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Campioni internazionali

Il tennis dei miracoli di Francesca Jones

La ragazza britannica è tra le 25 giocatrici più forti del suo Paese nonostante fin dalla nascita sia costretta a combattere con la EEC. La vittoria di Fran, la miracolata del tennis

di Vincenzo Martucci | 27 giugno 2019

Si può giocare a tennis senza la falange del pollice della mano dominante? Tonino Zugarelli, il quarto uomo della mitica nazionale di colpa Davis azzurra campione nel 1976 ha dimostrato che si può, arrivando anche in finale agli Internazionali d’Italia di Roma. Wimbledon ha dato la possibilità a Francesca Jones di dimostrare che si può gestire la famosa pallina gialla anche possedendo tre dita appena, più il pollice di ciascuna mano, quattro dita al piede sinistro e solo tre al destro. Con evidenti problemi di presa della racchetta e di equilibrio. Raccontando la sua favola di sopravvissuta alla displasia ectrodattilia-ectodermica con labbro leporino al palato, comunemente noto come EEC che accusa dalla nascita.

Un esempio per tutti

I medici, operazione dopo operazione, le avevano detto che, comunque, non avrebbe mai potuto realizzare il sogno di diventare una tennista professionista. Ma lei, testarda, ha insistito e oggi, da numero 279 del mondo, è una delle migliori top 25 inglesi. Tanto da meritarsi una wild card nelle qualificazioni dei Championships, dove aveva già giocato quindicenne fra gli juniores, e di guadagnarsi la ribalta con un combattutissimo match contro la polacca Katarzyna Kawa. Ieri ha perso subito, per 6-3 6-7 6-3, ma dopo due ore di battaglia, ha salvato un match point ed è diventata ancor di più fonte di ispirazione per tantissimi sfortunati ragazzi.

Cuore e grinta

Del resto, “Fran” è talmente attaccata al suo sogno che, a 9 anni, si è trasferita a Barcellona alla scuola della terra rossa di Casal e Sanchez, dov’era emigrato Andy Murray su suggerimento dell’amico Rafa Nadal. “Ho sempre saputo che il maggior piacere nella vita è fare quello che la gente dice che non puoi. Io in pratica mi nutro di questa cosa, questo è il mio motto, con un costante e duro lavoro, spingendomi altre i limiti”, dice la piccola guerriera. “So bene di aver già sofferto tanto nel mio tennis in questi anni e non mi aspetto di vedere arcobaleni e unicorni quando finalmente mi realizzerò. Ma, nello stesso tempo, non credo che qualcuno debba essere limitato dalle opinioni degli altri”, aggiunge convinta.

Ogni vittoria vale doppio

Una come lei che, negli anni, ha subito “talmente tante operazioni da perdere il conto”, non si preoccupa del poco che ha: “Oltre alle dita che mi mancano, alle mani e ai piedi, sono nata col palato aperto. E, in bocca, ho anche meno denti della maggior parte della gente”. Una così lotta il doppio delle altre, e basta. Come l’applaude coach Albert Portas: “E’ la più impressionante delle ragazze che si sono guadagnate una wild card nelle qualificazioni”. Anche grazie a due tornei ITF che ha appena vinto a Minsk, in Bielorussia. “Non è come le altre giocatrici. Deve lavorare in modo specifico su certi aspetti del suo fisico. Ma penso che non abbia limiti”. Come dice la scalata nella classifica, con un primo salto di 91 posti al numero 366, e un altro fino al 297. Anche se la sua vittoria più importante non è nemmeno con i pregiudizi o con se stessa, ma con chi soffre dei suoi stessi problemi. “Mi ha contattato una famiglia dall’Argentina, la loro figlia è nata con la mia stessa disfunzione e mi hanno chiesto come l’ho gestita e come ne sono venuta fuori. Non ci sono parole per descrivere quanto sia bello ricevere messaggi così”.
Forza, Fran.