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Campioni internazionali

Pronti gli elmetti? Sta per scoppiare Kyrgios-Nadal

Tu non mi piaci e grazie al cielo io non piaccio a te: De Gregori o Kyrgios-Nadal? Al terzo turno ecco una super sfida che potrebbe incendiare l'erba di Wimbledon

di Vincenzo Martucci | 04 luglio 2019

Ma davvero Kyrgios può battere Nadal? Ma davvero Rafa non sopporta il bad boy Nick? Ma davvero l’australiano che non deve chiedere mai stavolta muore dalla voglia di giocare questa partita proprio a Wimbledon? La vigilia del secondo turno fra il Maciste di Spagna e il controverso ragazzo di Canberra ravviva il tradizionale aplomb dei Championships. Malgrado il re-record di dodici Roland Garros, ma anche di due Wimbledon, cerchi di buttare acqua sul fuoco: “A essere onesti, sono troppo vecchio per queste storie. Non voglio litigare con nessuno, sono qui per divertirmi e giocare il gioco che amo. Mi è toccato un secondo turno molto complicato, devo affrontare un top player. Nick è un giocatore molto pericoloso, quando vuole giocare a tennis. E solitamente, quando affronta giocatori di alta classifica, dà il meglio di sé, sarà un match molto pericoloso, dovrò essere al 100%, di sicuro lotterò”.

L’avversario, più giovane d’età di nove anni (24 contro 33) e di dodici sul Tour (2013 contro 2001), lontano 41 posti in classifica (43 contro 2), 77 titoli Atp (5 a 82) e… 102 milioni di dollari di soli premi (7,289,850 dollari contro 109, 533,646), non dimentica: a Wimbledon 2014, ha battuto Rafa 7-6 5-7 7-6 6-3, lanciando uno sprint al vertice che s’è fermato praticamente subito, per via della scarsa attitudine al lavoro e al sacrificio del dotatissimo talento australiano. ”Quando mi guardo indietro, quel match resterà per sempre nella mia carriera tennistica. E’ uno dei momenti speciali migliori che ho avuto. E’ uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. E affronto il match enormemente sfavorito. Ma so anche che se gioco il giusto tipo di tennis, posso batterlo. Devo anche avere la giusta attitudine, devo avere il desiderio di battermi e divertirmi”.

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La finale di Acapulco

Nick sa che, con quel servizio, quei pesanti colpi da fondo che alterna a smorzate e invenzioni balistiche, può essere la criptonite per inibire i poteri di Superman. Di più: con le sue soluzioni imprevedibili e la perentoria potenza, può fare arrabbiare, confondere, smarrire il famoso avversario. Sì, proprio Rafa il terribile, il novello Borg che piega le menti degli avversari.
A confermarlo ci sono altri due precedenti vittoriosi di Kyrgios nella storia dei confronti diretti, in parità 3-3. Nick ha battuto Nadal sul cemento di Cincinnati nel 2017 (6-2 7-5) e ancora quest’anno, ad Acapulco con un 3-6 7-6 7-6 dopo tre ore e tre match point mancati e una partita che sembrava finita e invece si è clamorosamente riaperta e rovesciata. Una vicenda che ha colpito al mento e nel cuore sia il mancino più famoso dell’intero sport spagnolo che lo zio allenatore, Toni, scatenando una polemica insolita. E clamorosa.

“Ha fatto il suo show. Ha giocato bene e ha vinto. È un giocatore molto pericoloso, cui manca la continuità. Ha un talento enorme, potrebbe vincere tornei dello Slam e lottare per il numero 1 del mondo. Ma se sta dove sta… è perché gli manca il rispetto verso il pubblico, l’avversario e se stesso”, aveva sbottato lo spagnolo. “E’ maleducato”, aveva aggiunto il suo mentore, per via del famoso servizio da sotto di Nick. E quindi per il mancato rispetto del giovane al vecchio.

"Non credo che berremo mai una birra insieme..."

Nick aveva risposto: “Sono diverso, Rafa è diverso. Non conosce il mio percorso, quello che ho affrontato, non sa niente di me. Io gioco così. Lui gioca a modo suo. È molto lento tra un punto e l’altro, e il regolamento dice che devi adeguarti al ritmo del giocatore che è alla battuta. Rafa controlla il tempo in ogni momento. Ma non voglio commentare lui, né il suo gioco. Io ho il mio, lui il suo. Abbiamo giocato bene, questo è lo sport. Le persone sono diverse una dell’altra. Non prenderò in nessun modo in considerazione questa critica”. Adesso dice: “Non vedo l’ora di affrontarlo. Appena è uscito il sorteggio sono stato super felice di vederlo sulla mia strada. Un tabellone così è più eccitante. Quando sei bambino sogni di giocare contro i più forti del mondo su quel che per me è il miglior campo del mondo. Anche se non ho garanzie di ripetere esperienze così, poso infortunarmi o qualcosa del genere. Perciò afferrerò quest’occasione con tutt’e due le mani e darò il meglio. Mi piace giocare contro i migliori”.

Ma la polemica rimane aperta. Per una volta, fra tante false dichiarazioni, è come cantava De Gregori: “Tu non mi piaci e grazie al cielo io non piaccio a te”. Kyrgios non ha peli sulla lingua: “Non credo che ci prenderemo mai una birra insieme, come persona non lo conosco proprio, lo conosco come tennista. Per me è più facile parlare con altri. E’ così. Mi trovo meglio con alcuni piuttosto che con altri. Fra noi due c’è mutuo rispetto, ma finisce lì”. In attesa della battaglia, a Wimbledon, sulla superficie che più si adatta alle caratteristiche e alla creatività di Kyrgios. Ma davvero può battere Nadal o, alla lunga, la resilienza dello spagnolo avrà sempre e comunque la meglio?