, è andato in scena nel quarto set, in bilico fino all’ultimo, deciso da un solo break ma chiuso da Sua Maestà con un ace dopo 2 ore e 36 minuti. 

In tribuna ad ammirare festosamente la sua 100esima partita vinta a Wimbledon, la 13a semifinale quel Rod Laver al quale Roger ha dedicato addirittura una nuova competizione a squadre di grande successo, la Laver Cup. E il principe Alberto di Monaco, e la direttrice di Vogue Anna Wintour e...

Ora sarà "Fedal", Roger Federer contro Rafael Nadal, per l’ennesima volta, la 40esima. Ma è bello rimanere per un attimo sul momento, negli occhi il nastro delle immagini dell’ennesimo splendido match regalato dal grande signore dei campi verdi.
Da non perdere stasera nella differita proposta alle 23.30 da Supertennis, in tv e, orgogliosamente, su questo sito.