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Campioni internazionali

Cori già star: ha la pasta di Roger

La quindicenne Gauff, che assomiglia a Venus Williams (ma l’ha già battuta l’altro ieri), liquida in 69 minuti la slovacca Rybarikova, semifinalista a Wimbledon due anni fa. Ha lo stesso manager di Federer, lo stesso marchio di pasta italiana sulla maglia. Sarà mica una predestinata?

di Enzo Anderloni | 04 luglio 2019

Ha tutto per essere lei la vera star di questa edizione di Wimbledon: troppo giovane, troppo brava, troppo bella da veder giocare, troppo promettente. Cori Gauff, la quindicenne entrata nelle qualificazioni con una wild card, passata al tabellone con tre prove maiuscole e capace di eliminare Venus Williams al primo turno, ne ha combinata un’altra delle sue.

Oggi, sul campo 2, l’attendeva la prova del nove, contro la slovacca Rybarikova. Trentenne e solo n.139 del mondo, la brava Magdalena aveva però la fama di ottima giocatrice da erba, guadagnata due anni fa proprio su questi prati con una splendida semifinale. Gauff con le sue treccine è solo n.313 e gioca sull’erba dei grandi per la prima volta.

Causa il protrarsi dei match precedenti il suo incontro è stato spostato in uno stadio più prestigioso, il campo n.1, quello con il nuovo tetto mobile. E data la tarda ora il tetto è stato chiuso e i riflettori accesi. Ma la luce vera è stata quella emanata dalla ragazzina di Atlanta alta quasi un metro e 80 e agile come una gazzella.
Rybarikova si è accorta presto che il suo ruolo era quello della comprimaria perché la partita non è mai stata in discussione. La più giovane giocatrice ad aver vinto una partita a Wimbledon dal 1991, ha impegnato solo 69 minuti a chiudere l’incontro con un doppio 6-3. Con questo successo è già sicura di entrare, a fine torneo, tra le prime 200 del mondo. Ma il punto non è questo. E forse nemmeno il prossimo turno contro la slovena Polona Hercog (n.60 del mondo) che, contro pronostico, ha eliminato la statunitense Madison Keys, favorita n. 17.

Si percepisce intorno alla piccola (si fa per dire) Cori (detta Coco) un alone particolare, l’aura della predestinata. Non sarà un caso che il suo manager sia lo stesso di Roger Federer, quel Tony Godsick che ha trovato uno sponsor importante per lui, trasformando in un cuoco all’italiana, e ha piazzato lo stesso marchio di pasta italiana sulla bianca maglietta di lei. Qualcosa li accomuna?

Cori ha lo sport che scorre nelle vene. La mamma, Candi, è un ex eptatleta; il padre Corey è un ex -buon giocatore del basket universitario Usa. A scoprirla è stato quello stesso Patrick Mouratoglou che ha prolungato la carriera mitica di Serena, guidato l’esplosione di Tsitsipas. Insomma uno che sa distinguere la predisposizione alla grandezza, quando la vede passare.

A 13 anni (nel 2017) Cori Gauff era stata finalista agli UsOpen under 18. Lo scorso anno, da quattordicenne, aveva fatto centro nel torneo juniores (cioè per diciottenni) del Roland Rarros. Ora è qui che spara servizi a 185 Km/h… senza patente. Sì perché fino ai 18 anni la Wta le permetterà di fare solo, al massimo, 10 tornei l’anno. Per proteggerne la giovinezza.

Già, ma chi proteggerà le altre dalla sua esuberanza? ‘A star is born’, è un copione già visto ma non annoia mai. Il grande teatro di Wimbledon sta mandando in scena lo spettacolo un’altra volta, con una attrice mai vista. Sarà inevitabilmente un successo.

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