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Campioni internazionali

Federer, il re dell'erba

Lo svizzero ha debuttato a Halle battendo Millman. E' il più vincente e il più titolato su questa superficie. Torna a Halle per la 17ma volta, con l'obiettivo del decimo titolo, traguardo che non ha mai raggiunto in nessun altro torneo.

di Alessandro Mastroluca | 18 giugno 2019

Se riesci bene in qualcosa, diceva Roger Federer, trovi sempre motivazioni per farla sempre meglio. Il campione più vincente e più titolato sull'erba nell'era Open, ha conquistato 18 titoli, otto più di Sampras, e l'87.1% di successi (176-26) sente ancora un po' di pressione. “La stagione sull'erba è sempre molto breve” ha detto a Halle dove torna per la diciassettesima volta. “Non c'è molto che possa fare per prepararmi, posso solo pensare un punto alla volta. Devo avere le idee chiare fin dall'inizio”. Il debutto è incoraggiante: vittoria di routine, 76 63 a John Millman con una sola palla break concessa e salvata nel match.

Su questa superficie, ha detto una volta Andy Roddick, l'unica cosa che in lui non va è il taglio di capelli. A Halle potrebbe vincere il titolo per la decima volta, come non gli è mai riuscito altrove. Contrariamente alle ultime due stagioni, Federer si presenta a Halle, dove gli hanno dedicato una strada all'ingresso dello stadio, con una preparazione più breve. È tornato a giocare sul rosso. I quarti a Madrid e Roma e la semifinale del Roland Garros, fermato in un pomeriggio uggioso e ventoso da Rafa Nadal, dimostrano che non ha dimenticato come si scivola sulla terra. “Comunque, sull'erba mi sento sempre alla grande: se sulla terra ho giocato bene o male, o non ho giocato affatto, non fa differenza. Adoro questa parte di stagione. Mi è sempre piaciuto essere qui a Halle, ho tanti bei ricordi e un rapporto speciale con i tifosi. È come se ci conoscessimo: sanno cosa possono ottenere da me, so cosa aspettarmi da loro”.

 

In sedici precedenti partecipazioni, è sempre arrivato almeno ai quarti nel torneo. Ha vinto 64 partite su 71 e nove delle 12 finali giocate. L'ultima l'ha persa l'anno scorso contro Borna Coric. Il croato è l'unico dei sette che hanno sconfitto Federer nel torneo a non essere entrato tra i primi cinque del mondo. Roger ha perso infatti in semifinale nel 2000 contro Michael Chang (best ranking di n.2 nel 1996), che confesserà di aver sottovalutato: un errore praticamente mai più ripetuto in carriera. Nel 2001 si è fermato in semifinale contro Pat Rafter (n.1 nel 1999), nel 2002 sempre in semifinale contro Nicholas Kiefer (n.4 nel 2000), in finale nel 2010 contro Lleyton Hewitt (n.1 nel 2001), nel 2012 in finale contro l'amico Tommy Haas (n.2 nel 2002) e in semifinale nel 2017 contro Alexander Zverev che a fine stagione sarebbe diventato numero 3 del mondo.

 

Quest'anno il tedesco, che al secondo turno affronterà Steve Johnson, può incontrare Karen Khachanov o Matteo Berrettini, che sono dalla sua parte di tabellone. Federer, invece, testa di serie numero 1, debutta contro John Millman, l'australiano che l'ha eliminato allo Us Open del 2018. Al secondo turno lo aspetta Jo-Wilfried Tsonga, primo a rimontargli due set in uno Slam, a Wimbledon nel 2011. Il francese ha eliminato Benoit Paire, con tanto di improvvisata sfida a calcio-tennis.

Nel suo quarto anche Roberto Bautista-Agut, che almeno ai quarti è arrivato nelle ultime due edizioni a Halle, e Richard Gasquet che l'anno scorso a 's-Hertogenbosch ha festeggiato il terzo titolo in carriera sull'erba. Non ci sarà la riedizione della finale del 2018, comunque, perché anche Borna Coric è nella metà di tabellone di Roger Federer, nel secondo quarto, che si è aperto dopo la sconfitta all'esordio di Gael Monfils, testa di serie numero 5.

 

“L'erba esalta i miei punti di forza e forse nasconde le mie debolezze” ha aggiunto nella conferenza stampa pre-torneo. “Mi piace il tennis intuitivo, aggressivo. Qui posso giocare come voglio, alle mie condizioni. Credo che Rafa si senta così sulla terra. Ho tutte le opzioni, e questo ti dà più possibilità di vincere, di usare strategie diverse contro avversari diversi. Ti concede quel margine in più per evitare problemi. Però le partite si decidono spesso su pochi punti, devi sempre essere sveglio e concentrato”.

 

La longevità fuori dall'ordinario di Federer, unico ancora in attività fra i giocatori in tabellone nel 2000, l'anno del suo esordio a Halle, gli ha attirato anche l'antipatia sportiva di avversari più giovani che attendono il momento del cambio della guardia. “Quando ero giovane odiavo Federer, non sopportavo di vederlo vincere sempre” ha confessato Daniil Medvedev, come riporta il Daily Mail. “Dal primo turno, facevo il tifo per tutti i suoi avversari. Sono fatto così. Quando il Barcellona vinceva tutto, io volevo che perdessero”.

 

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Lo svizzero, che può vedere il campo 1 e dominare l'impianto direttamente dal balcone dell'hotel, si è interessato delle difficoltà economiche del torneo costretto a cambiare title sponsor. “Parlerò in settimana con Ralf Weber (direttore del torneo e figlio di Gerry, fondatore dello storico precedente sponsor) per vedere quali altre opportunità ci sono per collaborare”.

 

Weber si gode gli effetti del contratto a vita firmato con lo svizzero, l'unico nel suo genere. “ Una volta mi ha detto che dipende dalla sua salute e dalla forma fisica. Finché può vincere titoli e battere i migliori, non penso si fermerà. Ecco perché penso che tornerà nel 2020 e forse nel 2021” ha detto a westfalen-blatt.de. “Ma continueremo a collaborare anche dopo, ne abbiamo parlato anche con il suo manager. Non so ancora in che modo, di questo parleremo con calma quando sarà il momento. Poter integrare Federer nel torneo in un futuro a lungo termine è la cosa migliore che ci potrebbe succedere”.

Federer, per ora, guarda alla stagione sull'erba, alla prospettiva del decimo titolo a Halle e al bersaglio grosso, a Wimbledon. Primo otto volte campione nella storia, primo a giocare i Championships per vent'anni di fila, l'anno scorso ha eguagliato il record di 35 punti di fila al servizio e raggiunto gli 85 turni di battuta senza subire un break, dall'ottavo gioco della semifinale del 2017 al secondo game del secondo set del quarto di finale contro Kevin Anderson. A Wimbledon ha giocato più partite (107, cinque in più di Jimmy Connors, l'unico altro giocatore ad aver superato la tripla cifra), più semifinali, più quarti di finale (16). E' il campione più anziano, vincendo ancora sarebbe il secondo atleta dopo Martina Navratilova con nove titoli in singolare ai Championships. In fondo, come ha detto Jimmy Connors, “o sei uno specialista della terra battuta, o sei uno specialista dell'erba o sei uno specialista sul duro, oppure sei Roger Federer”.

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