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Campioni internazionali

Doppio Murray o mezzo Andy?

Lo scozzese torna al Queen's in coppia con Feliciano Lopez, per la gioia di mamma Judy. Debuttano contro Cabal e Farah, coppia numero 1 nella Race. A Eastbourne giocherà con Marcelo Melo. E già pensa a Wimbledon

di Alessandro Mastroluca | 20 giugno 2019

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Quel che un tempo ha chiamato dolore, è soltanto un discorso sospeso. A cinque mesi dalle lacrime in Australia, dal timore che la sconfitta contro Roberto Bautista-Agut segnasse la fine della carriera, Andy Murray torna in campo.  La pioggia al Queen's ha posticipato il suo nuovo esordio, in coppia con Feliciano Lopez. L'operazione di ricostruzione dell'anca, ha detto, gli ha cambiato la vita. “Il doppio è una buona opzione per mettermi alla prova e vedere come mi sento” ha spiegato. “Il fisico è meno sotto pressione, devi comunque fare movimenti rapidi ma ti muovi meno”.  Chi l'ha visto allenarsi all'inizio della settimana con il croato Ivan Dodig, con Bruno Soares e Mate Pavic, ex e attuale partner di doppio del fratello Jamie, racconta di un Murray svelto di piedi, pulito nel gioco di volo.

 

La prima prova non sarà certo banale. Lopez e Murray, che in doppio ha vinto due titoli e 67 partite contro 71 sconfitte, affrontano i colombiani Juan Sebastian Cabal e Robert Farah, i colombiani al numero 1 della Race di doppio, la classifica che considera solo i risultati stagionali. Murray si è allenato con Bob Bryan, che si è sottoposto allo stesso intervento di ricostruzione dell'anca ed è tornato a giocare, raggiungendo i quarti all'Australian Open col gemello Bob. “Volevo una qualità di vita più alta, come Andy Murray” spiegava a gennaio. “Ora non sento dolore, posso correre con i bambini al parco, posso andare in bici: è una vittoria da tutti i punti di vista”.

 

La seconda operazione, che ha richiesto l'applicazione di una placca di metallo all'attaccatura tra l'anca e il femore, ha lasciato anche Murray senza più dolore. Ma da qui a ipotizzare un pieno ritorno all'attività il passo è ancora troppo lungo. Anche perché nessuno è mai rientrato in singolare dopo un'operazione di questo tipo. “Tutti vogliono fare bene nel loro lavoro. Alla fine, posso solo dare il massimo” ha detto all'Associated Press, “anche se il mio meglio ora non è lo stesso di quando avevo 25 anni. Per cui non mi posso aspettare di raggiungere quel tipo di prestazione in questo momento”.

Esserci, comunque, è già un successo per lo scozzese, che deve questa sua possibilità di ritorno sull'erba a Sarah Muirhead-Allwood, chirurgo che ha operato all'anca il Principe Filippo l'anno scorso e in passato anche la regina Elisabetta. “Ma non sapevo come questo si sarebbe tradotto in un intervento su un atleta” ha scritto Murray in una column sulla BBC. “Perciò gliel'ho chiesto: Come faccio a sapere se sei brava?”. “Non puoi” gli ha risposto. Non gli ha promesso che sarebbe tornato a giocare. Murray ha apprezzato l'onestà.

 

“C'è grande attesa per il suo rientro in campo” ha commentato Kyle Edmund, che lo considera il suo principale modello di riferimento.
Judy Murray di certo partecipa al sentimento di aspettativa collettiva. Con un tocco di gossip che aggiunge ancora pepe alla giornata, Judy non ha mai nascosto l'ammirazione per Feliciano Lopez, il suo “Deliciano”, che poco ha a che fare col modo di giocare le volée. ”Sarebbe ora che mia madre la smettesse con questa storia insensata. Mi fa venir voglia di vomitare. È una cosa disgustosa” diceva Andy nel 2011 dopo una serie di tweet più caldi. Ancora l'anno scorso, Judy ha commentato un servizio di Vanity Fair con Feliciano in copertina. "Non mi erano mai piaciute le magliette bagnate. Fino ad ora", ha twittato Judy. "Sei la migliore Judy" ha risposto Feliciano con un sorriso.

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Ha poco da sorridere, però, lo spagnolo in questi giorni. Una sua partita in doppio con Marc Lopez a Wimbledon 2017 è finita all'attenzione della polizia spagnola nell'ambito dell'inchiesta sulle scommesse che ha coinvolto i due ex calciatori spagnoli Raul Bravo e Carlos Aranda. Gli investigatori che hanno condotto l'Operazione Oikos, scrive il sito El Confidencial che per primo ha svelato la vicenda, hanno intercettato Aranda mentre “comunicava informazioni presumibilmente al fine di piazzare scommesse illegali”.
Feliciano, che si era ritirato dal singolare, e Marc Lopez avrebbero perso a sorpresa contro gli australiani John-Patrick Smith e Matt Reid. Aranda comunicava ai suoi interlocutori di avere informazioni certe sulla sconfitta degli spagnoli. Feliciano e Marc Lopez hanno negato ogni accusa.

 

Posso fare del mio meglio. Ma il mio meglio ora non è lo stesso di quando avevo 25 anni. Non mi posso aspettare di raggiungere quel livello, adesso

In questi giorni di allenamenti e continui rinvii del suo esordio in doppio previsto inizialmente per mercoledì, Murray ha avuto modo anche di incontrare due calciatori della squadra scozzese dell'Hibernians, Fraser Murray e Ryan Porteous, che sta completando la riabilitazione dopo un infortunio alla schiena dello scorso gennaio che gli ha fatto saltare la stagione. Nel frattempo, si prepara anche per la prossima settimana. Murray, infatti, giocherà a Eastbourne con Marcelo Melo, ex numero 1 del mondo in doppio, il giocatore più alto ad essere mai arrivato in vetta al ranking.

 

Diverse volte negli ultimi 18 mesi Murray ha pensato di smettere. “Non volevo giocare più, non riuscivo a trarre alcun divertimento dal tennis, né in allenamento, né in partita. Non mi interessava più nemmeno vincere o perdere. Adesso è bello, gioco e basta”.

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Anche Nick Kyrgios si è detto contento del suo ritorno in campo, ma ha già detto che non ha intenzione di giocare in doppio con lui a Wimbledon. Gli aveva detto 'no' anche il fratello Jamie, anche lui una star nel Regno Unito, che non parteciperà allo show della BBC Strictly Come Dancing perché a sua moglie non piacciono le coreografie di tango o salsa su canzoni pop. Le considera una mancanza di rispetto verso la tradizione.

 

A modo suo, Andy è riuscito a riservarsi un ultimo giro sulla giostra del lawn tennis. “E' ancora un grande giocatore” ha detto Feliciano Lopez. “Appena scambi qualche palla con lui ti accorgi che ha ancora il tocco, il timing sulla palla, il senso del gioco: non sono qualità che perdi da un giorno all'altro. È uno dei migliori di sempre, sono felice che sia tornato a giocare”.

 

Murray, comunque, guarda al futuro di lungo periodo, alle possibilità di ritornare anche in singolare, magari l'anno prossimo. L'infortunio, però, gli ha dato una prospettiva diversa sul gioco. “Quando passi così tanto tempo lontano dal tennis, pensi a tante cose, a tutto quello che avresti potuto fare diversamente in carriera. Ora che ho la possibilità di giocare ancora, mi ricordo di quello che è davvero importante. Perché fai un certo lavoro, perché ti impegni in qualcosa nella vita? In genere, perché è quello che ti interessa, perché è quello che ti diverte. Non è solo vincere o perdere le partite. Qualche settimana fa mi stavo allenando e al campo accanto c'erano bambini felici di correre, di allenarsi, di giocare. Ecco, questo ti fa pensare che è quella la ragione per cui hai iniziato: fare qualcosa che ti diverte e poi diventa una passione”. Il successo, in qualunque sua forma, è sempre conseguenza del lavoro appassionato. Il contrario si avvera mai.