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Campioni internazionali

Un'americana a Parigi: Anisimova in 'semi' a 17 anni

Con una prestazione maiuscola la 17enne statunitense ha eliminato la campionessa in carica Simona Halep, diventando la prima “millennials” in una semifinale Slam: affronterà la Barty che ha stoppato Madison Keys

di Tiziana Tricarico | 06 giugno 2019

Fantastica Amanda. E’ lei la prima “millennials” (uomo o donna) a centrare le semifinali in uno Slam, per giunta appena il terzo disputato: aveva perso al primo turno agli Us Open dello scorso anno ma già agli Australian Open era arrivata negli ottavi. Nei quarti del Roland Garros la Anisimova, numero 51 Wta, ha sconfitto per 62 64, in appena 68 minuti di partita, la rumena Simona Halep, numero 3 del ranking e del seeding, nonché campionessa in carica. Amanda è così diventata la più giovane semifinalista Slam dai tempi della ceca Nicole Vaidisova agli Australian Open del 2007, la più giovane a Parigi dal 2006. Ed è anche la più giovane americana al penultimo atto di un Major da Venus Williams agli Us Open del 1997 (dove poi arrivò in finale mentre al Roland Garros per trovare un’americana tra le migliori quattro del torneo bisogna tornare indietro fino al 1990 (Jennifer Capriati).

"Sembravo tranquilla? Macché, le mie mani stavano tremando. Nel secondo set sul 4-1 ero sempre più tesa. Non volevo assolutamente andare al terzo. Lei è una grande campionessa e poteva rientrare in qualsiasi momento. Ho lavorato tanto, mi sono allenata tantissimo ma non credevo che sarei stata ripagata già così. Giocare sul “Philippe Chatrier” è stata un’emozione grandissima”, ha commentato a caldo la 17enne statunitense di origini russe, ancora incredula per l’impresa appena compiuta contro la ex numero uno (un po' sotto tono ad essere onesti). Amanda è la seconda teen-ager ad approdare tra le migliori quattro al Roland Garros dopo la ceca Marketa Vondrousova: era dagli Us Open del 2009 (Wozniacki e Wickmayer) che due under 20 non raggiungevano il penultimo atto di un Major, e a Parigi non accadeva dal 2001 (Henini e Clijsters).

Match dominato

Altro che timori reverenziali. Dal due pari del primo set la baby statunitense di origini russe ha infilato un parziale di sette giochi consecutivi che le ha permesso di archiviare velocemente il primo parziale e di scattare avanti 3-0 la seconda frazione. La rumena, campionessa in carica, ha avuto un sussulto d’orgoglio ed è riuscita a fermare l’emorragia (3-1) ma nel quinto game non ha sfruttato tre palle per il contro-break e la Anisimova è salita 4-1. Nel settimo gioco, però, la Halep ha recuperato il break di svantaggio all’americana sull’orlo delle lacrime e poco dopo l’ha riagguantata sul 4 pari, non prima di aver dovuto annullare però un’altra palla-break. Invece di demoralizzarsi, però, Amanda ha ripreso a spingere colpendo a tutto braccio, si è ripresa il break di vantaggio e nel decimo gioco ha archiviato la pratica al primo match-point con uno splendido rovescio lungo-linea. “Credo che lei abbia giocato un gran match - ha detto la Halep - io ho fatto tutto quello che potevo oggi, come in tutto il torneo. Sono soddisfatta del risultato: un quarto in un Major non è male. Essendo la campionessa in carica la pressione era tanta”.

Una nuova campionessa Slam

Parigi incoronerà sicuramente una nuova regina ed una nuova campionessa Slam, visto che nessuna delle 4 semifinaliste - Konta, Vondrousova, Anisimova e Barty - ha mai vinto uno Slam e solo la britannica ha giocato in precedenza due semifinali Major. La 17enne nata a Freehold, New Jersey, fin qui non ha ancora perso un set: non ha avuto un tabellone complicato a dire la verità ma al secondo turno a rispedito a casa la bielorussa Aryna Sabalenka, numero 11 del ranking e del seeding, con grande autorità, e la stessa cosa ha fatto nei quarti contro la numero 3 del mondo Halep. Quest’anno proprio sulla terra rossa, quella di Bogotà, l’americana ha conquistato il suo primo titolo nel circuito maggiore.

Anche Barty in semifinale

Venerdì Amanda, che grazie a questo risultato è già sicura di entrare in top 30 (nel nuovo ranking sarà almeno numero 26), si giocherà l’ingresso in finale con l’australiana Ashleigh Barty, numero 8 Wta ed ottava testa di serie, che si è imposta per 63 75, in un’ora e nove minuti di partita, sull’altra statunitense Madison Keys, numero 14 del ranking e del seeding, semifinalista dodici mesi fa. La 23enne di Ipswich - che esattamente tre anni fa prima di riprovare l’avventura nel tour era numero 623 Wta (!): lunedì sarà top five (almeno numero 4) - ha tremato solo quando ha servito per il match sul 5-4 del secondo set perdendo il servizio sulla prima ed unica palla-break concessa nel match, ma si è ripresa immediatamente chiudendo al dodicesimo gioco. Tra Anisimova e Barty non ci sono precedenti.

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