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Campioni internazionali

Azarenka, mamma mia!

Vika è tornata. Ha sofferto, ha lottato, ha pianto, ma alla fine eccola di nuovo protagonista su palcoscenici importanti. E nel derby delle...mamme con Serena Williams è lei a vincere

di Vincenzo Martucci | 29 maggio 2019

Bentornata, Vika Azarenka. Bentornata dove le compete, sulla massima ribalta, cioè in uno Slam. Bentornata protagonista della decapitazione di una regina, sia pure pazzerella, del Roland Garros 2017. Bentornata anche nella rivalità con Serena Williams. Sì, rivali. Al di là dei precedenti tanto decisi sull’altro piatto della bilancia, addirittura 18-4. Rivali, ieri, dal 2009, quando, proprio nello Slam, Serenona doveva lottare, doveva cedere dei set, doveva sostenere dei duri bracci di ferro con Victoria Fiodorovna, la bielorussa allevata negli States. Rivali, nel 2012-2013, quando la ragazzona venuta dall’Est sulla scia di Maria Sharapova conquistò per due anni di fila gli Australian Open, si fermò in finale agli Us Open, collezionò la semifinale anche al Roland Garros e a Wimbledon, firmò 20 tornei Wta e arrivò anche al numero 1 del mondo. Rivali, oggi, quando tutt’e due sono rientrate al tennis superando aspre difficoltà post-parto e, a marzo, sul cemento di Indian Wells, hanno aggiornato la loro storia come l’avevano lasciata, con un successo difficile della minore delle Williams, per 7-5 6-3. Rivali da virago e anche da mamme, da esempi, per le adolescenti del loro paese. Con “Vika” che, nel primo turno del Roland Garros, ha stravinto lo slalom parallelo con Serena, sia stilisticamente che come risultato: lunedì la statunitense s’è imposta in rimonta mentre martedì la bielorussa ha superato in due set la lettone, regina a sorpresa due anni fa della terra rossa più ambita. Jelena che, al Roland Garros, ha un singolare ruolino di marcia: ha vinto zero partite nel 2015 e nel 2016, ne ha marchiate sette nel 2017, ed è rimasta ancora a zero nella passata edizione e in questa.

Maternità complicate

Serena ha avuto problemi fisici nel dare alla luce Alexis Olympia Ohanian Jr il 1° settembre 2017, aggravando i soliti problemi atletici, che accusa tuttora e che rischiano di vietarle l’aggancio al record di 24 Slam di Margaret Smith Court, a un solo passo dalla storia. Vika ha avuto tanti problemi, dopo aver dato alla luce il suo Leo il 20 dicembre 2016, perché il marito voleva strappargliene l’affidamento e lei non poteva riprendere l’attività per dimostrare al tribunale che era una madre più che affidabile. Ma, dopo essersi sentita “molto giù” e “insicura” e “stressata” nelle prime settimane dell’anno, dopo aver perso d’acchito ad Auckland e a Melbourne, dopo essere scoppiata in lacrime sul campo dove ha festeggiato i suoi due Slam, ha trovato aiuto in uno psicologo e ha convinto coach Wim Fissette che aveva fatto bene a tornare con lei.

Ritrovare l'equilibrio

“Avevamo fatto una preparazione invernale davvero troppo buona per non avere risultati, ma il problema era mentale e ha dovuto lavorare molto anche lì”, racconta il suo mentore del 2015-2016. “Così, anche il gioco è salito, ad Acapulco ha perso con Mugurura ma solo in finale - la prima dopo tre anni di oblìo - e a Stoccarda, dov’è arrivata ai quarti, ho rivisto la vecchia Azarenka, quella che sa anche intrattenere il pubblico, quella che sta bene ed è contenta di esserci. L’ho rivista a Roma, dov’ha bissato in quarti perdendo con Karolina Pliskova, che poi ha vinto il titolo, e si è aggiudicata il doppio con la Barthy. Finalmente ha ritrovato l’equilibrio, ha capito che il tennis non è più tutta la sua vita: quella è suo figlio. Anche se il tennis resta il suo lavoro che vuole fare il meglio possibile. Per cui dividiamo la giornata in due: la mattina è per l’allenamento e il pomeriggio per la famiglia”.

"Sono una Vika migliore"

Vika aveva lasciato le scene a metà luglio 2016, scoraggiata dai troppi infortuni. Nello stesso periodo aveva scoperto di aspettare un bambino. Era riapparsa a giugno 2017, quasi a tempo di record. Ma era scomparsa quasi subito. Aveva stentato anche l’anno scorso, compatibilmente con i problemi legati alla causa per l'affidamento. Adesso è tornata numero 44 del mondo e ha cancellato lo sfogo di gennaio: “Sono passata per tante cose nella mia vita, c’è stata anche il tumore di mia madre, certe volte mi chiedo come ce l’ho fatta. Voglio credere che queste cose mi hanno resa più forte: non sono il tipo che molla, sono quella che ogni giorno lavora duro e si costruisce il suo destino, passando per tutte le avversità della vita. Ho superato il momento più difficile e insieme più eccitante della mia esistenza, finalmente ho capito come godermi tutto, come alzarmi tutte le mattine e dirmi: 'Ok, andiamo'. Non sono la vecchia Vika, sono una versione molto migliore di me stessa, che vuole continuare a crescere e che rischia anche, serena, di uscire dalla confort zone. Come prima non avrei fatto. Senza paura, per vedere l’effetto che fa”.
Detto fatto: al prossimo incrocio trova la numero 1 del mondo, Naomi Osaka.