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Campioni internazionali

Garbiñe, un sorriso a metà

La spagnola un paio di stagioni fa sembrava poter dominare il tour femminile ed invece dopo il suo secondo Slam ed il numero uno del ranking ha lentamente ma costantemente perso terreno dalle più forti. Chissà che Parigi non le dia la scossa per ripartire. Proprio lì dove tutto è cominciato

di Tiziana Tricarico | 29 maggio 2019

DOVE TUTTO E’ COMINCIATO - Parigi ed il Roland Garros occupano un posto speciale nel cuore di Garbiñe Muguruza. E’ sulla terra francese che la spagnola ha fatto vedere per la prima volta di non essere solo una buona tennista ma una campionessa. In questa edizione è partita con il freno a mano tirato contro Taylor Townsend ma poi non ha avuto problemi a sbarazzarsi (64 61 in appena 64 minuti) della svedese Johanna Larsson, numero 172 Wta. Ritrovando, se non del tutto il gioco, almeno un mezzo sorriso. La verifica sullo stato di forma della spagnola, numero 19 Wta e 19esima testa di serie, arriverà venerdì contro l’ucraina Elina Svitolina, numero 9 del ranking e del seeding, che ha beneficiato del forfait della connazionale Kateryna Kozlova, numero 67 Wta, bloccata da un dolore intercostale. La fiancè di Gael Monfils è in vantaggio per 5-3 nei precedenti e si è imposta nelle ultime tre sfide ma la 25enne nata a Caracas ha vinto l’unica sfida (completata) sulla terra, disputata proprio a Parigi nel secondo turno delle qualificazioni del 2012 (le due si sono affrontate anche sulla terra di Roma nella semifinale di due anni fa ma la spagnola si ritirò per un infortunio dopo pochi game).

Un mercoledì di 5 anni fa

Era il 28 maggio del 2014 al secondo turno Garbiñe, all’epoca numero 35 del ranking mondiale incrocia la dominatrice del tour femminile, Serena Williams, che l’anno prima aveva vinto la sua seconda Coppa Suzanne Lenglen. E la elimina dal torneo. Non la batte soltanto, la umilia, concedendole appena 4 giochi. In quell’edizione la corsa della Muguruza si sarebbe arrestata nei quarti di fronte ad una Sharapova lanciatissima verso il suo secondo titolo. L’anno successivo ancora uno stop nei quarti per mano della miglior Safarova di sempre. Ma nel 2016 ecco arrivare il suo momento: iniziò perdendo il primo set contro la Schmiedlova poi fu inarrestabile fino alla finale, vinta in due set ancora contro Serena. Nelle ultime due edizioni ancora un ottavo, nel 2017 uscita dal campo in lacrime ed arrabbiata con il pubblico reo di aver sostenuto un po’ troppo la beniamina di casa Kiki Mladenovic, ed una semifinale lo scorso anno sconfitta dalla futura vincitrice Simona Halep.

28 giorni sul trono

Anche se solo per 4 settimane Garbiñe è stata la numero uno del mondo, la 24esima dell’Era Open. In una stagione come il 2017 che ha visto succedersi al vertice ben 5 giocatrici - Serena, Kerber, Pliskova, Muguruza appunto ed Halep - la spagnola originaria di Caracas è diventata la seconda tennista nata negli anni Novanta a conquistare due trofei Major dopo la ceca Kvitova. Al trionfo del Roland Garros 2016 battendo Serena - 18 anni dopo Arantxa Sanchez Vicario - si è infatti aggiunto quello a Wimbledon superando Venus, a 23 anni di distanza dal successo di Conchita Martinez, sostituta di Sam Sumyk come coach nel torneo londinese. Proprio dai prati di Church Road Garbiñe sembrava ripartita alla grandissima ritrovando improvvisamente gioco e morale: e a settembre dopo il primo ottavo in carriera agli Us Open aveva agguantato anche lo scettro mondiale. Da lì in avanti, però, le aspettative si sono moltiplicate e la spagnola ha accusato la pressione e una quantità di infortuni - legati ad un fisico troppo fragile - e a poco meno di due anni di distanza fatica addirittura a restare tra le top 20.

Alti e bassi

“Quando vinci uno Slam tutto è molto bello: poi però devi tornare in campo e giocare al massimo ogni partita, ogni settimana. Cosa accade? Che è impossibile. Non puoi giocare sempre bene, è qualcosa di irreale”. Ok, ma non per tutte. Una volta era chiaro che alla spagnola piacevano i palcoscenici importanti ma negli ultimi 5 Slam disputati - ad eccezione della semifinale a Parigi lo scorso anno - non è che abbia combinato granché. E poi c’è sempre quel suo rapporto complicato con coach Sam Sumyk, i cui consigli in campo Garbiñe spesso pare volutamente ignorare…. “Tutte dicono di voler vincere degli Slam: beh io ne ho già conquistati due”, risponde in maniera non esattamente simpatica a chi le fa notare la sua poca costanza nei risultati degli ultimi mesi. Chissà che sulla terra parigina Garbiñe, oltre al sorriso, non ritrovi anche sé stessa.