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Campioni internazionali

Trottolino Davis: fortuna, fede e la dieta di papà!

La statunitense elimina la mancina di Brema, campionessa in carica. E pensare che era entrata in tabellone come lucky-loser...

di Vincenzo Martucci | 05 luglio 2019

Ci vuole fortuna, ci vuole tanta fortuna. E Lauren Davis, a Wimbledon, ha esaurito il bonus stagionale. Al primo turno delle qualificazioni ha salvato un match point nel secondo set contro Schoofs e ha perso contro Ahn nel turno decisivo, ripescata come lucky loser, ha perso il primo set contro l’ex numero 1 del mondo, campionessa uscente dei Championships, Angelique Kerber, s’è fatta massaggiare il ginocchio sinistro già dolorante, ma ha continuato a correre e tirare. Perché, come dice il saggio, “Aiutati che Dio t’aiuta”. E ha insistito nella sua tattica: “Dovevo assolutamente cambiare continuamente ritmo ed effetti, far lavorare tanto Angie su ogni palla ed essere aggressiva”. Finché non ha rovesciato il match e il pronostico, sbattendo fuori dalle top ten la più famosa avversaria, nella classifica che verrà stilata dopo Wimbledon.

Ex grnade promessa junior

La tenace 25enne americana, alta appena 1.57, è adrenalina pura, un trottolino instancabile a tutto campo, emula di Rafa Nadal, ex grande promessa junior coi successi all’Eddie Herr e all’Orange Bowl, star della Evert Academy, ha toccato le “top 30” nel maggio di due anni fa quand’ha vinto il torneo di Auckland. Ma, l’anno scorso, malgrado la maratona-record di Melbourne, quando ha lottato con l’allora numero uno del mondo Simona Halep per quasi quattro ore, cedendo solo per 15-13 al terzo set e firmando il record di games (48), è scivolata al numero 252, uscendo dalle prime 100 per la prima volta dal 2011.

Pronta a ripartire

Lauren è intelligente, e filosofeggia: “Questo è il tennis, questa è la vita. Ci sono tanti alti e bassi. E questo rende la gara ancor più appagante. Oggi l’apprezzo più di quanto facessi in passato”. Oggi, col suo efficace servizio e il temibile rovescio a due mani, seppellisce con 45 vincenti la mancina tedesca, ferma a 13, scarica, passiva, irriconoscibile. Oggi, è meno arrabbiata per la tanta fatica che fa, come il miglior David Ferrer, nel conquistarsi ogni “15”, contro avversarie che invece hanno potenza e facilità. Oggi, si adatta sempre più ai campi veloci, lei che, in contro-tendenza rispetto alla scuola yankee, adora quelli lenti, un po’ come la sua maestra Chris Evert: “Penso che la terra sia la mia superficie, perché sono abbastanza veloce, posso scivolare molto e bene e rimettere in campo molte palle”. Oggi, dopo l’annata-no, Lauren è ripartita: “Non posso dire che sono davvero sorpresa, ho un grande rispetto per una campionessa come Angie, ma ho sempre creduto in me stessa, ho sempre pensato che se fossi riuscita a ricompattarmi, avrei potuto lottare con le prime, e batterle”.

La dieta di papà

Oggi, Lauren è felice: “Due ore dopo la sconfitta nelle quali, ero molto giù di corda, ma ho saputo che ero stata ripescata in tabellone, e così essere ancora in gara dopo un successo tanto importante è davvero un sogno”. Oggi, soprattutto, ha capito papà William che ha scritto l’introduzione del libro sulla dieta gluten-free di Novak Djokovic: “Come in tutte le relazioni padri-figli, per anni non l’ho ascoltato. Finché non ho verificato su me stesso come reagiva il mio corpo a questa dieta, come mi sentivo, e ora, on line, seguo anche un corso di nutrizione. Che è una delle mie passioni”.
Perché ci vuole sicuramente fortuna, ma servono anche tanto lavoro ed applicazione e fede.