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Campioni internazionali

Svizzera 1 contro Svizzera 2: una storia infinita

Va in campo la 26esima edizione dalla fida tra Roger e Stan. Per una serie di motivi nessuno immaginava di poterla rivedere in scena nei quarti del Roland Garros. E Roger parte ancora una volta favori anche se si gioca sulla terra battuta. Ma questo Stan sembra davvero rinato...

di Vincenzo Martucci | 04 giugno 2019

DERBY INATTESO - Federer-Wawrinka è il match più imprevisto dei quarti del Roland Garros 2019. Chi avrebbe scommesso che, al rientro sulla terra rossa di Parigi dal 2015, il "Magnifico" sarebbe volato, sia pure con l’aiuto di un tabellone confortante? E chi avrebbe immaginato che “Stanimal” sarebbe tornato competitivo, dopo la doppia operazione al ginocchio dell’agosto 2017, a una anno esatto dal crollo in classifica addirittura al numero 263? Forse soltanto i rispettivi super-coach, Ivan Ljubicic e Magnus Norman, la pensavano diversamente, visto che “il figlioccio” di Riccardo Piatti ha sempre creduto nelle possibilità di FedererExpress sul rosso e lo svedese è tornato ad allenare il pupillo che aveva portato a firmare tre Slam. Di certo è anomalo il percorso parigino del campione di 20 Major, che non ha perso un set, così come è sorprendente quello di Wawrinka, che ha imbavagliato Dimitrov con tre tie-break e poi ha domato Tsitsipas domenica, dopo un selvaggio braccio di ferro di cinque ore.

La terra favorisce Stan

Chi è favorito fra il mito e il suo delfino? Sulla carta, pur aggravato dall’età - a 37 anni 305 giorni è il più anziano tennista approdato nei quarti del Roland Garros nell'era Open - , Roger si sente ancor più forte proprio in virtù della stanchezza che deve per forza pesare sulle gambe possenti dell’amico svizzero, anche lui ormai 34enne. A prescindere dalla superficie. Che pure è quella finora migliore di Stan nei loro confronti diretti, l’unica sulla quale l’ha battuto, in 25 puntate, nel 2009 e nel 2014 a Montecarlo, e nel 2015 al Roland Garros contro quattro affermazioni sue: “Sulla terra, quando gioca contro di me, è sicuramente più pericoloso che su qualsiasi altro campo. Spero che non sia al livello del 2015. All’epoca, era incredibile come schiacciava davvero la palla”.

Roger spera nella...pioggia

La sensazione è che Federer, abilissimo nel muovere l’avversario, conoscendo peraltro così bene il compagno di Davis e anche di doppio olimpico, saprà neutralizzarne la micidiale potenza. Evidenziandone i punti deboli. Ma è anche vero che non essendo stato finora testato in alcun modo dagli avversari nel corso del torneo, al primo vero test, potrebbe trovare maggiori difficoltà. Potrebbe venirgli in aiuto il tempo, che è previsto piovoso, e dovrebbe aiutare ancora Federer. Come nella semifinale 2011, quando stoppò Djokovic, imbattuto da 43 partite, regalando una delle sue migliori prestazioni di sempre al Roland Garros.