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Campioni internazionali

Maria ci riprova: che 'Shara' sarà?

La "divina" Sharapova rientra nel circuito dopo quattro mesi e mezzo in occasione del torneo sull'erba spagnola. Per provare a vincere un'altra battaglia: non solo contro gli infortuni ma anche...contro i media brit!

di Vincenzo Martucci | 18 giugno 2019

La spalla di Maria Sharapova è un po’ come i polsi di Juan Martin Del Potro: senza gli infortuni, gravi, le relative, pesanti, operazioni chirurgiche e i conseguenti lunghi e faticosi recuperi, che carriere avrebbero avuto questi fantastici personaggi, entrambi amatissimi dal pubblico? Ma sia la siberiana americanizzata che l’argentino si sono ribellati al destino e sono sempre tornati al tennis, semplicemente, perché non hanno accettato di dover gettare la spugna e lasciare l’attività che più amano per una decisione subita. Non condivisa dal loro smisurato orgoglio. Ecco quindi che, proprio come il famoso Delpo, anche la popolare Masha, riemerge dall’ennesima battaglia in sala operatoria e quindi dalla nuova maratona per tornare un’atleta, e si ripresenta al torneo di Maiorca. A dispetto del numero 85 che le riconosce il computer dopo l’ennesima assenza, di quattro mesi. Lo fa contro la 21enne slovacca Viktoria Kuzmova, l’ennesima nipotina della genia delle ragazze dell’est europeo cui proprio la divina Maria ha lastricato la strada addirittura nel 1994. Quando, a sette anni appena, accompagnata da papà Yuri e con un capitale di 700 dollari, cercò fortuna nell’Eldorado del tennis, in Florida.

Una carriera lunga

Da allora, è passata una vita, la siberiana è diventata numero 1 del mondo  in cinque occasioni (per ventun settimane complessive) e, nella collezione di trentasei titoli Wta, vanta cinque Majors e il Grande Slam alla carriera, essendosi aggiudicata, da Wimbledon 2004 al Roland Garros 2012 e 2014 (con Us Open 2006 e Australian Open 2008), tutti e quattro i maggiori tornei. Da allora, la ragazzina sovvenzionata anche dall’ex n. 1 del mondo russo, Evgeni Kafelnikov, ha ammassato 38 milioni di dollari di soli premi, ma circa 300 fra sponsorizzazioni, investimenti e pubblicità. Da allora, Masha è diventata donna, ha attraversato anche il difficilissimo momento della sospensione per doping - ridotta da due anni a quindici mesi - per il famoso Meldonium, frequentato per anni da troppi atleti dell’ex Unione Sovietica. Da allora, si sono susseguite un paio di generazioni di tenniste, ma Masha è sempre lì, testardamente abbarbicata al suo sogno di essere competitiva a dispetto del fisico segnato, dei trentadue anni, delle tante amarezze e difficoltà.

L'obiettivo: giocare a Wimbledon

“A volte, durante la riabilitazione, ho pensato di lavorare il doppio: dovevo stare in condizione fisica e mi faceva fatica perché non avevo la gara, ed io adoro mangiare”, ha confessato candidamente, l’ex campionessa di Wimbledon. Dove, 17enne, nella finale dei Championships, sorprese Serena Williams e cominciò la sua favola. Peccato che non giochi un match sull’erba dal 2015, quando perse da Vitalia Dyachenko già nel primo turno di Wimbledon. E, andando a ritroso nel tempo, ha saltato la visita al Tempio sia nel 2017 che nel 2016.

Forte e determinata

Povera Masha? No, quel “povera” di commiserazione e solidarietà non spunta fuori spontaneo come quando si parla di Del Potro. Perché la Sharapova è altera,  è spavalda, è sicura, dall’alto del suo metro e 88 e della sua bellezza, sa dosare sapientemente sorrisi e parole, e si accompagna all’immagine di una donna forte, che si è già imposta anche negli affari. A cominciare dalle caramelle autografate, per continuare coi continui viaggi che fa per il mondo a pubblicizzare la propria immagine. Il tennis è solidale con lei, quando dice: “Non ho giocato tante partite, questo ritorno di Maiorca è un po’ prematuro, questo sull’erba, che tanto amo, sarà un gran bel test”. Manca dal circuito dal torneo di San Pietroburgo di fine gennaio, quando, all’indomani dell’ultima impresa, col quarto turno strappato coi denti agli Australian Open, si è operata nuovamente alla spalla destra - undici anni dopo il primo intervento - e si è allenata molto a Maiorca. L’isola di Rafa Nadal che ha scoperto dieci anni fa, in vacanza, e che ha frequentato spesso. Decidendo che si sarebbe riaffacciata sulla ribalta del tennis proprio lì, col sorriso e la serenità di quei luoghi radiosi, dove si sente un po’ come a casa.

I media british

Meglio lì che nella piovosa Gran Bretagna, dove ha disdetto l’accordo con l’ancor più impegnativo torneo di Birmingham e con i media locali. Coi quali è in polemica da anni: dalle contestazioni per le wild card che il Wta Tour le concesse al rientro dalla squalifica doping, nell’aprile 2017, a Stoccarda, alle continue domande sui medicinali alternativi che assume al posto del famigerato Meldonium, al troppo lungo time-out toilette di gennaio a Melbourne.
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