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Campioni internazionali

“Io, Serena e la Principessa Kate”

Dal rischio di mollare il tennis fino alla favola londinese, vissuta a quasi 32 anni. Giulia Gatto-Monticone racconta il suo Wimbledon da sogno: le qualificazioni, l’accoppiamento con Serena Williams, l’esordio sul Centre Court, il selfie a fine match e i complimenti della Duchessa di Cambridge. Stimoli per un futuro ancora da scrivere.

di Alessandro Nizegorodcew | 03 luglio 2019

"Ho fatto i complimenti alla mia avversaria perché non si è mai arresa, fino all’ultimo punto". Serena Williams parla così, a fine match, di Giulia Gatto-Monticone. Parole riferite all’incontro disputato sul Centre Court di Wimbledon ma che, inconsapevolmente, riassumono alla perfezione la carriera della piemontese. Tanti lunghi anni passati a inseguire un sogno, tra gravi infortuni e momenti di sconforto, vittorie e sconfitte, gioie e delusioni. Accanto a lei oggi c'è Tommaso Iozzo, il più importante artefice della rinascita di Giulia. "Tommaso è stato fondamentale – spiega Giulia – quando quattro anni fa, dopo il grave infortunio al polso, avevo pensato di smettere. E invece oggi sono qui, a godermi l’emozione più grande della mia carriera".

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Da Segovia a Wimbledon

La favola di Giulia Gatto-Monticone inizia tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, quando un serio problema al polso ne limita l’attività. “Ho sofferto tanto – racconta la classe ’87 piemontese – ed essere qui è incredibile. Se, quando sono ripartita dal numero 500 del mondo, mi avessero detto che avrei giocato sul centrale di Wimbledon contro Serena Williams, li avrei presi per matti”. Il momento più basso giunge nel luglio del 2016 quando, complici punti in scadenza dell’anno precedente, Giulia si ritrova alla piazza 458 Wta, che significa ripartire dai tornei da 15.000 dollari di montepremi. “Farlo a 28 anni non è banale – spiega coach Iozzo – ma la sua forza di volontà ha fatto la differenza. Il mio ruolo? Ho cercato di toccare i tasti giusti sotto il profilo mentale, ma i meriti sono tutti di Giulia, che ha trovato la giusta consapevolezza nei propri mezzi”. La Gatto-Monticone riparte da El Espinar (Segovia), riprende a vincere con continuità e in pochi mesi avvicina la Top-200. Il resto è storia, da romanzo.

Turbinio di emozioni

Il percorso che porta a Serena Williams inizia a Roehampton, dove si disputano storicamente le qualificazioni dello Slam londinese. Nel match d’esordio Giulia recupera un set di svantaggio a Raluca Serban, prima di superare nettamente la cinese Xiyu Wang. Al turno decisivo arriva la sfida a Oceane Dodin, ex Top 50 francese che sta cercando di risalire la china dopo tanti problemi fisici. "Mi sono ritrovata sotto 6-3 4-1 – racconta Giulia – e mi stava prendendo a pallate a suon di accelerazioni. Sono stata brava a rimanere attaccata al match, recuperando il secondo parziale e giocando davvero bene nel terzo". Arriva il momento del sorteggio, vissuto in un'auto che la stava portando all’All England Club. "Da alcune ore – racconta ancora emozionato Tommaso Iozzo – tutti ci dicevano vedrai che prendete Serena o sicuramente giocherete con la Williams".

"Stavo cercando disperatamente su Facebook qualcuno che facesse la diretta della compilazione del main draw quando, all’improvviso, mi sono arrivati 300 messaggi che sentenziavano l’avversaria: Serena Williams. Giulia l’ha presa subito molto bene, mentre io, che sono un grande fruitore di tutti i documentari della storia di Wimbledon, ho impiegato qualche minuto in più per razionalizzare... Ho deciso di non parlare del match per due giorni, iniziando a prepararlo, anche insieme a Tathiana Garbin, nella giornata di domenica". Si giunge finalmente al match. "Avevo già visitato il centrale di Wimbledon, ma con un tour organizzato – racconta ancora Giulia –, in quel caso lo stadio era vuoto. Non riesco a descrivere la sensazione di entrarvi insieme a Serena, con tutti gli spalti pieni, gli applausi. È stato un incredibile turbinio di emozioni".

Avevo già visitato il centrale di Wimbledon, ma con un tour organizzato. Non riesco a descrivere la sensazione di entrarvi insieme a Serena

Il selfie col cellulare di… Serena!

Serena vola subito 5-0 e l’impressione è che Giulia non riesca a entrare nel match. “Ho guardato il tabellone e dopo 14 minuti ero sotto 0-4. Pian piano però sono riuscita a battagliare e per poco non ho raggiunto il tie-break del secondo set. La palla di Serena? Il servizio è impressionante, sembra poterti staccare la racchetta dalle mani, il mio polso ne ha risentito. Anche quando prepara il dritto da metà campo fa veramente paura. Ho giocato in crescendo e sono riuscita a togliermi qualche bella soddisfazione”. Al momento della stretta di mano Giulia e Serena sono rimaste qualche secondo a parlare, con la Gatto visibilmente commossa. “Le ho detto che lei qui è la regina e l’ho ringraziata per il match, ma soprattutto le ho chiesto una fotografia di fine match! È stata gentilissima e mi ha fatto i complimenti dicendo che avevamo giocato una bella partita. Il selfie? Ero talmente emozionata che non riuscivo a trovare il telefono. La prima foto, infatti, l’ha scattata Serena. Con il suo…”.

Complimenti ‘regali’

A fine match il telefono di Giulia è bollente. Arrivano messaggi su messaggi di parenti, amici e addetti ai lavori. “La ‘Digiu’ (Martina Di Giuseppe, ndr) mi ha scritto delle parole bellissime, ma ancora devo riuscire a leggere tutto ciò che mi è arrivato. I complimenti più sorprendenti? Dopo il match mi stavo dirigendo negli spogliatoi quando sono stata fermata da Kate Middleton in persona. Mi ha voluto ringraziare per il bel match che avevo disputato. Non volevo crederci, sono rimasta senza parole. Troppe emozioni tutte insieme non sono semplici da gestire…”.

Un futuro tutto da scrivere

La fiducia è alle stelle e la voglia di salire ancor di più in classifica (dopo Wimbledon sarà per la prima volta fra le top-150) ne è la diretta conseguenza. “Adesso mi riposerò per qualche giorno – chiosa Giulia –, ma sono già pronta a ripartire dai tornei Wta di Losanna e Palermo, prima di affrontare la trasferta americana in preparazione dello Us Open”. Giulia Gatto-Monticone ha coronato la propria carriera a Wimbledon, ma non ha alcuna intenzione di fermarsi. Il futuro è tutto da scrivere, anche a quasi 32 anni.